IoScrittore

Le ombre azzurre

Mucciolo Patrizia

Descrizione:

Categoria: IoScrittore

Editore: IoScrittore

Collana:

Anno:

ISBN:

Recensito da Donatella Perullo

Le Vostre recensioni

 

Un ragazzino si risveglia dall’incoscienza su un marciapiede umido, tra foglie secche e cartacce. E’ intontito, impaurito, non sa dove si trova e non ricorda come sia arrivato in quella via. A dirla tutta il poverino non ricorda neanche il proprio nome, né dove abita. Ha perso la memoria e quello che gli rimane del proprio passato, sono una gran quantità di lividi e un mal di testa feroce. Ha paura il piccolo smemorato, non sa di cosa, ma è terrorizzato e così fugge. Non sa da chi e da cosa, ma fugge. Corre a perdifiato tra le strade ancora deserte appena illuminate dalle prime luci dell’alba, fino a quando non trova rifugio in un capanno abbandonato, dove di solito vanno a giocare i ragazzini del paese.

E’ qui che lo trova Agostino. Spigliato, intelligentemente furbo, curioso e soprattutto leale, poco più piccolo di lui, Agostino sarà per lo smemorato l’unico alleato. Un vero amico che lo aiuterà a nascondersi, lo sosterrà e lo aiuterà a ricostruire il suo passato. Perché lo smemorato ha un passato che nasconde molto più di quanto si possa immaginare da un ragazzino della sua età. Agostino lo riconosce, si chiama Vitale ed è il bullo del paese, un odioso delinquente malvoluto da tutti e che nessuno avrebbe soccorso. Eppure Agostino ha scorto negli occhi di Vitale una luce nuova, diversa dalla malevole spigolosità che ha sempre caratterizzato l’animo del teppista.

Inizieranno insieme un viaggio lungo e avvincente, alla ricerca di una donna, di una vita e della memoria che Vitale vuole riconquistare. Un percorso che li porterà a vivere avventure incredibili e li accompagnerà alla scoperta della vera amicizia, quella che va di là del tempo e supera qualsiasi ostacolo.

Le ombre azzurre è un romanzo affascinante, ben scritto, che avvince il lettore sin dalle prime righe. Un Urban Fantasy innovativo che gioca delicatamente con la fantasia. Un romanzo dalle diverse sfaccettature, ma soprattutto una storia di grande amicizia e sentimenti che affascina anche grazie alla bellezza dei personaggi, così ben caratterizzati che sembrano uscire dalle pagine e prendere vita. Un romanzo, insomma, che non delude e che coinvolge fino alla fine, fino a quella conclusione attesa eppure sorprendente.

L’autrice, Patrizia Mucciolo, è un medico. Vive e lavora a Brescia e in un’intervista sul web, ha dichiarato di aver cominciato a scrivere in un momento nel quale era rimasta senza nulla da leggere in un posto sperduto. Patrizia voleva un libro e se lo è scritto. Un carattere ironico e volitivo che traspare nello stile della sua scrittura, semplice e incisivo. Le ombre Azzurre è il suo primo romanzo al quale, ha dichiarato, vuole dare un seguito.

CINQUE DOMANDE A PATRIZIA MUCCIOLO


patrizia-muccioloA parte la soddisfazione data dalla classificazione de “Le ombre azzurre” in semifinale, cosa ti ha lasciato, in positivo e negativo, l’esperienza della partecipazione al Torneo letterario “Ioscrittore”?

Partecipare al torneo è stato salire su una giostra da cui non sono ancora scesa, voglio fare ancora un giro poi prometto che vado… comunque qua sopra c’è posto per tutti, è questa la grande trovata, tutti possono giocare e tutti riescono a farsi leggere almeno un po’. E se essere letti è un’occasione imperdibile, leggere gli altri è quella più gustosa, perchè il tuo parere di lettore, compiaciuto o insoddisfatto, è la volta che l’autore lo legge, e con interesse. Per cominciare quindi mi ha dato un paio d’anni di divertimento, infantile e perfido, che è poi quello in cui meglio mi rotolo, che è stato e continua a essere spunto di divagazioni piacevoli con me stessa e con altri. Grazie Gems, ho letto anche delle cose esilaranti. Mi lascia il piacere dell’aver scambiato battute con personaggi che sono diventati anche persone. E infine la possibilità di googlare il mio nome e trovarcelo legato a un romanzo che per mia iniziativa non sarebbe mai diventato un libro. Nemmeno virtuale.

Parteciperesti a una nuova edizione del Torneo?

Credo di aver già risposto sopra. Ultimo giro, ultima corsa.

Hai dichiarato di non avere “il sacro fuoco della scrittura” e di avere cominciato a scrivere in mancanza di un buon libro da leggere. Quanto è vera questa cosa e cosa ricordi del momento in cui hai iniziato il tuo primo romanzo?

Mettiamoci anche “obbligata in un posto isolato” altrimenti sembra che io abbia cominciato a scrivere perché delusa dall’intero panorama letterario. Se mi fossi trovata chiusa a chiave in una libreria è probabile che avrei trovato qualcosa di buono… ma quella volta erano ventiquattro ore di guardia da passare in una stanza con un letto, un telefono che speravo non squillasse, e neanche uno straccio di libro. Ho cominciato a scrivere un romanzo che non è mai nato, ma che aveva già qualcosa di quello che è venuto dopo.

