Scrittori

Lo sguardo di Giacometta

Panzarani Piersanti Liliana

Descrizione:

Categoria: Scrittori

Editore: IoScrittore

Collana:

Anno:

ISBN:

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

 

La storia di Giacometta, ambientata agli inizi del novecento, viene raccontata dall’autrice con una tecnica interessante, su diversi piani narrativi.

Perché Giacometta si trova sul letto di morte, vittima dell’influenza spagnola che ha fatto più vittime della prima grande guerra. E, come vuole il detto, un uomo (o una donna, nel nostro caso) “sul letto di morte rivede l’intera sua vita”. Il romanzo alterna le descrizioni oggettive dell’agonia della donna in ospedale, la rappresentazione delirante di un processo in un tribunale ove sfilano i personaggi della sua vita, i fatti nei quali la sua vita si è svolta.

A partire da un’infanzia di orfana, durante la quale ha conosciuto soltanto l’affetto di un cane, per passare poi al servizio di un prete, don Cellone, nella cui canonica la ragazza impara a scrivere. E via via, in un crescendo di esperienze lavorative … Dopo una fase trascorsa in una casa ove il marito fedifrago è impegnato nell’arte di avvelenare la moglie, la giovane conosce nella dimora di un avvocato le teorie socialiste grazie al signorino Antonio, che collabora con un giornale. E qui Giacometta comincia a temprare una personalità critica e a sviluppare i primi interessi culturali, che potrà coltivare agevolmente quando viene ingaggiata nella “Casa Fabiani di Sant’Erasmo” come aiuto dello chef, il signor Giovanni, che diverrà suo mentore e verrà da lei sostituito presso i conti padroni di casa Fabiani.

Lo stile di Liliana Panzarani Piersanti è elegante, ricco, mai scontato. Completamente adeguato all’eleganza con la quale la domestica protagonista, grazie alle proprie capacità, si trasforma da brutto anatroccolo in cigno, elevando la propria personalità con l’ausilio della cultura.

La vita di Giacometta scorre parallela alla storia: attraverso i primi movimenti egualitari di inizio secolo, il suffragio universale, il pacifismo e il non interventismo quando scoppia la prima guerra mondiale.

L’ascesa spirituale della donna avviene attraverso la lettura dei classici, l’Utopia di Tommaso Moro, la scoperta della musica vera grazie a “Le nozze di figaro” di Mozart: “L’ascolta e dimentica di seguire la trama dell’opera; si scorda perfino di suo marito, che avrebbe voluto impedirle di provare una gioia così pura, così poco egoistica. Questa musica evoca la felicità perduta di cui ogni essere umano prova la nostalgia e conforta al tempo stesso …”

Ma sono soprattutto la grazia intrinseca e la dignità umana gli elementi che in Giacometta propiziano il suo successo esistenziale, nonostante le premesse sfavorevoli e un matrimonio sfortunato.

 

Inevitabile, per me, il raffronto con un’opera che ho particolarmente amato: “L’eleganza del riccio” di MurielBbarbery, un altro romanzo che, come “Lo sguardo di Giacometta”, ha affascinato …

… Bruno Elpis

 

Cinque domande a Liliana Panzarani Piersanti

 


piersantiCosa ne pensi del riferimento che ho fatto a “L’eleganza del riccio”? Ti ritrovi in questo accostamento? Il tuo personaggio è affine alla portinaia di Muriel Barbery? Hai letto le “Estasi culinarie” della medesima autrice?

Il riferimento a “L’eleganza del riccio” è per me gratificante, perché è un libro molto bello. La mia cuoca e la portinaia di Muriel Barbery hanno
certamente in comune l’amore per la cultura e la lettura e il fatto di non ostentarlo.

 

Nel tuo romanzo, che ho trovato ricco di grazia e di armonia anche linguistica, si respira l’amore per la cultura. Non quella autoriferita, bensì quella che è strumento per innalzare lo spirito e per rapportarsi agli altri …

 

Per me, che ho 87 anni, la cultura è stata un regalo che mio padre mi ha fatto con grandi sacrifici, consentendomi di frequentare l’università in
un’epoca in cui per una ragazza questo non era scontato. La mia generazione, in genere, ha vissuto la cultura come uno strumento di perfezionamento
spirituale, un mezzo di conoscenza degli altri e del mondo, un agente di trasformazione.

 

 

La tua opera potrebbe anche rientrare nel genere “romanzo storico” …

 

“Lo sguardo di Giacometta”, in effetti, è in un certo senso un romanzo storico. I riferimenti storici, dal discorso di Andrea Costa sull’umanamento
dell’uomo agli articoli dell’Avanti attribuiti ad Antonio, sono voluti e precisi.

 

Per l’equilibrio narrativo e la bellezza dei contenuti ti definirei una “neoclassica”. Ti riconosci, per quanto valore possa avere una definizione?

 

Non ho mai cercato per me una definizione letteraria, ma certamente ho un grande rispetto per la lingua italiana e sarei lieta di essere considerata
una neoclassica.

 

Cosa ne pensi del senso estetico? Io ritengo che un’opera letteraria non possa prescindere da esso. Oggi siamo invasi da opere che ne sono completamente prive …

 

Al senso estetico sono molto sensibile e ho l’abitudine di rileggere a voce alta quello che scrivo per controllare il ritmo di un periodo e,
talvolta, anche il suono di una parola. Credo anch’io che molte opere contemporanee ne siano prive, ma probabilmente il senso estetico cambia con
il trasformarsi del mondo e forse dovremmo cercare di comprenderlo.

...

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