Giallo - thriller - noir

L’istante presente

Musso Guillaume

Descrizione: Per pagarsi gli studi di recitazione, Lisa lavora in un bar di Manhattan. Una sera conosce Arthur, un giovane medico di pronto soccorso che sembra avere tutte le carte in regola per piacerle, e Lisa in effetti ne rimane subito affascinata. Ma Arthur nasconde una storia che lo rende diverso da chiunque abbia incontrato prima d'ora: possiede un faro, ricevuto in eredità dal padre, una torre battuta dai venti in riva all'oceano nelle cui acque suo nonno è misteriosamente scomparso alcuni decenni prima. Il dono gli è stato fatto a una condizione: Arthur non deve aprire la porta metallica della cantina. Malgrado la promessa fatta al padre, il giovane non trattiene la sua curiosità, spalancando la porta su un terribile segreto da cui sembra impossibile poter tornare indietro. Riuscirà l'amore per Lisa a dargli la forza necessaria per superare le insidie di una folle corsa contro il tempo?

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Anno: 2019

ISBN: 9788834601112

Recensito da Elpis Bruno

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L’istante presente segna il ritorno di Guillaume Musso al format del romanzo che lo ha reso celebre: una vicenda incredibile, nella quale il tempo agisce in modo sorprendente e  rivela la propria logica in un finale che sovverte punti di vista e riferimenti.

Arthur, giovane medico (“Mi piacevano le persone, mi piaceva lavorare alle emergenze e misurarmi con la realtà quotidiana”), è figlio adottivo di Frank Costello (“Mio padre amava farsi passare per zotico, ma era uno dei chirurghi più in vista di Boston”). Il padre, sin da piccolo, lo ammonisce a non fidarsi di nessuno (“Non avere paura, Arthur. Salta! Ti prendo al volo”… “Nella vita non devi fidarti di nessuno. Hai capito, Arthur?”). Ma proprio il padre lo mette a dura prova e gli lascia in eredità un faro (“Il tragitto da Boston fino alla punta di Cape Code durò meno di un’ora e mezzo”… “24 Winds Lighthouse, il faro dei 24 venti… Uno scenario cupo e onirico degno di un quadro di Albert Pinkham Ryder”) che custodisce la maledizione già abbattutasi sul nonno Sullivan (“Postquam viginti quattor venti flaverint, nihil iam erit”).

Nel faro vi è una porta (“Penso che dietro quella porta si nasconda qualcosa di molto più terribile di un cadavere”) che, come nella fiaba di Barbablu, non deve essare aperta. Ma Arthur – proprio come la moglie di Barbablu – trasgredisce il divieto e così la maledizione si abbatte su di lui.

Ventiquattrio anni trascorrono in ventiquattrio giorni: ogni volta Arthur ritorna (“Soffrivo di amnesia anterograda: non avevo più il minimo ricordo degli eventi successivi al mio ingresso nella zona interdetta del faro”) e si risveglia preferibilmente a New York. Il risveglio avviene nelle condizioni più disparate. E quando Arthur torna, nonno Sullivan gli svela parte del segreto del faro (“Spingendo quella porta sei entrato in una specie di labirinto infernale. Vivrai ventiquattro anni della tua vita in soli ventiquattro giorni”). Nel frattempo Arthur vive un’intensa e contrastata storia d’amore con la bella Lisa, che gli dà due figli.

I giorni del ritorno alla vita trapassano la storia recente dal 1991 al 2015: l’elezione di Clinton, l’omicidio di Rabin, le torri gemelle… Le morti celebri – di Freddie Mercury, Kurt Cobain, lady Diana – scandiscono il fluire degli anni in modo sinistro.
Allora è proprio questa la maledizione del faro: tutto accade come se quegli anni tu li avessi vissuti solo nella tua mente. Nessuna delle persone che avrai incontrato si ricorderà di te. Tutto quello che avrai costruito in quei ventiquattro anni sarà cancellato”.

Il romanzo, avvincente e fluido, volge verso un finale appassionante, nel quale – finalmente – gli eventi trovano una loro collocazione razionale per placare le curiosità e i dubbi dei lettori più impazienti.

Bruno Elpis

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