Narrativa

LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO

Fallaci Oriana

Descrizione: Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l'età né l'indirizzo: l'unico riferimento che ci viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Il monologo comincia nell'attimo in cui essa avverte d'essere incinta e si pone l'interrogativo angoscioso: basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Piacerà nascere a lui? Nel tentativo di avere una risposta la donna spiega al bambino quali sono le realtà da subire entrando in un mondo dove la sopravvivenza è violenza, la libertà un sogno, l'amore una parola dal significato non chiaro.

Categoria: Narrativa

Editore: Rizzoli

Collana:

Anno: 2009

ISBN: 9788817028370

PRIMA EDIZIONE

LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO

Editore:

Anno: 1975

Info:

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

La maternità dev’essere una scelta consapevole. É questo l’unico messaggio dell’autrice.

Oriana Fallaci non prende posizione sull’aborto, ma svela i dubbi di una donna che ha appena scoperto di essere incinta e che si chiede cosa sia giusto fare. Una donna sola, di cui non conosciamo il nome, che lavora e ha una sua indipendenza economica.
“Lettera a un bambino mai nato” è un monologo tenero, appassionato ma anche crudele, perché ogni mamma è innanzitutto una donna, e l’amore è anche sacrificio.

Scandalo tra i benpensanti, dunque: la scrittrice è stata demonizzata per aver espresso pensieri cinici e femministi.
In realtà, la domanda che si pone è profondamente umana e più che lecita: chi siamo noi per costringere qualcuno alla vita? Se consideriamo le brutture del mondo e i dolori che esso ci riserva, la decisione di dare alla luce un figlio può anche essere vista come un atto di egoismo, il desiderio disperato di dare un senso alla propria esistenza.

E poi c’è una persona già fatta, la madre, che deve piegarsi a tante rinunce, mettere da parte sogni e libertà per un esserino che potrà anche rivelarsi un balordo o un inetto. Cosa fare, dunque? L’alternativa è il vuoto, il silenzio, il niente…
Allo stesso tempo, nonostante le difficoltà che ci costringe ad affrontare, la vita sa anche essere meravigliosa e regalare momenti che la rendono degna di essere vissuta… E racchiudere una nuova persona dentro di sé è un privilegio e un dono, oltre che una responsabilità. Non tutte le donne godono di questa fortuna, di questo potere… Cosa fare, dunque? Cosa fare?

I dilemmi e gli interrogativi della protagonista non possono non turbare anche i più convinti assertori dell’una o dell’altra tesi sull’aborto.
La donna si rivolge allo stesso bambino per avere delle risposte, gli parla con sincerità estrema, gli racconta cosa c’è al di là del suo nido sicuro e gli rivela le sue paure.
Alla fine sarà proprio il bambino a decidere, e la donna verrà processata dinanzi ad una giuria immaginaria composta da sette personaggi in vario modo coinvolti nella vicenda.
Il verdetto? Drammatico…

Io ti dicevo all’inizio che nulla è peggiore del nulla, che il dolore non deve incuter spavento, nemmeno morire perché se uno muore vuol dire che è nato, ti dicevo che nascere merita sempre, visto che l’alternativa è il vuoto e il silenzio. Ma era giusto, bambino? È giusto che tu nasca per morire sotto una bomba o il fucile di un sergente peloso cui hai rubato per fame una razione di rancio?

V’è un che di glorioso nel chiudere dentro il proprio corpo un’altra vita, nel sapersi due anziché uno. A momenti ti invade addirittura un senso di trionfo e, nella serenità che accompagna il trionfo, niente ti preoccupa: né il dolore fisico che dovrai affrontare, né il lavoro che dovrai sacrificare, né la libertà che dovrai perdere

Appena affermi qualcosa, ne vedi il contrario. E magari ti accorgi che il contrario è valido quanto ciò che affermavi. Il mio ragionamento di oggi potrebb’ essere rovesciato così, con uno schiocco di dita. Infatti ecco: mi sento già confusa, disorientata

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Oriana

Fallaci

Libri dallo stesso autore

Intervista a Fallaci Oriana


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Spagna, Costa Blanca. il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgo nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Sa bene che le loro mani sottili e rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. A leggere dietro i loro silenzi, i sorrisi, le parole dette non dette, i regali. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime. Ma almeno fare in modo che tutto ciò che è successo non cada nell'oblio. E che il male non rimanga impunito.

Il profumo delle foglie di limone

Sanchez Clara

Non è affatto un giorno come un altro. Le loro vite stanno per cambiare. Quando Katherine Evans incontra Armand non sa che dietro quelle sembianze da bello e dannato si cela uno dei più potenti Generali dell'Antica Stirpe. Non può immaginare che sarà proprio lui la sua salvezza o la sua rovina, né può conoscere il suo piano crudele e oscuro come le tenebre. Una verità agghiacciante sta per essere svelata. Nessuno è al sicuro, i protagonisti stanno per essere soffocati dalle loro stesse esistenze. Ognuno di loro nasconde un segreto, nessuno può permettersi di fallire. Una sola certezza: quando supera se stesso, l'amore può uccidere.

IMPLOSION

Heron M. J.

Napoli e la sua gente, il presente e il passato di una città e di un'intera nazione affamati di speranza e di futuro. Ermanno Rea torna con "La comunista" sui suoi passi, torna a "Mistero napoletano", ma il personaggio che ci presenta non è più, come in quel vecchio romanzo, una donna in carne e ossa bensì il suo fantasma, una creatura evanescente anche se, a momenti, terribilmente reale, capace di parlare, sorridere, piangere, come quando era viva e colmava ogni possibile vuoto con la sua incontenibile esuberanza. Anche adesso, benché fantasma, Francesca riempie di sé la scena del racconto, svelando pian piano la ragione del suo "ritorno" a Napoli. Testimone e messaggera, questa presunta donna-scandalo allude a una resurrezione ancora possibile della città, che può essere salvata - ella dice - soltanto dall'utopia, da un pensiero folle, da una passione, dalla capacità collettiva di credere nell'impossibile. Anche "L'occhio del Vesuvio" è una storia che ha, a sua volta, i colori e lo spessore dell'allucinazione. La trama è lineare, soltanto che è sovrastata dalla presenza minacciosa del Vesuvio, trasformato esso stesso in attore, personaggio neppure troppo secondario della vicenda. Distruggerà Napoli? La domanda è ripetutamente evocata, soprattutto dal co-protagonista del racconto, il grecista Lucio Ammenda, insaziabile e disordinato collezionista di libri, parte dei quali dedicati proprio al "formidabil monte" e ai suoi misteri.

La comunista

Rea Ermanno

LA PARATA

Landini Filippo