Letteratura russa

Lolita

Nabokov Vladimir

Descrizione:

Categoria: Letteratura russa

Editore: Adelphi

Collana: Gli Adelphi

Anno: 1996

ISBN: 9788845912542

Recensito da Sandro Salerno

Le Vostre recensioni

A chi da ragazzino è mai venuto in mente di fantasticare su una relazione con una donna e sua figlia? Alzi la mano!

La mia non potete vederla, ma ve lo testimonio.

Il giorno in cui tra gli scaffali della biblioteca comunale presso cui mi rifornivo di circa dieci libri a settimana ho notato “Lolita” di Vladimir Nabokov, ho avvertito un senso di perversione come quando compravo i giornaletti porno all’edicola.

Sono andato di corsa a casa a leggere il libro del quale avevo sentito parlare, facendo attenzione a nascondere la copertina con il titolo.

Ho divorato le pagine in cui il professore Humbert Humbert intrecciava una relazione con la signora Charlotte, prendendo dimora nella sua casa e convivendo con la figlia minorenne di nome Dolores, detta Lo-lo. Lolita.

Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni.”

Ho spasimato mentre la ragazzina circuiva il professore maturo, mostrandosi in abbigliamento intimo o posandosi con la testa sul suo grembo, creando scompiglio in una mente che nel breve volgere degli eventi ha avuto un pensiero fisso e costante: Lolita.

Nell’attimo iniettato di sole in cui il mio sguardo scivolò sulla bambina inginocchiata(le palpebre che battevano al di sopra di quei severi occhiali scuri- la Herr Doktor che mi avrebbe guarito da tutti i miei dolori) mentre le passavo accanto travestito da adulto… il vuoto aspirante della mia anima riuscì a risucchiare tutti i dettagli della sua radiosa bellezza.”

Le cose prendono una strana piega, con la scoperta del rapporto insano tra il suo uomo e sua figlia da parte della signora Charlotte.

E poi una successione di morbosità, di sparizioni e ricomparse, ammiccamenti e dinieghi, in un saliscendi di emozioni e colpi di scena che portano alla conclusione del libro con il cuore in gola. Parteggiando per il Professore.

Il dottor Nabokov però non ha scritto un libro scabroso come è stato detto per anni, venendo addirittura censurato e bandito non solo in paesi culturalmente arretrati ma anche nell’Occidente evoluto e tollerante.

Il dottor Nabokov ha scritto un libro meraviglioso! E sfido chiunque a terminare la lettura del testo e scoprirsi indifferente a ciò che ha appena letto.

Di perverso non vi è assolutamente niente. Nessun termine osceno, nessuna posa sconveniente, nessuna pratica amorosa meritevole di riprovazione.

Anche a distanza di anni vengono alla memoria gli sguardi tra Lolita e il fidanzato di sua madre, le parole sussurrate e la complicità, l’amore folle tra un maschio e una femmina che si cercano, si lasciano, si annusano, si lasciano travolgere.

Lo stile semplice e ricercato al contempo  ben si confà al tema centrale del libro, rendendo la lettura piacevole e scorrevole come pochi autori al mondo riescono a realizzare.

Il Professore lo si immagina realmente con le sembianze di Jeremy Irons nel film tratto dal libro e fedele al testo nella trasposizione cinematografica.

Pedofilia? Un libro scandaloso? Assolutamente no.

C’è una voragine tra lo stile e il contenuto di Lolita e altri testi di Pasolini o Moravia afferenti allo stesso tema.

Adesso che siamo adulti e certo non andiamo ad adescare le ragazzine fuori dalle scuole, proviamo ugualmente comprensione e affetto per Humbert, per il suo amore puro ed eterno per Dolores, detta Lo. Lolita.

Il finale, a calarci nei panni di Nabokov,  lo avremmo scritto in modo diverso.

Avremmo voluto immaginarci Il Professor Humbert e Lolita insieme fino alla morte, a vivere in una casa magari con dei figli propri: lui con le sue giacche di buona fattura; lei, finalmente donna matura, con un vestito nero elegante e un filo di perle al collo.

Niente di tutto ciò si realizza in conclusione di questo capolavoro della letteratura mondiale.

La colpa è solo di Dolores.

Una cosa gliela diremmo volentieri, a Lolita: bella stronza.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Vladimir

Nabokov

Libri dallo stesso autore

Intervista a Nabokov Vladimir

Giorgio Faletti si accomiata dai suoi lettori con la sua opera più bella, originale e dolente. Una favola morale, che accompagna il lettore attraverso le piccole, meschine, ignoranti bassezze degli uomini, sino a comprendere, attraverso il più innocente e semplice degli sguardi, il senso profondo delle cose. Del loro ruolo. E della fine. Seguiamo una piuma mentre traccia il suo invisibile sanscrito nel cielo, la vediamo posarsi sul tavolo dove il Re e il Generale tracciano i piani per la battaglia per la conquista di Mezzo Mondo, noncuranti di chi poi dovrà combatterla; ascoltiamo insieme a lei i tentativi del Curato di intercedere a favore dei contadini con il Cardinale privo di fede; attratti da una dissonante melodia volteggiamo dentro al Teatro, per assistere allo spettacolo meraviglioso e crudele della Ballerina dal cuore spezzato: il nostro volo ci porterà a conoscere altri, sventurati personaggi finché la piuma non incontrerà lo sguardo dell'unico che saprà capire quello che nessuno prima aveva compreso.

La piuma

Faletti Giorgio

ALMENO IL CAPPELLO – di Andrea Vitali

Platone è un bassotto dal pelo duro e la coda a pennello. Un cane da salotto, di quelli nati per fare compagnia agli uomini. A Yuri, per esempio, studente di filosofia «con gli occhiali perennemente appannati». Ma durante le vacanze Yuri segue la sua Ada su una nave da crociera, lasciando il bassotto alle cure del portiere. E proprio nella solitudine della notte di Natale avviene per Platone l'incontro che gli cambierà la vita. Nella cantina del palazzo, il Tatuato - cranio rasato e muscoli da sollevatore di pesi - nasconde scatoloni pieni di animali di contrabbando: scimmie, iguane, serpenti a sonagli, una saggia tartaruga leopardo di nome Leo, e lei, la Regina, una giovanissima levriera afghana, «poco piú che un gomitolo di neve». Per Platone è il colpo di fulmine. Ma il cuore della Regina è altezzoso, e neanche le canzoni che il bassotto intona giorno e notte per tenerle compagnia riescono a conquistarla. A raccontarci questa storia tenera e profonda, dal suo osservatorio speciale tra le foglie di un albero, un pappagallo che conosce tutte le lingue del mondo, e tutte le pieghe dell'anima. Melania Mazzucco ci appassiona e ci commuove col piú classico dei generi, regalandoci una favola intensa e luminosa sul coraggio dei propri sogni e sulla magia che a volte la vita regala - come a Laika, il cane astronauta che diventò una stella.

IL BASSOTTO E LA REGINA

Mazzucco Melania G.

La pietà della luce, una poesia di Franco Di Carlo