Narrativa

LO SPAZIO SFINITO

Pincio Tommaso

Descrizione: In un mondo alternativo terribilmente bello e malinconico, Jack Kerouac si prepara a passare nove settimane nello spazio per conto della Coca-Cola Enterprise. Marilyn Monroe fa la commessa in una libreria. Il tirannico Arthur Miller si è comprato una casa sulla cascata... Dopo un'assenza di molti anni, torna il libro culto di Tommaso Pincio. Ambientato durante gli anni Cinquanta - reinventati in modo da diventare tra i più veri e struggenti mai raccontati – “Lo spazio sfinito” è popolato dai personaggi del nostro immaginario collettivo (oltre a Kerouac, Marilyn e Miller c'è il Dean Moriarty di “Sulla strada”, e il giovane Holden...), i quali però, attraverso le loro vicende di solitudine, desiderio, amicizie infrante, cuori spezzati e vite da riscattare, si rivelano maledettamente simili a noi. Quando il libro uscì la prima volta, alcuni critici gridarono al capolavoro e solo pochi fortunati lettori fecero in tempo ad amarlo: a causa di una complicata questione editoriale, il romanzo scomparve molto presto dalle librerie. Ora è ritornato, ed è pronto a occupare il posto che merita tra i classici contemporanei della nostra narrativa.

Categoria: Narrativa

Editore: Minimum fax

Collana: Nichel

Anno: 2010

ISBN: 9788875212704

Recensito da Marika Piscitelli

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“Lo spazio sfinito”, pubblicato da Fanucci nel 2000 e finito fuori catalogo, è oggi riportato a nuova gloria da Minimum fax.

Siamo nel 1956, ma si tratta di un 1956 sui generis, quasi sospeso, senza tempo, e Jack Kerouac decide di trascorrere ben nove settimane nello spazio per conto della Coca-Cola Enterprise Inc., come controllore di orbite.

Al controllore di orbite non è affidato un compito particolarmente complesso: deve limitarsi a registrare l’eventuale presenza di intrusi per poi mettersi in contatto con la base e comunicare la posizione.

Salendo a bordo della minuscola navetta di controllore orbitale, Jack diede quindi inizio a un periodo della sua vita in cui avrebbe passato nove settimane a non fare niente, se non starsene completamente solo a guardare lo Spazio dall’oblò per arrivare a capire che il Vuoto che gli era sembrato di riconoscere nella sua solitudine era, di fatto, il Vuoto là fuori e che lui non era andato avanti e indietro per niente, perché in realtà lui non era molto diverso da quelle Stelle che si allontanano senza pace da ogni altra cosa che esiste nell’universo, quelle Stelle che si sarebbero spente proprio come si sarebbe spento anche lui… un giorno, lontano da tutti e dal Vuoto

Il vuoto è appunto il tema portante dell’opera di Pincio, il vuoto di una società in cui la gente spera di veder comparire la “bolla cometa” nella bottiglia di Space; la Tour Eiffel viene smontata e trasferita per due settimane nel Montana; si avanza l’ipotesi che la respirazione bocca a bocca possa essere cancerogena; nelle librerie non ci sono libri da sfogliare ma delle avvenenti “orientatrici” che consigliano negli acquisti.

I protagonisti hanno nomi noti… Oltre allo stesso Kerouac, ci sono Neal Cassady e Arthur Miller, e persino una Marilyn Monroe dalla “bocca specchiante”. Personaggi che vogliono essere stereotipi, e che ci rivelano sin da subito che non siamo di fronte ad un racconto di fantascienza ma ad un’analisi dell’animo umano, delle paure più comuni, delle delusioni e del mondo che viviamo e che forse ci aspetta. Un mondo disperato, cinico, spersonalizzato, sfinito…

E se ci avessero raccontato delle bugie? E se nello spazio non esistessero le stelle?

N.B. Sulla copertina, Marylin nello spazio, un dipinto dello stesso Pincio che, prima di dedicarsi alla scrittura, è stato innanzitutto un pittore. Sempre lo spazio fa da sfondo all’autoritratto dell’autore.

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