Com’è nata l’idea de “Le ombre azzurre” e perché la scelta di giocare con il tempo?

“Le ombre azzurre” nasce più o meno per lo stesso motivo: in casa serviva un romanzo intrigante per ragazzini tra un Harry Potter e l’altro. Beh che ci vuole? mi son detta. Scriverò qualcosa che mi piacerebbe leggere, che salti fuori dalla mia memoria e visto che resta in famiglia, abbia tanto di me, che alla fine sono Agostino. Scrivevo un capitolo al giorno e poi lo leggevo a mio figlio la sera. Un paio di volte coi salti temporali mi sono incartata e il romanzo si è bloccato, ma è stato divertente. Il periodo in cui si svolge la storia è il luogo del cuore, il viaggio dei miei sogni, tempo e non spazio, e immaginare che qualcuno ci finisse dentro arrivando da un oggi era allettante. Il salto temporale poi trovo che sia un espediente tra i più scontati ma anche tra i più affascinanti della produzione fantastica, e mi si è presentato come la soluzione migliore quando in qualche modo ho dovuto convincere il maresciallo che la maestra Cornacchia era davvero chi diceva di essere.

E’ vero che darai un seguito alle avventure di Agostino e Vitale? Se è sì, ti prego, anticipaci qualche succulenta indiscrezione.

Sì, Le Ombre Azzurre ha un seguito e si intitola Abel.

Abel è il Rosso, che nel finale delle Ombre Azzurre la Cornacchia vede lasciare il paese la mattina di Natale. È diretto verso la città, dove Vitale è tornato, e lì monterà con pazienza la sua personale vendetta nei confronti del ragazzo. Agostino intanto, a casa, se la dovrà vedere con i Daturi.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Patrizia

Mucciolo

Libri dallo stesso autore

Intervista a Mucciolo Patrizia


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Nel 1929 Washington Irving soggiornò a Granada all’interno dell’Alhambra, il massimo monumento dell’arte moresca in Spagna, “uno dei luoghi più belli, romantici, deliziosi del mondo”, come scrisse a un amico. Per lo scrittore americano, molto noto anche in Europa, il soggiorno all’Alhambra rappresentò un porto tranquillo, un luogo incantato e incantevole dove potersi dedicare alla scrittura e anche una fonte di argomenti che appassionavano l’immaginazione dei lettori dell’epoca, dominata dalla passione per il Romanticismo europeo e per le storie esotiche e orientaleggianti. Dal periodo trascorso all’Alhambra nacque così la raccolta di bozzetti, storie e leggende, The Alhambra, un libro che ebbe un grandissimo successo e che fu tradotto in molte lingue, rinnovando così la notorietà dello scrittore alla vigilia del suo ritorno negli Stati Uniti dopo il lungo soggiorno europeo.

I racconti dell’Alhambra

Washington Irving

Da quando, ha l'età per essere attratto da una ragazza, Colin, ex bambino prodigio, forse genio matematico forse no, fissato con gli anagrammi, è uscito con diciannove Catherine. E tutte l'hanno piantato. Così decide di inventare un teorema che preveda l'esito di qualunque relazione amorosa. E gli eviti, se possibile, di farsi spezzare il cuore un'altra volta. Tutto questo nel corso di un'estate gloriosa, passata con l'amico Hassan, a scoprire posti nuovi, persone bizzarre di tutte le età, ragazze speciali che hanno il gran pregio di non chiamarsi Catherine. Età di lettura: da 14 anni.

Teorema Catherine

Green John

James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine –, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio... I puntini di sospensione sono un espediente abusato, ma in questo caso procedere oltre farebbe torto a uno dei pochi scrittori sulla scena che, come sa bene chi ha amato Quella sera dorata, chiedono solo di essere letti. Anticipare le avventure e i pensieri di James rischierebbe di mettere in ombra la singolare grazia che pervade questo libro, e da cui ci si lascia avvolgere molto prima di riconoscere, nella sua ironia inquieta e malinconica, qualcosa che pochi sanno raccontare: l’aria del tempo.

UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARA’ UTILE

Cameron Peter

In un meraviglioso borgo di mare, dove la bellezza della natura e delle atmosfere del passato non è spenta dalla modernità, giunge Emma. Eva F Dewalker, un’amica di famiglia recentemente scomparsa, le ha lasciato ogni suo avere, a una condizione: che Emma esegua alcune sue volontà. Seguendo le istruzioni contenute negli scritti di Eva e le rivelazioni di un manoscritto ancora inedito, Emma comprenderà il proprio bisogno di cambiamento e scoprirà il seducente mistero che rende magica la spiaggia, sulle tracce del Comandante, leggendario uomo di mare e pittore, che “sapeva dipingere il colore degli istanti” e che ha lasciato al mondo qualcosa di eterno. In un villaggio di riviera in cui ognuno può rivedere il suo mare del cuore, sulla veranda dello stabilimento balneare di Gian e sulla spiaggia, si incontrano la videomaker Emma, la sua ospite Deiva, la bionda traduttrice Aileen, il nuovo medico del paese Radu, il documentarista giramondo Sandro e altri ancora. Una commedia sentimentale romantica, briosa e toccante, sulla magia e sulla forza implacabile dei desideri e dell’amore, al di là del tempo e dello spazio, e persino oltre i confini della vita terrena. Even in English.

Sabbia

Dewalker F Eva