Saggi

L’infinito tra parentesi

Malvaldi Marco

Descrizione:

Categoria: Saggi

Editore: Rizzoli

Collana: Saggi italiani

Anno: 2016

ISBN: 9788817086950

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

L’infinito tra parentesi. Nella sua nuova opera, che  si discosta dai gialli che hanno caratterizzato la precedente produzione, Marco Malvaldi valuta se sia possibile mettere L’infinito tra parentesi.
Il tentativo è pregevole, perché nei vari capitoli l’autore documenta l’idea di fondo, ossia la considerazione che la letteratura, segnatamente la poesia, per intuizione o per fortuna spesso anticipa alcuni principi e/o teorie scientifiche.
E se questa idea è di tutta evidenza nell’atomismo epicureo del De rerum natura di Lucrezio, che costituisce un illustre antenato della teoria molecolare, in modo più velato i microreticoli metallici sembrano trovare il proprio avo nell’espediente che nell’Odissea Efesto mette in atto per smascherare la relazione adulterina tra Ares e Afrodite.

L’occasione è ghiotta per selezionare alcune bellissime poesie, da assumere come presupposto per sviluppare e documentare il ragionamento illustrato con tanto di diagrammi e affondi nelle teorie e discussioni scientifiche, che potrebbero tuttavia annoiare chi non abbia uno specifico interesse per tale ambito.

Cosi grazie a L’infinito tra parentesi di Malvaldi rileggiamo “Vento e bandiere” di Montale, poesia che viene messa in relazione ai principi del “panta rei” e dell’entropia (“Il mondo esiste”) e che riproponiamo dopo questo articolo per ammirarne ancora una volta la perfezione. E in altro modo leggiamo “L’acqua” (“qualunque cosa… è scritta sull’acqua di Babele”) e “La gioia di scrivere” di Wislawa Szymborska.
Con Malvaldi conveniamo su un parallelismo formale nel ravvisare che anche le formule della fisica possiedono l’estetica della poesia:

“La poesia più bella di Mawwell… 

T = η / g   

Ovvero, il tempo di rilassamento di un liquido è pari alla viscosità diviso per il modulo elastico infinito… In tre caratteri, e una frazione, la distanza che ci separa dall’eternità.”

Quanto allo stile, Malvaldi ne L’infinito tra parentesi non rinuncia alle espressioni pop (“Sulle anime dei morti e de li mortacci loro”), in alcuni casi (“Questi troiai”) poco assonanti con la poesia della scienza e – a fortiori – della letteratura.

Bruno Elpis

______________________________________________

Vento e bandiere
di Eugenio Montale

La folata che alzò l’amaro aroma
del mare alle spirali delle valli,
e t’investì, ti scompigliò la chioma,
groviglio breve contro il cielo pallido;

la raffica che t’incollò la veste
e ti modulò rapida a sua imagine,
com’è tornata, te lontana, a queste
pietre che sporge il monte alla voragine;

e come spenta la furia briaca
ritrova ora il giardino il sommesso alito
che ti cullò, riversa sull’amaca,
tra gli alberi, ne’ tuoi voli senz’ali.

Ahimé, non mai due volte configura
il tempo in egual modo i grani! E scampo
n’è: ché, se accada, insieme alla natura
la nostra fiaba brucerà in un lampo.

Sgorgo che non s’addoppia, – ed or fa vivo
un gruppo di abitati che distesi
allo sguardo sul fianco d’un declivo
si parano di gale e di palvesi.

Il mondo esiste… Uno stupore arresta
il cuore che ai vaganti incubi cede,
messaggeri del vespero: e non crede
che gli uomini affamati hanno una festa.

