Narrativa

Le regole del fuoco

Rasy Elisabetta

Descrizione: Maria Rosa ed Eugenia appartengono a due mondi diversi. La prima è cresciuta a Napoli in una famiglia aristocratica. L'altra è nata in un paesino del Nord e sogna di diventare medico. Se non fosse stato per la guerra, non si sarebbero mai incontrate. E invece è il primo conflitto mondiale a unire le due ragazze, partite come infermiere volontarie al fronte. È il duro lavoro in un ospedale sul Carso a permettere loro di conoscersi, diventare amiche, innamorarsi. Una volta tornata la pace, sperano di rimanere insieme, a costo di fingere, nascondersi, lottare. Ma adesso ogni istante è prezioso: in mezzo al caos, possono rubare un tempo per l'amore e vivere fino in fondo i propri sentimenti.

Categoria: Narrativa

Editore: Rizzoli

Collana:

Anno:

ISBN: 9788817086875

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Quali sono “Le regole del fuoco”?

Le ricaviamo dal romanzo di Elisabetta Rasy, finalista al Campiello 2016, grazie alla protagonista narratrice, Maria Rosa Radice, e alla sua amica, Eugenia Alferro.

Entrambe s’incontrano nell’ospedale al fronte (“L’ospedale da campo di S., l’ospedale più avanzato del Carso, forse il più pericoloso”), mentre la prima guerra mondiale divampa tra orrori e vittime.
Diverse per estrazione sociale, provenienza geografica e con differenti motivazioni – l’una è fuggita alla noia dell’aristocrazia napoletana (“La seconda guerra, che mia nonna aveva passato al tavolo da gioco persino sotto i bombardamenti”), l’altra, comasca, persegue il sogno di diventare medico (“Dovrò imparare molte altre cose, invece, perché anch’io voglio fare il dottore”) – dopo un inizio difficile e contrastato (“Non ti vergogni?”), grazie alle circostanze (“Poi ci hanno informato che avremmo diviso la stanza”) diventeranno amanti e avranno modo di vivere una storia d’amore ai margini dell’impegno in corsia (“C’era sempre qualcuno che piangeva la notte”), nel clima incandescente e periglioso del conflitto.

Ma torniamo alla domanda iniziale: quali sono “Le regole del fuoco”?

Un principio è certamente quello che va sotto il nome di coincidentia oppositorum (“Quel fetore mi disgustava e mi incantava”).

Un’altra regola riguarda le donne: il loro ruolo (“Per le donne i tempi non cambiano mai”), le difficoltà che incontrano, i pregiudizi che devono vincere (“Quando il domatore aveva deprecato la nostra presenza, tutte noi abbiamo abbassato gli occhi”). Specialmente agli albori del XX secolo, ma anche no.

Vale poi il principio della precarietà (“Non avevo pensato che a Mestre dovevamo dividerci, tu in treno verso Milano, io verso il Sud”). E quello dell’inaspettata possibilità (“Soltanto una situazione terribile e orribile come la guerra ci concede di amarci come vogliamo”) di vivere un amore infelice sì (“Per me nessuna vittoria, ancora e sempre Caporetto”), ma capace di modificare il corso della vita (“Io amerò il mare se tu amerai il lago”) dinnanzi alla prospettiva di una condanna proiettata in tempo di pace (“Dovremo nasconderci, fingere, comunque ci sentiremo in pericolo, può darsi che ci umilieranno, può darsi che capiranno e ci condanneranno”).

Memore del successo di Brokeback Mountain, che ha intaccato lo stereotipo del cow boy, in modo omologo e complementare questo romanzo si candida a travolgere anche il cliché dell’infermiera?

