Teatro

Le madri atroci

Dazieri Sandrone

Descrizione:

Categoria: Teatro

Editore: Feltrinelli

Collana:

Anno: 2012

ISBN:

Recensito da Stefania De Lucia

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C’era una volta il radiodramma. Una frase che lascerebbe presagire una velata nostalgia per forme di scrittura che fino a qualche anno fa costituivano, insieme al cinema e al teatro, l’unica possibilità per un testo letterario di travalicare i confini della pagina scritta.

Oggi, nell’epoca della comunicazione digitale, in cui i libri si sfogliano trascinando le dita su uno schermo e la radio si ascolta dal proprio cellulare, Feltrinelli sostiene una preziosa iniziativa di Fonderia Mercury e, partecipando al progetto dal titolo AutoreVole, combina il fascino dell’opera scritta alla immediatezza di un testo orale. Ad alcuni autori italiani viene chiesto di scrivere un racconto acustico, una storia originale da adattare e trasformare in un audiodramma. Siamo nel regno della più pura oralità che tuttavia possiamo comprare in libreria, al costo di pochi euro, ricevendo in cambio un centinaio di pagine di carta e inchiostro.

Un anacronismo? Assolutamente. Piuttosto un esperimento coraggioso e riuscitissimo di combinare lingua parlata e testo scritto in una doppia operazione editoriale, che raccoglie dunque prima il testo letterario e, a seguire, la sua riscrittura audiodrammatica, acquistabile online, nella sua versione orale, sul sito della Fonderia Mercury.

Le madri atroci è il titolo che Sandrone Dazieri, celebre scrittore noir della contemporanea scena letteraria del nostro paese, attribuisce al testo pensato per il progetto. La storia presenta le caratteristiche principali della sua scrittura: si sviluppa, infatti, attorno a un mistero da risolvere, quello della scomparsa di Daria, storica italiana, trovata morta suicida in un albergo di Amsterdam.

A condurre le indagini non c’è un ispettore o un detective, ma il marito, Fabio, commercialista, che vola nella capitale olandese per immergersi, forse per la prima volta, nel mondo delle ricerche della moglie e seguire le sue tracce nella città, per scoprire cosa l’ha spinta al gesto folle.

Poche pagine e un grande pathos, che ci lascia sbirciare tra gli eventi della vita di coppia di Daria e Fabio che potrebbero in qualche modo aver influenzato le scelte della donna ma che non si dimostrano essere stati i fattori scatenanti della decisione finale. Si scoprirà così che è stato il lavoro a uccidere Daria, quella sua ricerca attenta e profonda, forse troppo, nei meandri delle pagine della storia più buia del secolo scorso, tra le vite spezzate degli ebrei nei campi di sterminio e la folle mente deviata degli aguzzini.

Il testo, costellato di suggerimenti musicali che accompagnano il senso claustrofobico e l’angoscia di alcuni passaggi della storia, si dimostra riuscitissimo anche nella riscrittura di Sergio Ferrentino che, nel rispondere alle esigenze dell’oralità propone delle leggere variazioni alla trama principale, aggiunge flashback che arricchiscono il tessuto narrativo senza alterare la potenza del finale.

Un testo assolutamente raccomandato, bello, forte, arricchente.

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