Poesia

L’istante violento

Privitera Ivanoe

Descrizione: Una raccolta di poesie per addentrarsi nel roveto dell'esistenza contemporanea, laddove le certezze sono barbagli, riflessi impalpabili e ingannatori ai quali non è più possibile credere. La metafora della vita come viaggio, pur solida nella propria tradizione plurimillenaria, scricchiola qui sotto il peso del nonsenso odierno. Partire, restare, ostinarsi nel cammino sono forse cose vane; persino l'amore è defraudato dell'assoluto, è un soffione raggiunto dal vento e privato dei semi, una ruota impazzita che si incaglia tra i sassi e che non sa fermarsi. Ivanoe Privitera porta alle estreme conseguenze la lirica del secolo appena trascorso, rivelandosi attento osservatore dei nostri giorni e raffinato cantore del sentimento. Ed ecco che la muraglia di montaliana memoria si fa profilo seghettato di montagne che restituisce avaro l'eco di un vuoto esistenziale incolmabile, il passato è uno spettro di cui si perdono i contorni, il futuro un intrico di frasche che serra i polsi e nel quale ci ostiniamo a cercare il germoglio nuovo e fruttifero: anche il tempo, ormai crocifisso alla propria relatività, è pura illusione. Ma qualcosa è ancora possibile salvare: l'abbraccio di un fratello, la voglia del ritorno e l'ostinata guerra di ognuno di noi contro la solitudine; addirittura la morte, sempre uguale a se stessa, placida e rassicurante nella propria assolutezza.

Categoria: Poesia

Editore: Giovane Holden

Collana: Versi di segale

Anno: 2013

ISBN: 9788863962956

Recensito da Ilaria Spes

Le Vostre recensioni

Ci occupiamo oggi della silloge poetica che ha conquistato la VI edizione del Premio Letterario Giovane Holden.

Il trofeo, rappresentato tra l’altro dalla pubblicazione della raccolta di liriche aggiudicataria della vittoria, è stato conferito a “L’istante violento”, composto da un autore che, nel nome di battesimo, ricorda l’eroe di Sir Walter Scott: l’Ivonhoe che ha animato molti sogni di gioventù …

Ivanoe Privitera, classe 1982, laureato in lettere classiche alla Normale di Pisa, ha conseguito il Perfezionamento in Discipline Filologiche, Linguistiche e Storiche Classiche ed ha frequentato anche l’Università di Oxford.

Nel 2000 ha pubblicato il romanzo intitolato “Il cuore di Purcell”, mentre la sua prima raccolta di poesie, “Il filo del funambolo”, ha ottenuto diversi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali.

“L’istante violento” è una raccolta interessante sia per lo stile, sia per i temi che costituiscono occasione lirica.

Come il tempo.
Porte che si spalancano e si chiudono sul tempo.
Il tempo che si perde in un soffio e dilegua.
Il tempo che “Talora tace ma non annega
Il tempo che torna ” D’un tratto come lava”  e spara:

D’un tratto come lava
riaffiora imperioso
tutto il mondo
lasciato indietro,
sepolto
sotto un lago ghiacciato. (ndr: Ricordate “il lago d’indifferenza” di Montale?)

E in un silenzio immacolato
di chiodi
è nella notte
un colpo di pistola.

Il tempo che minaccia nel “ritorno dell’alba” (cfr. “Alla ringhiera”).
Il tempo che fregia d’intarsi gli anni (cfr. “Intarsi di disincanto”).

L’amore perso che assedia il pensiero, che va

“Oltre il bivio,dove
nessuna strada è sicura,
la salita è coperta da fronde
sfumate dal vento
ed in cima è il deserto”
(cfr. “Uno sfiorarsi di labbra”)

L’amore che grida a un cielo ibrido, tra le foglie mute … e nessuno che risponde (parafrasi da “Ibrido il cielo”).
E l’amore che denuda in “Dissi l’amore”

Poi ci sono gli affetti: “A mio fratello” e soprattutto il ricordo della  che ancora cammina nei sogni del poeta (“A te, nonna”).

La natura, le marine, gli orizzonti, gli approdi, il naufragio (cfr. “Il naufrago”).
Le notti.
Il dolore e i passi di solitudine che attraversano molte liriche.

Quanto allo stile, i percorsi sono scavati nel profondo attraverso  immagini e suoni evocativi.

 

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