L’autore ha anche un fan club ufficiale. Lo trovate  qui.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Marco

Malvaldi

Libri dallo stesso autore

Intervista a Malvaldi Marco


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Il diario di Enrico, un bimbo torinese di terza elementare, ci conduce per mano giorno dopo giorno attraverso le diverse tappe di un anno scolastico denso di avvenimenti gioiosi e tristi. Lo scrivano fiorentino, la maestrina dalla penna rossa, il severo maestro Perboni, il buon compagno Garrone, il povero figlio del carbonaio sono tra i piccoli grandi protagonisti dell'Italia risorgimentale che in questo libro prende vita ancora oggi, a oltre cento anni dalla pubblicazione. Straordinarie storie di eroismi quotidiani capaci di imprimersi nel cuore dei lettori odierni come di quelli di un secolo fa, lasciando un ricordo indelebile.

Cuore

De Amicis Edmondo

Cosa accadrebbe se a James Joyce venisse rifiutato ogni libro? E se Tolstoj fosse ospitato in radio a Roma, per ascoltare il parere di Ilaria da Foggia? E se William Shakespeare finisse alla sbarra con l'accusa di plagio? Sono solo alcuni dei ritratti paradossali che questo libro ha in serbo per il lettore. Con una prosa scanzonata, L'unico scrittore buono è quello morto illumina splendori e miserie del mondo letterario, senza risparmiare i mostri sacri. Autori e lettori, editori e traduttori finiscono in un frullatore di racconti che miscela una metafisica Praga ribattezzata Kafkania (dove i bordelli si chiamano "Il castello", "La condanna" o "La colonia penale") con una San Francisco iperletteraria dove vagano i sosia dei beat, uno scrittore beone alle prese con una lettrice assatanata e un poetastro in gara nel poetry slam più sgangherato della storia. Una parodia per aspiranti scrittori e lettori sgamati, che snocciola una carrellata di personaggi afasici, perduti, smarriti nel tragicomico labirinto delle lettere. Un libro per tutti quelli che vogliono scrivere e per chi li farebbe fuori volentieri, ma anche un grande atto d'amore per la forza della scrittura.

L’UNICO SCRITTORE BUONO E’ QUELLO MORTO

Rossari Marco

Christian insegna letteratura latina cristiana, è ricco e appassionato di cronologia. Giose è stato una meteora della musica punk-rock anni Ottanta, non si è mai preoccupato dei soldi e cucina in modo splendido. Christian è razionale, prudente e talvolta distaccato; Giose è istintivo, esuberante, affettuoso fino all'eccesso. Si amano. Per avere un figlio sono andati fino in Armenia: li è nata Eva. La loro è una famiglia felice, che però si spezza con la morte improvvisa di Christian. Giose non è ritenuto un tutore adeguato e la bambina viene affidata a uno zio. Tre anni dopo Eva è una ragazzina di seconda media, fiera e orgogliosa. Durante un litigio nella metropolitana di Milano spinge un compagno di classe sotto il treno in arrivo. Convinta di averlo ucciso, fugge e raggiunge Giose in un casolare sugli Appennini: con lui risalirà la penisola per affrontare le conseguenze del suo gesto. Durante il viaggio scoprirà molto su se stessa e sui suoi genitori, e conoscerà la storia meravigliosa cui deve la vita.

Sei come sei

Mazzucco Melania G.

Storia del nuovo cognome è il seguito dell’amica geniale, pubblicato nel 2011. L’amica geniale racconta l’infanzia e l’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, seguite nelle intense peripezie della loro amicizia, in un quartiere povero e feroce negli anni del passaggio a un benessere conquistato con ogni mezzo. Al cuore del romanzo c’è il rapporto tra le due amiche, un rapporto di affetto, di gelosia, di competizione, di emulazione, di rifiuto e di attrazione vertiginosa. Ritroviamo le due protagoniste e la loro straordinaria amicizia nelle nuove prove che la vita mette loro davanti. Lila si sposa a soli diciassette anni con un giovane del quartiere arricchitosi con commerci e traffici non sempre limpidi, e diventa la signora Carracci in una nuova esistenza dove agio e violenza, frustrazione e potere si mischiano. Lenù continua invece a studiare, suscitando l’ammirazione e l’invidia dell’amica. È una gara a chi delle due riuscirà a uscire dal quartiere che le imprigiona, a liberarsi da un ambiente che entrambe odiano. Ameranno anche lo stesso uomo.

Storia del nuovo cognome

Ferrante Elena