Narrativa

L’inverno di Giona

Tapparelli Filippo

Descrizione: "Non ti ho mai conosciuto davvero, padre. Uomo sparito, fantasma di un fantasma. Hai carne di vento, pelle di nebbia. Non ti riconosco eppure sei me centomila volte al giorno." Siamo su una montagna ostile, fa molto freddo. Giona non ha ricordi. Ha poco più di quattordici anni e vive in un villaggio aspro e desolato insieme al nonno Alvise. Il vecchio, spietato e rigoroso, è l'uomo che domina il paese e impone al ragazzo compiti apparentemente assurdi e punizioni mortificanti. In possesso unicamente di un logoro maglione rosso, Giona esegue con angosciata meticolosità gli ordini del vecchio, sempre gli stessi gesti, fino a quando, un giorno, non riesce a scappare. La fuga si rivelerà per lui un'inesorabile caduta agli inferi, inframmezzata da ricordi della sua famiglia, che sembrano appartenere a una vita precedente, e da apparizioni stravolte. In un clima di allucinata sospensione temporale, il paese è in procinto di crollare su se stesso e la terra sembra sprofondare pian piano sotto i piedi del ragazzo. La verità è quella che appare? Solo un decisivo cambio di passo consentirà al lettore di raggiungere la svolta finale e comprendere davvero che cos'è l'inverno di Giona. Filippo Tapparelli, qui al suo esordio letterario, ha scritto un giallo onirico lontano da virtuosismi stilistici e intriso di atmosfere di perturbante ambiguità, descritte con potenza evocativa.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Scrittori italiani

Anno: 2019

ISBN: 9788804708070

Recensito da Gabriele Lanzi

Le Vostre recensioni

Filippo Tapparelli (mdr: clicca qui per leggere l’intervista) è il vincitore del Premio Calvino 2018 con L’inverno di Giona, opera prima con la quale questo autore ha raccontato una storia drammatica e oscura. Giona, il protagonista, è un ragazzino che ha smarrito il proprio passato (“Non ho ricordi di quando ero piccolo, non ne ho nemmeno uno“).  Allevato e cresciuto dal nonno Alvise, personaggio autoritario e violento che non esita a educare il nipote sottoponendolo a dure punizioni corporali e spirituali (“La sapienza, Giona, si acquisisce attraverso la sofferenza. Deve essere così. Diffida da chi impara con gioia, perché ciò che si apprende senza dolore, altrettanto facilmente si dimentica“), Giona intraprende un percorso che lo porterà a cercare nella memoria le risposte a tutti quegli interrogativi che non ne hanno («I ricordi fanno male ma non uccidono, Giona. Sei stato coraggioso. Sei ancora vivo»). Avrà luogo, ancora, una vera e propria caccia nella quale preda e predatore si fonderanno sino a portare alla ricostruzione di un puzzle dai colori variopinti e dalle mille sfaccettature.

Il racconto è sospeso nel tempo. L’assenza di ricordi domina un presente che esclude il passato e che confina il futuro nella vacuità; l’ombra prevale sul quotidiano che riflette il dolore come rappresentazione dell’unica verità ammessa e concessa. Non vi è condivisione tra le mura, non vi è parola di conforto, non vi è speranza nelle parole e nelle azioni del vecchio («E mi chiedo se per me ci sia una qualunque esistenza fuori da questa casa oppure, anche se ora mi pare terribile, io possa vivere solo qui dentro. Sono uscito da qui tante volte, eppure quello che ora mi stringe il petto non è il sollievo del ritorno ma il peso dell’addio. È come se provassi nostalgia per questo luogo, per le botte di Alvise, per la sua violenza mascherata da lezioni di vita»). Al contempo Giona non sa chi è, non ha mai visto il proprio volto, vaga per il paese in un tempo rotto, con quella voce onnipresente che scuote le decisioni e indirizza gli eventi, con quella bambina, Norina, e quel gatto, Carbone, che osservano in silenzio. Ma chi siamo davvero? Cosa è verità? Cosa è certezza? Cosa si cela negli anfratti più bui della nostra memoria, del nostro essere? Come affrontare le nostre paure?

Da queste brevi premesse ha inizio una narrazione che delinea la strada per un percorso progressivo di presa di coscienza da parte dell’adolescente e del lettore. La maturazione psicologica si snoda su una linea parallela ma contemporanea con i temi della memoria, del ricordo, della riscoperta di se stessi, della propria famiglia, delle proprie radici. L’inverno così oscuro che ciascuno si porta dentro trova uno spiraglio di luce in un epilogo che sgretola ogni certezza acquisita nella lettura. Attraverso uno stile narrativo magnetico Filippo Tapparelli costruisce un elaborato fortemente evocativo, ambiguo, dalle atmosfere conturbanti dove niente è come appare: un romanzo che è una costante scoperta e, al suo interno, anche il lettore è costretto a governare emozioni scomode, a guardarsi dentro, a combattere il proprio buio.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Filippo

