Narrativa

LE SORELLE FATALI

Brown Eleanor

Descrizione: Cordelia, la più piccola delle sorelle Andreas, riceve un giorno per posta le seguenti righe: Andiamo, su, a pregare gli dei per nostra madre che è presa dalle doglie. La lettera reca la firma di James Andreas, genitore di Cordelia e di Rosalinda e Bianca, docente di letteratura inglese al Barnwell College con un chiodo fisso in testa: William Shakespeare. Avvolta dalle tempeste di sabbia dei versi shakespeariani sin da piccola, con un padre bizzarro, dotto e ossessivo che comunica quasi soltanto attraverso la lingua del genio di Stratford-upon-Avon, Cordelia comprende all'istante il contenuto di quelle righe: la madre è così gravemente malata che occorre subito tornare a Barnwell, la ridente cittadina del Midwest americano dove le tre sorelle hanno vissuto i giorni felici dell'infanzia e dell'adolescenza. Questo è, almeno, quello che Rose, Bean e Cordy, in momenti diversi, decideranno ciascuna per sé: tornare a casa per poi ripartire verso un'altra grande avventura della loro giovane vita. In realtà, a spingerle a fare immediato ritorno a Barnwell è il loro fallimento, la necessità di allontanarsi da un'esistenza sull'orlo del naufragio. Ritornate a Barnwell, le tre sorelle si ritrovano a fare i conti con il loro passato e la loro storia presente. La lunga estate al capezzale della madre le pone, infatti, irrimediabilmente davanti al destino comune che le lega, come le sorelle fatali, le tre streghe del Macbeth, l'opera che ha accompagnato la loro meravigliosa e incomparabile infanzia.

Categoria: Narrativa

Editore: Beat

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788865591116

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

 

Le sorelle fatali.

Intrappolate in auto con mio padre al volante, siamo state più volte costrette ad ascoltare lunghe cronistorie del termine che, in Macbeth, viene usato per fare riferimento alle tre streghe, nonché reiterati elenchi delle fonti scozzesi e antico-nordiche utilizzate da Shakespeare nel creare il succitato capolavoro. Amenità che vi risparmiamo.

Ma vale la pena di sottolineare, soprattutto ora che l’aggettivo “fatale”non è più legato al suo prodigioso senso originale e ha perso il suo alone di soprannaturale mistero, che Shakespeare non aveva alcuna intenzione di dire che le tre streghe erano dotate di irresistibile fascino e forza di seduzione.

Era un termine che rimandava al fato, al destino (…). La nostra nascita, la nostra infanzia insieme, la somma di noi tre rappresenta il nostro destino”.

Rose, Bean e Cordy sono le sorelle Andreas, figlie di un professore di letteratura inglese ossessionato da Shakespeare. Tre protagoniste le cui storie semplici, eppure affascinanti, si intrecciano nuovamente a Barnwell, dove ciascuna di loro fa ritorno per assistere la madre gravemente ammalata.

La bellezza del libro sta proprio nella descrizione delle ragazze, nel rapporto spesso conflittuale che vivono e nell’affetto che si dimostrano superando le reciproche diversità.

Cordy è una che prende la vita come viene; al contrario, a Rose piace che le cose vadano secondo l’immagine che coltiva nella propria mente. E a Bean? Be’ dipende, non c’è mai nulla di definitivo per Bean”.

Rose è l’unica a non essersi mai seriamente allontanata dalla rassicurante casa dei genitori: Bean infatti si è trasferita a New York e Cordy ha viaggiato in lungo e in largo senza una meta precisa. Così, ora che le sorelle sono tornate a Barnwell in cerca di un rifugio tranquillo dove potersi leccare in pace le ferite, Rose si sente quasi spodestata, derubata del suo ruolo di figlia premurosa e presente.

Dal suo canto, Cordy non ha mai avuto tanto bisogno di aiuto, sostegno e protezione, e Bean, forse per la prima volta, al di là dell’apparenza spavalda, comincia a dubitare del proprio fascino.

Il romanzo di esordio di Eleanor Brown è profondamente umano e intriso di tenerezza. Ho trovato molto particolare la scelta di affidare la voce narrante ora alle tre sorelle insieme ora a due di loro soltanto, rispecchiando le alleanze del caso o rispettando il ruolo primario della protagonista di turno.

Il finale purtroppo è stucchevole e piuttosto banale, ma il libro resta godibile.

Il giorno della nascita di Cordy, Rose si alleò con Bean: due contro una. E quando Bean si ribellò, rifiutandosi di partecipare ai giochi proposti da Rose, lei scoprì di potersi coalizzare con Cordy, che accettò docilmente il ruolo di gregaria. Due contro una.

Finché Rose non se ne andò di casa e fummo di nuovo divise, una contro l’altra.

E poi, una notte d’estate, Bean e Cordy uscirono dalla finestra della propria camera per arrampicarsi tra i rami delle imponenti querce in giardino, e ancora una volta si tornò due contro una.

E adesso eccoci di nuovo separate, gelide, bene attente a non avvicinarci troppo, a mantenere una cauta distanza di sicurezza. Per quale motivo? Per autodifesa, forse?”.

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