Momenti di trascurabile felicità

Piccolo Francesco

Descrizione: Possono esistere felicità trascurabili? Come chiamare quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio? Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d'abbigliamento. Quando all'improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato. Per farti scoprire, ad esempio, quant'è preziosa quella manciata di giorni d'agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. A metà strada tra "Mi ricordo" di Perec e le implacabili leggi di Murphy, Francesco Piccolo mette a nudo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un'ondata di divertimento, intelligenza e stupore. L'autore raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda il senso profondo della vita.

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Editore: Einaudi

Collana: Super ET

Anno: 2014

ISBN: 9788806219659

Recensito da Laura Monteleone

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Leggendo con Lilly: Momenti di trascurabile felicità

La felicità può essere un traguardo. Un punto di partenza. Una dimensione costante o un’energia spillata a piccole dosi. Uno stato d’animo, un’impresa ardita, una perdita, una vittoria. Di non facile definizione e forse di non facile praticabilità in un mondo disegnato da conflitti e sofferenze, eppure la felicità è il luogo per eccellenza dove l’umano cerca la sua vera dimora e dove alberga il sorriso. Francesco Piccolo si è immerso con un’attenzione particolare in quella linfa brulicante che è la nostra quotidianità, per cercare con una lente di ingrandimento le tracce di una felicità profonda, spesso trascurata. Ci sorprende e ci fa ridere con le sue illuminazioni, abitudini che ci somigliano, e hanno poco di grandiosa filosofia. Piuttosto il sapore di qualcosa di cui fatichiamo ad accorgerci, perché ci è troppo vicino. Ma su cui faremmo bene a riflettere.

Un consiglio che abbiamo accolto alle Parole di Lilly, ascoltando la voce di questo scrittore e sceneggiatore italiano molto noto. Nato a Caserta nel 1964, laureato in Lettere, vive a Roma con la moglie e due figli. Vincitore del Premio Strega nel 2014 con il romanzo Il desiderio di essere come tutti. È nota la sua collaborazione con registi come Nanni Moretti, Virzì, Soldini, Archibugi, per la stesura delle sceneggiature di alcuni dei loro film. Collabora con riviste e quotidiani. Dal 2018 è anche docente allo IULM. Tra i suoi libri, pubblicati da Einaudi e Feltrinelli, ricordiamo Storie di primogeniti e figli unici (1996), E se c’ero, dormivo (1998), Il tempo imperfetto (2000), Allegro occidentale (2003), La separazione del maschio (2008), Momenti di trascurabile felicità (2010), L’Italia spensierata (2014), Momenti di trascurabile infelicità (2015).

Il libro che abbiamo sfogliato insieme ci fa scoprire quanto siano preziosi quei giorni che in fondo abbiamo sottovalutato, e che invece sono in grado di metterci in contatto con noi stessi. Francesco Piccolo mette a nudo le debolezze e i piaceri che ci fanno tutti uguali. Ci travolge col divertimento e ci stupisce con frasi rivelatrici, ci porta verso il senso della vita.

Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio di abbigliamento. Sei un po’ distratto insomma. Quando all’improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato. Per farti scoprire, ad esempio, quant’è preziosa quella manciata di giorni d’agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. O la soddisfazione nel constatare che un amico ha ripreso in poco tempo tutti i chili persi con una dieta faticosissima che, per qualche giorno, sei stato tentato di fare anche tu.

A metà strada tra “Mi ricordo” di Perec e le implacabili leggi di Murphy – ma col gusto tutto italiano della divagazione – Francesco Piccolo mette a nudo con spietato umorismo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali prima o poi tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un’inarrestabile ondata di divertimento, intelligenza e stupore. Con la stessa sensibilità con cui ha percorso l’Italia “spensierata”, Francesco Piccolo raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda – magari un attimo appena – il senso più profondo della vita. (dai risvolti di copertina)

Il regista Daniele Luchetti si è ispirato a questo libro per un film che ha visto la luce la scorsa primavera. Ambientato a Palermo e interpretato da Pif, narra le vicissitudini di un uomo a cui restano 92 minuti di vita, che gli vengono restituiti dopo essere morto. Come utilizzerà questo ultimo tempo terreno? Un viaggio verso il bello della vita, verso una trascurabile felicità?

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