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L’ordine del cardinale

Baleani Gianni

Descrizione: Roma, primi anni del Seicento. Nelle strade e nei vicoli ammantati dal buio della città eterna si muove un uomo che è genio e sregolatezza, tensione artistica e rabbia sanguigna: Michelangelo Merisi, artista complesso e tormentato, dalle mille sfaccettature. Sulle sue tracce Giovanni Longo Bricio, servitore del cardinale Francesco Maria Del Monte e voce narrante del romanzo, alla ricerca di una donna legata al grande pittore e di un quadro a lui commissionato dall’alto prelato, e, forse, di una verità pericolosa… Ambientato in una Roma sontuosa e magnificente, descritta con un linguaggio erudito ed elegante che immerge immediatamente, in “presa diretta”, il lettore nell’epoca, un romanzo storico potente, che vibra e riverbera dell’ingegno del suo protagonista, mentre sullo sfondo si muovono numerosi personaggi, popolani e nobili, cortigiane e frati, elementi attivi della vita sociale e artistica romana…

Categoria: Recensioni

Editore: Io scrittore

Collana:

Anno: 2014

ISBN:

Recensito da Serena Vissani

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L’ordine del cardinale di Gianni Baleani

Gianni Baleani è l’autore di un romanzo avvincente che coinvolge il lettore sotto diversi punti di vista. Anzitutto, la trama ruota intorno alla ricerca dell’identità di una donna misteriosa che, in una lettera indirizzata a Michelangelo Merisi, si firma come Donna G. Inoltre, viene descritta la figura del Caravaggio, che di per sé è estremamente affascinante. Infine, la vicenda viene presentata come una ricostruzione a posteriori di riflessioni e avvenimenti che appartengono al protagonista dell’opera, Giovanni Longo Bricio. Il genere del giallo e della memorialistica, quindi, intrecciano bene la loro trama per nascondere al lettore la vera essenza del romanzo. “L’ordine del Cardinale” è, infatti, un romanzo storico nel quale si indaga la Roma dei primi vent’anni del Seicento. E in particolare, la Roma del Merisi, attraverso i suoi quadri, le sue modelle, i suoi mecenati e i suoi nemici. Sono ben pochi i riferimenti politici o economici e, pertanto, siamo profondamente lontani dalle irruzioni della Storia a cui possiamo essere stati abituati da questo genere di romanzo.

È la lingua uno dei principali mezzi utilizzati per ricreare quei tempi andati. Da una parte vi contribuiscono le lettere dei vari personaggi, mentre dall’altro gli atti del verbali ricostruiscono le modalità processuali dell’epoca. La lingua del narratore spesso sconfina nell’antico: non mancano, ad esempio, casi in cui la parola uomo viene riportata in maniera latineggiante (homo), secondo un’usanza grafica molto diffusa all’epoca.

La finzione del manoscritto redatto dal narratore costituisce un espediente per la ricostruzione storica. Ma soprattutto, la Storia viene ricreata attraverso i continui riferimenti all’arte di Caravaggio, nella quale l’unione di universale e particolare rivelano il turbamento dell’animo e l’inquietudine dello spirito che sono il frutto di un’epoca priva di punti di riferimento.

Una lettura piacevole, dunque, scorrevole e intrigante per il lettore che ama l’arte e il secolo XVII,  secolo che – per certi aspetti – assomiglia al nostro…

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Una sera, un affermato regista turco, che vive a Roma da alcuni anni, prende in gran fretta un aereo per Istanbul, la città dov'è nato e cresciuto. L'improvviso ritorno a casa scatena una serie di ricordi che sembravano sopiti: oltre alla madre affascinante ed elegantissima, il padre, misteriosamente scomparso per dieci anni (in Italia?), e altrettanto misteriosamente ricomparso; le zie zitelle, assetate di vita e di Martini, e i loro giovani amanti; e poi i fratelli, la fedele cuoca. E un amore, un amore perduto. Ma mai dimenticato. Stanza dopo stanza, i ricordi diventano più reali e la Istanbul della sua infanzia e adolescenza sembra riprendere forma. Ma con il passato il protagonista dovrà anche fare i conti. A questa storia se ne intreccia, imprevedibilmente, un'altra. Perché sullo stesso aereo Roma-Istanbul c'è, insieme al marito e a una coppia di amici, una donna. Il loro è un viaggio d'affari e di piacere, per festeggiare un evento importante. Finché accade qualcosa, e il loro futuro cambia direzione. Tra caffè e hammam, amori irrisolti e tradimenti svelati, melanconia e voluttà, il regista e la donna si sfiorano e, alla fine, si incontrano. Proprio come in un film di Ozpetek. Solo che stavolta è lui - forse - il protagonista.

Rosso Istanbul

Ozpetek Ferzan

Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere il latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all'improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c'è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l'appartamento nel quale l'attendono il marito Felix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale. Tra le vie oscure e labirintiche c'è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l'aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c'è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l'accento dell'Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa.

LA VOCE INVISIBILE DEL VENTO

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LACRIME DI TENEBRA

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Roma per sempre

Proietti Mancini Marco