Narrativa

Le isole di Norman

Galletta Veronica

Descrizione: Elena, giovane studentessa, abita sull'isola di Ortigia insieme al padre, ex militante del Partito comunista, e alla ma-dre, che vive chiusa in camera da diversi anni, circondata da libri che impila secondo un ordine chiaro solo nella sua testa. Quando all'improvviso la donna va via di casa, Elena cerca di elaborare la sua assenza dando inizio a un viaggio ri-tuale attraverso i luoghi dell'Isola, quasi fosse una dispersione delle ceneri. Parallelamente, nel tentativo di fare luce su un evento traumatico della sua infanzia, di cui porta addosso i segni indelebili, la ragazza capirà che i ricordi molto spesso non sono altro che l'invenzione del passato.

Categoria: Narrativa

Editore: Italo Svevo

Collana: Incursioni

Anno: 2020

ISBN: 9788899028459

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Le isole di Norman di Veronica Galletta rappresentano le cicatrici che Elena reca sulla pelle (“Le due cicatrici… Lilliput e Laputa… Mompracen e Atlantide invece non si vedono, sai, c’è sopra il costume”), conseguenza di un incidente che l’ha colpita in età infantile, mai chiarito nella dinamica e nelle responsabilità (“I cheloidi. Le bruciature si chiamano cheloidi”).

Elena deve iscriversi all’università, ma è troppo coinvolta dai suoi problemi personali e familiari ai quali dedica ogni attenzione (“Per un attimo pensa di fare una mappa anche rapida, giusto uno schizzo”) e sforzo nel tentativo di organizzare i tasselli di una vita che sembra perseguitata dal passato e pericolante nel presente.

Il papà Michele è troppo occupato da un impegno politico che inesorabilmente si sta sfaldando, la mamma Clara vive nel solipsismo di un mondo fatto di libri accatastati e di pensieri irraggiungibili.

Quando la madre si allontana da casa (“Se n’è andata con il suo borsone beige, il gilè della zia Gisella e la pianta di basilico. Se n’è andata, e loro sono rimasti là, a fare la guardia alla nave abbandonata”), nessuno sembra sorprendersi più di tanto (“Avvertire l’assenza di qualcuno che è sempre stato assente. Anni e anni scanditi dalle mappe. Anni e anni di silenzi, di vite inventate, che ora rischiano di sparire, senza lasciare traccia”) ed Elena intraprende una ricerca personale in Ortigia (“Andare in città si dice passare i ponti. Finché gli è possibile, chi vive sull’Isola ci rimane. Perché Ortigia è prima di tutto una scelta”) – l’affascinante e peculiare parte vecchia di Siracusa (“Solo abitandola quotidianamente, accettandone le contraddizioni e affidandoti a lei, Ortigia si rivela, come una cura”) nella quale il romanzo è ambientato – secondo lo stilema del bookcrossing (“Spargo per l’Isola tracce di mia madre, i libri che lei amava tanto”) e in un percorso geografico che ricalca lo schema della battaglia navale.

In questa fase Elena incontra strani personaggi e fa amicizia con Pietro, un ragazzo che dipinge con i gessetti e che forse potrebbe costituire un’occasione di salvezza, magari con la sua intenzione di partire per un viaggio di scoperte. Ma il papà deve subire l’amputazione di una gamba (“Sono finito come Silver”) ed Elena rimane impigliata nell’isola…

Il romanzo vive nella tensione della ricerca della verità sul tragico episodio dell’infanzia e ha un finale spiazzante che accresce il già elevato tasso di inquietudine accumulato durante la lettura.

Bruno Elpis

_________________________________________________

Con Le isole di Norman  nel 2020 Veronica Galletta ha vinto il premio Campiello “opera prima” (clicca qui)

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Veronica

Galletta

Libri dallo stesso autore

Intervista a Galletta Veronica

ANTONIA

Valentini Maria Rosaria

Sono passati tre anni da quando Harry Hole è andato via. Via da Oslo, via dalla Centrale di polizia, via dalla donna che ha amato e ferito troppo, e troppe volte. Ma dai suoi fantasmi no, da quelli non è riuscito a fuggire: l'hanno inseguito a Hong Kong e ora lo reclamano, e Harry non può non rispondere, non può non tornare. Oleg, il figlio di Rakel, il ragazzo che lui ha cresciuto come fosse anche figlio suo, è in carcere. Accusa: l'omicidio di Gusto Hanssen, il suo migliore amico. Movente: secondo gli investigatori, un regolamento di conti nel mondo della droga. Ma Harry non ci crede. Oleg, il suo Oleg, il bambino che lo teneva per mano e lo chiamava papà, può essere diventato un tossicodipendente, ma non un assassino. E a lui non resta che correre a casa, correre contro il tempo, in cerca di una verità diversa da quella già decretata. Una verità che si nasconde tanto nelle maglie dei sentimenti piú profondi che legano le persone, quanto nei quartieri dello spaccio, con l'ombra misteriosa di un nemico inafferrabile che lo vuole morto.

Lo spettro

Nesbø Jo

Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il "vecchio ragazzo" Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato...

Colazione da Tiffany

Capote Truman

Una vasta insurrezione si estende dagli Stati Uniti all’America Centrale a un epicentro maghrebino. Effetto collaterale di un mondo occidentale che “col pretesto del controllo” ha istituito ovunque stati di polizia, i “ragazzi selvaggi” si evolvono presto in una fantasmagorica sottospecie umanoide: ragazzi con pistole-laser, ragazzi-gatto con artigli “curvi e cavi imbottiti di pasta di cianuro”, ragazzi-serpente, ragazzi che si spostano su alianti, su biciclette alate, su pattini a propulsione. In un romanzo che suona oggi di allarmante forza profetica, ancora una volta Burroughs incenerisce processi e mutamenti storici al rogo della sua immaginazione e della sua allucinata, inconfondibile scrittura.

I ragazzi selvaggi

Burroughs William S.