Narrativa

L’equazione africana

Khadra Yasmina

Descrizione: In seguito a un terribile lutto famigliare e allo scopo di superare il suo dolore, il dottor Kurt Krausmann accetta di accompagnare un amico in un viaggio alle isole Comore. La loro barca viene attaccata dai pirati al largo della Somalia, e il viaggio "terapeutico" del medico si trasforma in un incubo. Preso in ostaggio, picchiato, umiliato, Kurt scopre un'Africa traboccante di violenza e intollerabile miseria, dove "gli dèi non hanno più pelle sulle dita a furia di lavarsene le mani". Insieme al suo amico Hans e a un compagno di sventura francese, Kurt troverà la forza per superare questa prova? Guidandoci in un viaggio sorprendentemente vivido e realistico che, dalla Somalia al Sudan, ci mostra un'Africa orientale di volta in volta selvaggia, irrazionale, saggia, fiera e infinitamente coraggiosa, Yasmina Khadra conferma ancora una volta il suo immenso talento di narratore. Magistralmente costruito e condotto, L'equazione africana descrive la trasformazione lenta e irreversibile di un europeo i cui occhi si apriranno a poco a poco alla realtà di un mondo fino ad allora sconosciuto.

Categoria: Narrativa

Editore: Marsilio

Collana: Romanzi e racconti

Anno: 2012

ISBN: 9788831713054

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

“In Africa ho visto gente che aveva solo pelle sulle ossa, niente da mangiare e niente in cui sperare, e che nonostante tutto si batteva per ogni secondo della propria vita. Persone derubate, perseguitate, ridotte al rango di bestie da soma, cacciate dai loro sordidi villaggi e costrette a errare in mezzo ai predoni e alle malattie, ebbene, figurati che perfino poveri e disarmati non rinunciavano nemmeno a una briciola della loro misera esistenza. Mentre Jessica, che aveva tutto per essere felice, tutto, una bellissima casa in una città magnifica, dei cari amici, un cospicuo conto in banca, un ufficio lussuoso in una compagnia prestigiosa, e un marito che non avrebbe permesso nemmeno a un granello di polvere di posarsi su di lei, cosa ha fatto, Jessica, cosa ha fatto? Per una promozione…”

Inizia con un terribile lutto, il suicidio della moglie del protagonista, il dottore tedesco Kurt Krausmann, il nuovo romanzo dello scrittore algerino Yasmina Khadra. Il tema della morte volontaria di un proprio caro non è una tematica nuova di questo bravo autore, già ne “L’attentarice” la voce narrante era affidata al dottor Amin Jaafari, un arabo israeliano che scopriva che il kamikaze che si era fatto esplodere a Tel Aviv, causando una strage di giovanissimi, era sua moglie.

Rispetto a quella storia, però, qui non c’è nessun percorso del protagonista verso le sue origini e sui conflitti identitari, laceranti, della Palestina. Ne “L’equazione africana” Kurt Krausmann si lascia convincere dall’amico Hans Makkenroth, ricco industriale che ha dedicato la sua vita alla cooperazione umanitaria, ad accompagnarlo sulla sua barca in un viaggio “terapeutico” alle isole Comore. Ma una notte l’imbarcazione viene attaccata dai pirati al largo delle coste somale. Prende avvio da qui un viaggio infernale che attraverso umiliazioni, percosse, violenze e superstizioni farà scoprire al protagonista un’Africa lacerata da guerre civili, ingiustizie e traboccante di dignità e speranza.

L’epopea si svolge soprattutto nel Sudan e nel Darfur, teatro di uno dei conflitti più sanguionosi del nuovo millennio, e darà modo ai lettori di scoprire personaggi incredibili, di straordinaria umanità, follia, depravazione. Come in altri romanzi si rimane catturati dall’umanità che gravita intorno alla voce narrante.

Kurt Krausmann non ha caratteristiche particolari, anzi, a volte nella sua ottusità eurocentrica risulta addirittura antipatico, ma restano indelebili le figure di Joma Baba-Sy, il carnefice istruito, che conosce a memoria i classici della letteratura, ex sarto, poeta che ha sentito come una necessità quella di imbracciare il fucile e lasciarsi alle spalle la penna, di Black Moon, il ragazzino curioso, analfabeta ma che vorrebbe fare il maestro perché gli piacciono i segni che guarda nelle pagine scritte, di Bruno, l’etnologo francese imprigionato con Kurt, uomo che ha abbandonato da vent’anni l’Europa e non c’è più tornato, che considera gli africani come “fratelli” e che inizia il protagonista alla mentalità dura, scomoda ma straripante di amore di questo continente, dei dottori delle missioni umanitarie, dei profughi, dei disperati.

