Classici

L’innocente

D'Annunzio Gabriele

Descrizione: "La giustizia degli uomini non mi tocca. Nessun tribunale della terra saprebbe giudicarmi", Così esordisce nel romanzo il protagonista Tullio Hermil. Costantemente infedele alla moglie Giuliana, in un tardivo tentativo dì riavvicinamento alla propria consorte egli scopre che questa porta in seno il frutto di un unico, irreparabile tradimento. Fra sé e la rinnovata passione verso Giuliana si frappone il piccolo intruso, e Tullio non esita a provocare la morte della creatura innocente. Influenzato da Tolstoij e Dostoevskij, pregno dell'incipiente decadentismo contemporaneo, intriso delle letture di neurologia e psichiatria, questo romanzo dannunziano conobbe alla sua uscita nel 1892 un grande successo in Francia (dove fu subito tradotto) e nel resto dell'Europa, prima ancora che in Italia.

Categoria: Classici

Editore: Newton Compton

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788854125094

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Quello di Giuliana, (turris eburnea…), è uno dei più bei ritratti femminili della nostra letteratura. Fragile e prodigiosamente forte, D’Annunzio ce la descrive sia quando, pallida ed inferma, è preda di un dolore disperato, che quando con malizia si riscatta dalle sofferenze patite e seduce con la sua innata sensualità. In entrambe le situazioni la donna appare fiera, elegante, impenetrabile.

Suo marito Tullio le è stato infedele, più volte (“I miei torti verso di lei s’erano andati accumulando. Io l’aveva offesa nei modi più crudeli, senza riguardo, senza ritegno, trascinato dalla mia avidità di piacere, dalla rapidità delle mie passioni, dalla curiosità del mio spirito corrotto”), ma nel momento in cui percepisce qualcosa di insolito nel comportamento di Giuliana e si rende conto che forse anche la moglie si è lasciata tentare da una nuova passione, esplode di gelosia…

Ella stava in piedi, presso a un tavolo ornato di merletti su cui rilucevano sparse le innumerevoli minuterie moderne destinate alla cura della bellezza muliebre. Portava un abito di vigogna oscuro; e teneva ancora in mano un pettine di tartaruga bionda con la costola d’argento. L’abito, di foggia semplicissima, secondava la svelta eleganza della persona. Un gran mazzo di crisantemi bianchi le saliva di sul tavolo all’altezza della spalla. Il sole dell’estate di San Martino scendeva per la finestra; e nella luce vagava un profumo di cipria o d’essenza che io non seppi riconoscere (…).

Ella mi riapparve quale era in realtà: una giovine signora elegantissima, una dolce e nobile figura, piena di finezza fisiche, e illuminata da intense espressioni spirituali; una signora adorabile, insomma, che avrebbe potuto essere un’amante deliziosa per la carne e per lo spirito. «S’ella fosse veramente l’amante di qualcuno?» allora pensai. (…) «S’ella giudicasse alfine inutile e ingiusto il sacrificio della sua giovinezza? S’ella fosse alfine stanca della lunga abnegazione? (…) Se io avessi già perduto interamente il suo cuore, troppe volte calpestato senza pietà e senza rimorso? ».”

E in effetti Tullio non sbaglia: anche Giuliana si è abbandonata tra le braccia di un altro uomo, lo scrittore Filippo Arborio, ed ora è incinta.

Quel figlio illegittimo, quell’intruso frutto della lussuria, diventa per Tullio un’ossessione distruttiva che gli logora la mente giorno dopo giorno e lo porterà a commettere un gesto miserabile…

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Gabriele

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