Tapparelli

Libri dallo stesso autore

Intervista a Tapparelli Filippo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Oxford, oggi. Kendra Van Zant è una studentessa americana che si trova in Inghilterra per scrivere la tesi sulla seconda guerra mondiale. È così che conosce Isabel McFarland, un'anziana pittrice sopravvissuta ai bombardamenti di Londra. Ma quella che sembra una semplice intervista diventerà un racconto pieno di sorprese: Isabel ha infatti diversi segreti da rivelare, a cominciare dalla sua vera identità... Londra, 1940. Mentre la città è ridotta in macerie dalle bombe della Luftwaffe, centinaia di bambini vengono evacuati nelle campagne, in cerca di un rifugio sicuro. È il destino delle sorelle Emmy e Julia Downtree, che si ritrovano in un cottage sulle colline dei Cotswolds, mentre Anna, la loro madre, rimane a lavorare a Londra. Emmy ha solo quindici anni, ma è cresciuta in fretta e si prende cura della sorellina e della casa con quieta determinazione... almeno finché la signora Crofton, proprietaria del Primrose Bridal, non le offre l'opportunità di diventare la sua apprendista. Per Emmy, quel negozio è un autentico paradiso, anche perché disegnare abiti da sposa è da sempre il suo sogno. Ma lavorare lì significa tornare a Londra, di nascosto dalla madre, mettere Emmy in pericolo e rischiare la vita. La guerra non perdona: costrette a separarsi, le due sorelle andranno incontro a destini diversi. E l'unico scopo di Emmy sarà ritrovare Julia...

Il segreto di Isabel

Meissner Susan

In un paese pressoché sconosciuto del Piemonte risiede una comunità che apparentemente si occupa del recupero di orfani e ragazzi difficili. Maila è una di loro, ha diciotto anni, si veste di nero, ordina scarpe e libri da Internet e fa esperimenti con erbe, fiori e piante. Non parla volentieri con gli alti, a differenza loro vive con conflitto la sua natura; spesso vorrebbe essere una ragazza normale, ma le è concesso tutto tranne questo. La quiete del paese è interrotta: due grossi lupi aggrediscono un uomo del posto. Da quel momento per Maila tutto cambierà: le apparirà uno strano segno sul petto, incontrerà un ragazzo dal nome misterioso e dovrà salvare la sua gente dall'attacco degli Artigli Rossi, un gruppo di licantropi assetati di odio e carne. Ed eccola Maila, in viaggio fino agli Alti Tatra, accompagnata da Othar, un valoroso guerriero. Riuscirà a portare la testa del capo dei nemici nel regno sotterraneo di Ayta, il luogo di confine fra la vita e la morte, in cui i lupi accompagnano le anime nell'aldilà? Una cornice fantasy per tanti temi di bruciante attualità come l'inquietudine degli adolescenti, la necessità dell'integrazione, le regole del “branco”, la diffidenza e il pregiudizio nutrite nei confronti di chi non ci somiglia. Camilla Morgan-Davis, giovane promessa del fan- tasy, parla il linguaggio della sua età. Con il suo ro- manzo generazionale, tocca le corde dell'anima dei suoi coetanei con una riflessione sul mondo di oggi che supera la letteratura di genere tracimando in una disanima sociale.

IL CANTO DELLA NOTTE

Morgan-Davis Camilla

Allan Karlsson compie cento anni e per l'occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare l'evento: Allan, però, è di un'altra idea e decide di punto in bianco di scappare. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige alla stazione degli autobus. Lì ruba la valigia a un giovane biondo dall'aria feroce, sale sul primo autobus che gli capita e inizia così, sbarcando in uno sperduto villaggio svedese sconosciuto, una serie esilarante di equivoci e di incontri, anzitutto con Julius Jonsson - un settantenne ladro e truffatore. I due dovranno sfuggire al biondo che li insegue, e finiranno col farlo fuori dandogli una botta in testa con un asse. Poi, aprendo la valigia rubata, scopriranno che è piena di 52 milioni di corone svedesi, e inizieranno quindi la loro fuga dalla polizia e da una gang criminale che vuole recuperare il denaro, in un viaggio rocambolesco tra Mercedes, camion e donne fatali. Finiranno nell'esotica Bali, dove Allan troverà l'amore: l'ottantenne Amanda.

Il centenario che saltò dalla finistra e scomparve

Jonasson Jonas

Pubblicato nel 1836, il romanzo - che narra l"iniziazione" del giovane Grinev sullo sfondo della rivolta di Pugacev - sfugge a classificazioni precise, perché sospeso tra generi diversi. Prevalgono tuttavia in esso l'ironia, il superamento delle convenzioni romantiche e un interesse così acuto per la storia che sembra presupporre, da parte dello scrittore, una presa di posizione di tipo ideologico. Ma Puskin non era un rivoluzionario, né un ammiratore del popolo russo in quanto forza progressista. Nel "Capitolo omesso", qui riportato in Appendice, si legge infatti: "Quelli che da noi progettano impossibili rivolte o sono giovani e non conoscono il nostro popolo oppure sono persone dal cuore crudele, per le quali la testa altrui vale un quarto di copeco e la propria pelle ne vale uno". Con buona pace della critica "sociale", Puskin non era schiavo di alcuna ideologia.

La figlia del capitano

Puškin Aleksandr Sergeevič