Narrativa

L’OMBELICO DI GIOVANNA

Kwast Ernest van der

Descrizione: Puglia, estate 1945. In una luminosa giornata, Giovanna esce dal mare con un costume strappato che lascia scoperto l'ombelico, rubando per sempre il cuore di Ezio. La guerra è appena finita, gli invasori hanno abbandonato il Paese, e il bikini sarà presentato al mondo solo dodici mesi dopo. Ezio resterà ammaliato dalla pelle color miele di Giovanna, e proverà in tutti i modi a conquistare il suo cuore. Ma lei, impaurita e insicura, non accetterà la sua proposta di matrimonio, costringendo Ezio a fuggire dall'umiliazione del rifiuto. Il giovane pugliese, in un viaggio picaresco di tre settimane, attraverserà l'Italia distrutta ma colma di speranza del dopoguerra fino a raggiungere Bolzano. Ezio è giovane, orgoglioso e non conosce la strada del ritorno; sceglierà così di nascondersi dal passato, diventando un raccoglitore di mele. Sessant'anni dopo una lettera riaccende quella passione mai del tutto sopita. Ezio parte così per un avventuroso viaggio a ritroso, che è anche un malinconico tentativo di recuperare il passato. Un romanzo coraggioso e universale che racconta l'amore ad ogni età, ribaltando i cliché della società moderna.

Categoria: Narrativa

Editore: ISBN

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788876383892

Recensito da Marika Piscitelli

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Delizioso. Soprattutto per la sua disarmante semplicità.

Una storia d’amore che supera il tempo e lo spazio, un sentimento che non ha bisogno di tante parole. D’altronde a Ezio Ortolani mancano sempre, le parole, quelle giuste e anche quelle sbagliate. E infatti di fronte al rifiuto di Giovanna non sa fare altro che fuggire il più lontano possibile.

Così dalla Puglia approda a Bolzano, in quel Sudtirolo che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, continua a non sentirsi italiano.

Il conflitto nel Sudtirolo ricordava a Ezio il suo conflitto personale a Lecce. Aveva fatto di tutto per conquistare la bella Giovanna, ma non era stato abbastanza. L’amore non si può imporre. E ciò che vale per l’amore, così la pensava Ezio, vale anche per la cultura”.

Qui lavora per una vita intera come raccoglitore di mele, andando ogni giorno nello stesso bar a bere il suo caffè, non scontento ma lontano dal sentirsi appagato.

I giorni erano tutti uguali. In autunno si metteva una giacca pesante e a metà primavera se la toglieva”.

Adesso, alla veneranda età di ottantaquattro anni, Ezio è un uomo solo, stanco e sconfitto, per il quale le altre donne sono state solo “un’eco dell’amore”.

Giovanna… Il ricordo di lei sulla spiaggia di San Cataldo è ancora vivo e palpitante, e quando Ezio riceve la sua lettera, sessant’anni dopo, avverte forte la sensazione di essere già in viaggio verso di lei, “di essere stato da sempre in viaggio verso di lei”…

Dedicato ai romantici, ai nostalgici e ai sognatori.

 

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«Accanto all'affabilità e alla pastosità porosa del mondo com'è, si accentua in questa nuova raccolta di Maurizio Cucchi un predicato di frugalità: abito mentale dell'io, ma soprattutto medium per umanizzare la realtà. "Sindrome del distacco e tregua" si suddivide in otto parti, prive di trama lineare, ove conta "l'insistere virtuale sulla scena, / la rapsodia sparsa e sempre minuziosa / delle circostanze". Emblema di poetica implicita, tale sigla rimanda a una compattezza intonativa e di sguardo che si avvale - più che in passato - di modalità davvero sperimentali di scrittura e d'espressione: alla polifonia e drammaturgia metrico-prosodiche di cui Cucchi è maestro si aggiungono qui stacchi in prosa tutti funzionali, oltre a due fotografie pienamente empatiche a un libro magnifico, struggente, necessario. Cronotopo è l'atlante (fisico e interiore), che permette di trascorrere dall'ucraina Pryp'jat' (a tre km da Cernobyl') a una Nizza amata e frequentata e alla natìa Milano, messa in emblema dalla centralità del Cenacolo di Leonardo fino ai margini delle sue banlieue, ripercorse attraverso la memoria viva di un libro in prosa per Cucchi fondamentale come "La traversata di Milano" (2007): omaggio ai mèntori della sua formazione, Sereni e Raboni. Il tempo di "Sindrome del distacco e tregua" è invece quello vertiginoso che salda insieme le epoche, dalla preistoria al Quattro e Seicento, fino ai brucianti fotogrammi del presente. Così può librarsi, questo Cucchi ispiratissimo, nella meraviglia aperta di una frugale quotidianità anonima». (Alberto Bertoni)

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