Narrativa

L’energia del vuoto

Arpaia Bruno

Descrizione: È notte, su un'autostrada svizzera. Una macchina procede a velocità sostenuta, diretta a Marsiglia. A bordo un uomo, Pietro Leone, funzionario dell'Onu a Ginevra. Accanto a lui dorme il figlio Pietro, una console stretta tra le mani, i jeans a vita bassissima come ogni adolescente che si rispetti. I due sono in fuga, da non si sa bene cosa. La sola cosa che Pietro sa è che da giorni qualcuno sta tenendo sotto controllo i movimenti suoi e della sua famiglia e che la moglie Emilia, ricercatore al Cern, è scomparsa da casa da qualche giorno. La donna stava lavorando, con un gruppo di fisici spagnoli, a un rivoluzionario calorimetro per decifrare le energie di fotoni ed elettroni...

Categoria: Narrativa

Editore: Guanda

Collana: Narratori della Fenice

Anno: 2011

ISBN: 9788860885388

Recensito da Giacomo Robutti

Le Vostre recensioni

Il romanzo “L’energia del vuoto” di Bruno Arpaia, compreso nella cinquina dei finalisti del premio Strega per l’anno 2011, porta il lettore a Ginevra, nelle sedi del progetto CERN, il programma scientifico che, avvalendosi del più potente acceleratore di particelle subatomiche mai costruito, intende suscitare e documentare fenomeni fisici finora indisponibili, tramite i quali saggiare la fondatezza delle attuali conoscenze scientifiche.

Emilia, la protagonista femminile del romanzo, ricopre nel progetto CERN incarichi via via più centrali; per assolverli, sacrifica sempre più la famiglia, composta dal marito Pietro, funzionario all’ONU, il rapporto con il quale appare in via di irreversibile sfaldamento, e Nico, il figlio adolescente.

Lo spirito del progetto CERN, che consiste nella ricerca spassionata delle regolarità scientifiche per come esse si mostrano, non è, tuttavia, condiviso da tutti.

Taluni scienziati sono disposti a falsare i dati degli esperimenti, pur di vedere confermata la teoria scientifica da loro propugnata. Ciò accade sia per furore ideologico – la teoria delle superstringhe è corretta, pertanto è bene che sia accolta da tutti, anche a costo di produrre evidenze empiriche false a suo favore; sia per il tornaconto dei falsificatori – se si spende un’intera vita accademica per sostenere una teoria, solo dimostrandola si raggiungono gli allori scientifici, “si va a Stoccolma”, come si dice nel libro, a prendere il Nobel.

Altrettanto furore ideologico anima quei radicali religiosi per i quali il progetto del CERN è un atto di tracotanza, faustiano, attraverso cui l’uomo intende superare i limiti a lui imposti da Dio.

Il progetto distruttivo concepito dall’inedita alleanza fra alcuni radicali religiosi e scienziati in mala fede, costringe dunque  i protagonisti a vivere alcune vicende da agenti segreti.

Il profilo di originalità del romanzo, che lo fa risaltrare nell’ambito del panorama letterario, sta nella descrizione, con taglio divulgativo, delle più creative e vertiginose teorie scientifico-cosmogoniche sottoposte a verifica al CERN, che è distribuita nell’ambito della narrazione. Di grande fascino la teoria delle stringhe, attraverso cui si intende unificare la teoria della relatività, che conserva elevata efficiacia esplicativa ad ordini di grandezza elevati, e la meccanica quantistica, utile a spiegare l’infinitamente piccolo.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Bruno

Arpaia

Libri dallo stesso autore

Intervista a Arpaia Bruno

La biografia di Bukowski include due tentativi di lavorare come impiegato, dimissioni dal "posto fisso" a cinquant'anni suonati, "per non uscire di senno del tutto" e vari divorzi. Questi scarsi elementi ricorrono con insistenza nella narrativa di Bukowski, più un romanzo a disordinate puntate che non racconti a sé, dove si alternano e si mischiano a personaggi ed eventi di fantasia. "Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo", ha scritto Beniamino Placido su "La Repubblica", aggiungendo: "in questa scrittura molto "letteraria", ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni, le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco. Lui, Charles Bukowski, "forse un genio, forse un barbone". "Charles Bukowski, detto gambe d'elefante, il fallito", perché questi racconti sono sempre, rigorosamente in prima persona. E in presa diretta". Un pazzo innamorato beffardo, tenero, cinico, i cui racconti scaturiscono da esperienze dure, pagate tutte di persona, senza comodi alibi sociali e senza falsi pudori.

Storie di ordinaria follia

Bukowski Charles

È la storia di un incontro, questo libro intimo e provocatorio: tra una grande scrittrice che ha fatto della parola il proprio strumento per raccontare la realtà e una donna intelligente e volitiva a cui la parola è stata negata. Non potrebbero essere più diverse, Dacia Maraini e Chiara di Assisi, la santa che nella grande Storia scritta dagli uomini ha sempre vissuto all’ombra di Francesco. Eppure sono indissolubilmente legate dal bisogno di esprimere sempre la propria voce. Chiara ha dodici anni appena quando vede “il matto” di Assisi spogliarsi davanti al vescovo e alla città. È bella, nobile e destinata a un ottimo matrimonio, ma quel giorno la sua vita si accende del fuoco della chiamata: seguirà lo scandaloso trentenne dalle orecchie a sventola e si ritirerà dal mondo per abbracciare, nella solitudine di un’esistenza quasi carceraria, la povertà e la libertà di non possedere. Sta tutta qui la disobbedienza di Chiara, in questo strappo creativo alle convenzioni di un’epoca declinata al maschile. Perché, ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee. In questo racconto, che a volte si fa scontro appassionato, segnato da sogni e continue domande, Dacia Maraini traccia per noi il ritratto vivido di una Chiara che prima è donna, poi santa dal corpo tormentato ma felice: una creatura che ha saputo dare vita a un linguaggio rivoluzionario e superare le regole del suo tempo per seguirne una, la sua.

Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza

Maraini Dacia

Nel 1878 Goethe pubblicò una seconda stesura del romanzo, destinata a diventare un classico della letteratura tedesca mondiale. Ai nostri giorni, passate le mode e i furori wertheriani, e di là dalla sua importanza storica come primo grande testo del romanticismo, l'opera conserva un fascino profondo, una sua inconfondibile originalità che si dispiega nell'adesione della frase ai successivi stati emozionali del personaggio, ora rapito nell'osservare la bellezza estasiante di un frammento di natura, ora rinchiuso in se stesso, mentre nel suo cuore si agitano tempestose passioni.

I dolori del giovane Werther

Goethe Johann Wolfgang

Ho fatto nascere gli animali. Diario di un veterinario (Silvio Marengo)

Ho fatto nascere gli animali

Marengo Silvio