Narrativa

L’ombrello a sediolino

Calandra Claudio

Descrizione: Quello strano ombrello a due manici, che aperti formavano un sediolino, era stato l’ultimo regalo della sua Iolanda, prima che quel brutto male gliela portasse via, così all’improvviso, lasciandolo solo ad affrontare le vampate del tramonto, quelle che lui sapeva potevano diventare pericolose se confuse con le luci dirompenti dell’alba . “Non c’è niente di peggio, per un vecchio, del sentirsi giovane!”: Attilio Salievi, generale in pensione, dopo una brillante carriera nella Nato, ne era più che convinto, tanto più dopo una vita trascorsa nel rispetto più rigoroso delle regole, navigando a vista fra la sponda dei propri sentimenti, delle proprie pulsioni e quella dei sentimenti e delle pulsioni degli altri, per non arenarsi o naufragare, si trattasse anche di Connie, l’affascinante tenente americana degli anni trascorsi a Washington. Ma dice Maurois che ”L’arte di invecchiare sta tutta nel sapersi conservare qualche speranza”, così un giorno il punto, per il vecchio generale, diventerà se la speranza possa aver come nome Amalia, entrata improvvisamente nella sua vita con occhi di sogno ma anche con trenta anni di meno.

Categoria: Narrativa

Editore: Falzea

Collana: Romanzi

Anno: 2014

ISBN: 9788882964214

Recensito da Francesca Barile

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Per mano di Claudio Calandra, un vecchio ufficiale in pensione ripensa all’ultimo dono (L’ombrello a sediolino) ricevuto dalla moglie Jolanda prima della sua dipartita e, come accade per Proust nell’incipit della Recherche partendo dalle madeleinettes, un flusso di ricordi lo assale. I ricordi inevitabilmente si fondono con il presente e il futuro ed ecco che l’ombrello a sediolino, buffo regalo della consorte, si fonde e si confonde con l’identico titolo di un romanzo che il protagonista traduce immedesimandosi in un curioso processo di novel-within-the novel  (già sperimentato, a dire il vero, da Shakespeare nell’Amleto).

Il romanzo ha più strati di interpretazione ed è caratterizzato forse da eccessivo manicheismo che contrappone il protagonista Attilio, troppo ripiegato nel dolore infantile tipico di un marito che non è riuscito a comprendere a pieno il senso del sacrificio della consorte,  al figlio Tazio, visto quasi come il “villain” della storia.

Interessante è il ruolo assunto dalle donne della storia: tutte forti e determinate a cominciare da Jolanda, anticonformista ante litteram. Così la figlia perfetta Angela, Eklizabeth, la moglie americana di Tazio, e Amalia, la donna del sogno che fa vivere inconsapevolmente un’illusione ad Attilio, regalandogli la voglia di vivere che pareva smarrita dopo la depressione per l’inattesa vedovanza.

Scorrevole, intrigante, arricchito da descrizioni precise e accattivanti, “L’ombrello a sediolino” è adatto a una lettura non del tutto disimpegnata, a lettori di diverse fasce d’età e a chi voglia esplorare i rapporti intricati tra generazioni e tra uomini e donne.

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