L’impatto con “L’equazione africana” è senza dubbio più debole rispetto ad altre opere di Khadra. Innegabile la bravura dell’autore che all’ultimo Festival della narrativa francese a roma ha detto: “Sono uno scrittore come tutti gli altri perchè la letteratura viene solo dal talento. Sono nato per scrivere, Dio mi ha creato per scrivere e questo ho nel sangue. Anche se purtroppo vengo da un Paese, l’Algeria, in cui il talento non è la priorità“, però questa bravura che nei suoi romanzi passati porta a un costante invito a riflettere sulla complessità del mondo mediorientale, su come fare delle scelte, su come le scelte, nella vita, possano essere ostacolate, a volte cancellate dal fato, in quest’ultima prova la si scopre poco a poco. Il romanzo cresce con un ritmo inedito per Khadra e la sua sobrietà, la sua lirica commovente, il suo invito a non mollare mai vengono fuori quando la storia è ormai consolidata verso un inusuale finale.

Come si fa a credersi indegni di sopravvivere al fallimento quando il fallimento è solo un incidente di percorso che avrebbe dovuto renderci più forti? Come è possibile anche solo pensare di valere meno delle proprie ambizioni, pensare anche solo un istante che esista un obiettivo più fondamentale dell’amore, più importante della propria vita? Com’è possibile permettere che domande fuorvianti ci allontanino dalla sola risposta che conta: noi stessi. Fin dalla notte dei tempi, diffidando di ciò che non lo fa soffrire, l’Uomo corre dietro alla propria ombra e cerca altrove ciò che è a portata di mano, persuaso che non ci sia redenzione possibile senza martirio, che la sconfitta sia una negazione di sé, mentre il nostro scopo principale è quello di rialzarci… Ah! L’Uomo, questo essere prodigioso, insensibile alla propria fortuna e attirato dalla trappola delle proprie vanità, continuamente dilaniato tra ciò che crede di essere e ciò che vorrebbe essere, dimentico che la maniera più sana di esistere è semplicemente restare fedele a se stesso“.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Yasmina

Khadra

Libri dallo stesso autore

Intervista a Khadra Yasmina


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

In una Milano annichilita dalla crisi, il commissario Libero Cattaneo indaga sull'omicidio di due banchieri, per scoprire che i problemi dell'Italia hanno origini lontane. Un romanzo giallo originale e coinvolgente, che guida il lettore nella comprensione dei meccanismi di banche e finanza.

La pesca dello spada

Tornaghi Eugenio

Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI

Diffenbaugh Vanessa

Antonello Centanin, in arte Aldo Nove, ha trascorso tutte le estati, dall’infanzia alla prima adolescenza, in Sardegna, un’isola che nel suo immaginario poetico si è trasformata in una terra magica e misteriosa, popolata dalle presenze ancestrali di antichi isolani. Il racconto di Nove segue un doppio registro narrativo, realistico e fantastico allo stesso tempo. Da un lato il giovanissimo Antonello, bambino alla scoperta di una terra lontana e in parte sconosciuta, dall’altro il piccolo Sartàlo, giovane di una tribù indigena perennemente in lotta per la sopravvivenza. Una vicinanza curiosa e inaspettata legherà per sempre le esistenze fragili dei due protagonisti, separati dal tempo, ma non dal destino. Il nonno di Antonello e un vecchio Sikh, Giò, faranno da guida al piccolo. Un romanzo poetico ed evocativo, fantastico e almeno in parte autobiografico.

Un bambino piangeva

Nove Aldo

Enrica è una ragazza di diciassette anni, che vive in uno squallido quartiere di Roma, e studia con poca voglia. Abbandonata a se stessa da un padre eccentrico e stravagante, che passa il tempo a costruire invendibili gabbie per uccelli, e da una madre che si logora in un piccolo impiego, Enrica si ostina a inseguire Cesare, eterno studente in legge, già fidanzato con una ragazza stupida e ricca. Un rapporto soprattutto sessuale, che Enrica vive come in uno stato di freddo sonnambulismo, e che la porterà a subire con la stessa indifferenza le premure di Carlo, un compagno di scuola, e gli sfoghi di Guido, un maturo avvocato in cerca di avventure erotiche. La paura della vita la paralizza, qualsiasi rapporto con gli altri diventa irreale e assurdo: Enrica, come molti adolescenti, non sa capire quanto le accade intorno. Anche se prigioniera di un mondo di sensazioni e gesti estranei, la ragazza muove i suoi passi come seguendo il disegno segreto di una imprevista "educazione sentimentale", alla ricerca di una sua vera identità.

L’ETA’ DEL MALESSERE

Maraini Dacia