Narrativa

Lo scarafaggio

McEwan Ian

Descrizione: Jim Sams si sveglia da sogni inquieti per ritrovarsi trasformato, dallo scarafaggio che era, in un essere umano. Nel corso della notte la creatura che fino al giorno prima sfrecciava tra pile di immondizia e canali di scolo di Londra è diventata il più importante leader politico del suo tempo: il primo ministro inglese. Tuttavia, forte della grande capacità di ogni scarafaggio di sopravvivere, Jim Sams si adatta rapidamente al nuovo corpo. In breve presiede le riunioni del consiglio dei ministri, dove si rende conto che gran parte del suo gabinetto ha subito la stessa sorte e che quegli scarafaggi trasformati in umani sono più che disposti ad abbracciare il suo piano economico innovativo: l'«inversionismo». Questo piano incoraggia i cittadini a sborsare denaro per il lavoro svolto, e a riceverne invece per i consumi e il tempo libero, e il risultato di questa misura, che è controintuitiva ma adottata con entusiasmo, è che il paese uscirà da tutti i suoi accordi commerciali, giacché il l'Inversionismo non è compatibile con le altre economie mondiali. Vi ricorda qualcosa?

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno: 2020

ISBN: 9788806245818

Recensito da Gabriele Lanzi

Le Vostre recensioni

Quando la penna elegante di Ian McEwan rende omaggio a un classico della letteratura, come il celebre racconto della Metamorfosi di Kafka, non può che prendere forma un breve romanzo (o lungo racconto) divertente, ironico e pungente come il qui presente Lo scarafaggio. Il riferimento allo scrittore ceco è evidente tanto nell’idea di partenza anche se completamente ribaltata, perché in questo caso una blatta si risveglia nel corpo di un essere umano, quanto nell’incipit (“Quella mattina Jim Sams, un tipo perspicace ma niente affatto profondo, si svegliò da sogni inquieti per ritrovarsi trasformato in una creatura immane”). McEwan tuttavia non si ferma a Kafka e lui stesso nella postfazione al libro evidenzia il chiaro riferimento a un altro grande autore, questa volta appartenente alla tradizione britannica: Jonathan Swift e il suo pamphlet Una modesta proposta, in quanto la satira politica di quest’opera di McEwan ammicca a quella dello scrittore irlandese.

Lo scarafaggio affronta con un approccio intelligente un tema attuale e assai discusso come la Brexit evidenziando, come racconta lo stesso McEwan, la follia intrapresa dal suo paese in questo periodo storico: “Con la Brexit qualcosa di orrendo e di innaturale si è insinuato nello spirito della nostra politica e mi è sembrato perciò ragionevole ricorrere all’immagine dello scarafaggio, un essere ripugnante e detestatissimo”. Ne derivano pagine argute nelle quali l’ex scarafaggio risvegliatosi nel corpo del Primo Ministro del Regno Unito e con la collaborazione del proprio staff – guarda caso anch’esso costituito da altre blatte come lui risvegliatesi nel corpo di Ministri del suo governo – mette in atto un piano scellerato e di stampo populista. Si tratta della scelta di attuazione di un modello economico denominato “Inversionismo”, basato sulla movimentazione dei flussi finanziari al contrario, in una sorta di libero mercato che dovrebbe garantire maggiore benessere e nel quale si paga per lavorare e si guadagna acquistando beni di consumo, ma con l’esplicito divieto di accumulare denaro e l’obbligo di spendere tutto quello che si possiede. L’inversionismo, evidente pretesto per parlare di Brexit, diventa così emblema di quel “fenomeno di obnubilamento prodotto da un tipo particolare di polvere magica comune a tutti i movimenti populisti… La ricetta di questa polvere magica ci è ormai ben nota: sfrenata irrazionalità, ostilità verso lo straniero, rifiuto di un’analisi seria della realtà, diffidenza nei confronti degli <<esperti>>, ribalda parzialità in favore della propria nazione, appassionata fiducia delle soluzioni facili…”.

A McEwan, che scrive una storia assolutamente godibile e ricca di spunti senza il timore di risultare “politically incorrect”, non manca di certo  il “sense of humour” per precisare che si tratta di un’opera di finzione e che qualsiasi somiglianza con blatte autentiche, vive o  morte che siano, è del tutto accidentale.

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Ian

Mcewan

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