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Elisabetta

Rasy

Libri dallo stesso autore

Intervista a Rasy Elisabetta


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Jean Rhys divenne improvvisamente un caso letterario alla metà degli anni Sessanta, con la pubblicazione del romanzo Il grande mare dei Sargassi (un caso diffusosi dall'Inghilterra assieme alla scoperta della letteratura femminile come genere letterario specifico). In quel momento, Jean Rhys era quasi ottantenne, e aveva alle spalle una vita ricca di ferite e delusioni, iniziatasi, come per altre scrittrici del secolo, nel declino del colonialismo europeo. E aveva alle spalle una conclusa stagione di racconti, degli anni Venti e Trenta, i cui ricorrenti protagonisti erano donne vinte in tristi stanze londinesi o parigine. Poi, a trent'anni di distanza, il suo maggior romanzo. E questa autobiografia di un'infanzia e adolescenza in Dominica, in cui il teatro del mondo delle ultime colonie dà un respiro profondo e un orizzonte infinito al racconto di una diversità che si fa progressivamente emarginazione, lontananza spirituale. Smile please, ordinava inutilmente la mamma a una bambina distratta davanti al fotografo; e quella incapacità di sorridere a comando, dal primissimo ricordo infantile, diventa l'emblema di una vita.

SMILE PLEASE

Rhys Jean

Ogni giorno Gesù parla al nostro cuore attraverso le letture della messa. Tante volte però non siamo in sintonia con lui per stanchezza o per semplice incomprensione dei testi sacri. Spesso avremmo bisogno di una spiegazione o di un commento chiaro, che ci permetta di capire le letture per poi metterle in pratica. Il messalino, che possiamo portare sempre con noi, ci viene incontro con il commento/meditazione delle letture; ci fa conoscere la vita e l'esempio del santo del giorno; ci guida nella liturgia quotidiana e nelle preghiere della Chiesa. Diviene, così, un compagno di viaggio semplice ed edificante durante tutte le ore del giorno.

Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2016.

Fusco Roberto

2092. L'Europa mediterranea è sprofondata in un clima equatoriale, i suoi antichi Stati nazionali hanno ceduto all'egemonia cinese. Venezia abbandonata dopo una terribile alluvione, poi acquistata e ricostruita da un'azienda di Pechino - è la perversa Las Vegas del declino europeo. Piazza San Marco è stata trasformata in un'arena: il Colosseo del terzo millennio. Il carnevale si avvicina, i padroni cinesi preparano lussi sfrenati e spettacoli sanguinari. La popolazione autoctona è confinata nel Castello. Nessuno sembra più volersi sottrarre alla violenza e alla lussuria di questo bordello della fine dei tempi. Eppure, perfino in questo parco giochi orwelliano, ci sono due uomini in rivolta che si levano contro l'orgia del potere. "Il Maestro", guida dei nuovi gladiatori che addestra sull'isola di San Giorgio, e Spartaco, il suo allievo più valoroso. Ciascuno ha imboccato per proprio conto la via della ribellione ma vivono entrambi per il mondo che verrà, uno per divenire padre, l'altro per tornare libero. Antonio Scurati torna all'ispirazione degli esordi con un romanzo visionario e insieme realista. Una grande avventura epica, che si fa carico della crisi del nostro mondo narrando di uomini in marcia dentro e contro l'onda distruttrice della storia, in un libro non solo ambientato nel futuro ma rivolto al futuro.

LA SECONDA MEZZANOTTE

Scurati Antonio

Con le armi del grande narratore, Ermanno Rea conduce un’indagine in forma di diario sulle ragioni del suicidio di Francesca Spada, giornalista culturale de “l’Unità” e critico musicale. A ospitare la vicenda è una Napoli lacerata dalla guerra fredda. L’inchiesta è resa difficile dalla distanza temporale da eventi avvenuti oltre trent’anni prima, in un momento in cui le coscienze si confrontavano in modo ossessivo con la politica. Una stagione per certi versi drammatica in cui si intersecano le ragioni esistenziali dei protagonisti, il destino di una città come Napoli (il cui porto era controllato di fatto dagli americani), le incertezze di una generazione appena uscita dalla guerra, alle prese per di più con un Partito comunista ancora fortemente ancorato all’identità stalinista. A poco a poco, con un andamento concentrico, si fa luce sulla complessità dei fatti che spinge la giovane giornalista al suo atto estremo. Da storia privata quindi l’indagine si fa storia collettiva di un’intera classe politica, di una generazione, delle sue speranze e dei suoi valori. Il romanzo-inchiesta di Ermanno Rea, premio Viareggio 1996: forse il suo capolavoro.

Mistero napoletano

Rea Ermanno