Giallo - thriller - noir

L’orecchio del diavolo

Lusetti Lorena

Descrizione: Questa è la quarta avventura per l'investigatrice Stella Spada, apparsa sulla scena con "L'Ombra della Stella", ritrovata poi in "Terra alla Terra" e nel più recente "Grigio come il Sangue". Stella chiude alcuni casi sul territorio bolognese e per la prima volta esce dalla sua città. Non va molto lontano ma per lei è come emigrare. Si reca a Duemondi, un paese dell'entroterra Comacchiese, dove il sindaco Elisa Onofri la ingaggia per cercare il figlio che a otto anni, mentre stava giocando a nascondino con alcuni amici nei pressi di un rudere, è sparito senza lasciare traccia. Sono passati due anni da allora e la Polizia sta ancora indagando, il Sindaco però spera che Stella abbia qualche intuizione in più rispetto quelle degli inquirenti. E Stella come sempre finirà per avere l'intuizione giusta, investigando con il suo sistema così personale. Nel romanzo ritroviamo personaggi vecchi e nuovi, tutti però contribuiscono a creare l'atmosfera, sempre un po' surreale e grottesca, in cui si muove Stella Spada.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Damster

Collana: Il diavolo probabilmente…

Anno: 2015

ISBN: 9788868102869

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

L’orecchio del diavolo di Lorena Lusetti

Nella quarta puntata della saga, intitolata L’orecchio del diavolo, Stella Spada… ne combina di cotte e di crude per mano dell’ineffabile Lorena Lusetti.

Si comincia con una scena choc: l’investigatrice più spregiudicata del noir passa senza colpo ferire dalle vesti di affettuosa mammina a quelle della più cinica giustiziera (“Tra un vecchio passeggino e una bicicletta senza ruote, seduto su uno sgabello, legato come un salame e con due righe di nastro isolante sulla bocca, c’è il mio vicino…”), pronta a vendicare le violenze domestiche subite dalla sfortunata vicina con la complicità inconsapevole dell’amico Orlando, aspirante suicida. Sarà per via del sangue che le scorre nelle vene (“La nonna della nonna di mia nonna, che abitava in qualche luogo acquitrinoso sulle rive del Po, aveva fama di essere una strega”), sarà per un eccesso di impulsività selvaggia, Stella non riesce proprio a dominare “la bestia” che è in lei.

Tra il pedinamento di un marito fedifrago con sorpresa sull’identità dell’amante e la ludopatia di un’arzilla vecchietta, Stella Spada accetta l’incarico più impegnativo offertole da “Elisa Onofri, sindaco di Duemondi, provincia di Ferrara”: occuparsi di una misteriosa sparizione (“Mio figlio compirebbe dieci anni fra un mese, se fosse con me. Li compirà in ogni caso, dovunque sia”) per la quale sono ancora in corso le indagini della polizia. La dinamica della scomparsa anticipa di un paio d’anni La vita è un romanzo di Guillaume Musso (clicca qui per leggere il nostro commento): anche nel romanzo del celebre romanziere francese la figlioletta scompare giocando a nascondino… Lorena Lusetti dovrebbe dunque reclamare i diritti d’autore?

L’incarico conferito da Elisa prevede una trasferta: destinazione delta del Po, in un paesino che – sotto il livello del mare, tra argini e nebbie – nasconde i più atroci delitti con la patina dell’apparente serenità (“il paese dei campanelli”).

Per recarsi sul posto, Stella affronta la propria latente agorafobia (“Per allontanarmi da Bologna ho bisogno di un periodo di preparazione psicologica”).

Ospite nella maestosa casa colonica, ove tuttavia deve sfidare il freddo notturno perché nel deposito è terminata la legna che alimenta le stufe, la nostra impareggiabile detective deve giostrarsi tra una serie di personaggi dai nomi strani: il giovane Olindo, che pratica il turismo sessuale in Thailandia e Brasile, l’irritante e violento Pericle, la tornita e solida merciaia Argenide, tutti consiglieri e assessori comunali di Duemondi, tutti accomunati da un particolare fisico (“Non riesco a staccare gli occhi dai lunghi lobi attaccati al suo collo”) che li imparenta a un antenato equivoco (“Un legionario che insidia i ragazzini poi viene squartato e dato in pasto ai pesci”). A questo disdicevole avo Olindo – assessore al turismo – vuole dedicare un evento culturale (“Tito Calpurnio Prisco.. Illustre antenato di cui aveva ereditato, oltre ai lobi delle orecchie, il vizietto”).

Grazie a un indizio inatteso (“Belle le biglie vero? Sono antiche sai? Erano del mio bisnonno Ercole”) e dribblando le interferenze del commissario di Comacchio e del “solito” Marconi (“Un senso di disagio mi strizza lo stomaco, succede così tutte le volte che vedo Marconi: da una parte vorrei fargli del male, dall’altra vorrei sentire le sue mani scendermi lungo la schiena…”), Stella verrà a capo dei segreti custoditi dalle foschie della foce padana.
Il prezzo da pagare?
Una scia di sangue, che ribalta completamente il cliché dell’investigatore eroe giusto e saggio (… l’eroe dei Duemondi?), garante dell’ordine nel trionfo delle istituzioni e della giustizia…

Bruno Elpis

____________________________________________

Clicca sui titoli per leggere i commenti agli altri episodi della serie:

1) L’ombra della Stella

2) Terra alla terra

3) Grigio come il sangue

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Lorena

Lusetti

Libri dallo stesso autore

Intervista a Lusetti Lorena

Altissime, insuperabili montagne di liscia pietra cingono d'ogni lato il paesino di K. e la Valle delle Montagne Chiuse in cui esso si trova. Al di là di esse non c'è mondo né vita. È questo ciò che ha sempre sentito ripetere Basin, un ragazzino la cui storia sarà al centro delle vicende narrate. Chiuso dal padre nella casa di Cardelio, sommo Maestro delle "Lettere d'eleganza", lo vedremo impegnato nel lungo, disorientante e ipnotico cammino per divenirne il successore. Nel paesino c'è un'unica osteria. E si mormora che lì, ogni notte, si riuniscano certi misteriosi vegliardi dall'incredibile, ottima salute. E che proprio di questo ogni notte fantastichino: spazi senza fine al di là degli insormontabili bastioni. Si dice anche che a volte, seduti attorno al grande camino, pronuncino in un soffio il nome, proibitissimo, delle mitiche Terre Rosse e quello, addirittura blasfemo, del Capitano di Bastur...

Alvigini vince il premio Città di Como 2019

Alvigini Claudio

Crudo e potente: così si presenta questo romanzo fin dalle prime pagine. Un’opera importante, la cui compiutezza sfiora la profondità di una riflessione filosofica sul potere e sulla violenza. È la storia di un affarista senza scrupoli che abbraccia l’ideale del dominio fino a farne la propria ragione di vita. L’uomo fa rapire una bambina, la piccola Isabel, in Amazzonia. La tiene con sé per anni, la sposa e le fa mettere al mondo una figlia, Marta. Intanto, sadico e consapevole, continua a gestire i suoi traffici, in nome di un successo che ai suoi occhi giustifica ogni aberrazione. Quando, anni dopo in Italia, Marta incontrerà Gianmario, un crescendo di tensione drammatica porterà a un finale sorprendente e inaudito.

TUTTO DEVE CROLLARE

Cannella Carlo

LA CURA DELLE PAROLE

Piazza Tania

La trilogia del mistero