Narrativa

Lucernario

Saramago José

Descrizione: L'azione si svolge a Lisbona a metà del XX secolo, in un palazzo di un quartiere popolare non meglio identificato dove vivono sei famiglie. Su questa scena si animano personaggi minati da tristezza e rimpianto le cui esistenze paiono ravvivarsi solo per l'improvvisa eco di un concerto di musica classica trasmesso alla radio o per l'instancabile elaborazione delle strategie, fatte di piccole ipocrisie e compromessi, con cui si tenta di fugare la minaccia dell'indigenza o di realizzare le aspirazioni conformiste della piccola borghesia. Un universo di mantenute, mogli tradite e dolenti, uomini sconfitti dalla vita che hanno rinunciato al futuro a cui fanno da contrappunto gli inserti del diario di una giovane sognatrice, vittima di una vicenda dalla morbosità inaspettata, o ancora le pagine di grande letteratura disseminate in forma di citazioni, ma soprattutto, gli ideali del protagonista Abel, giovane intellettuale libertario, figura paradigmatica di un determinato universo politico, specie considerando il contesto in cui il romanzo fu scritto, ovvero il Portogallo salazarista, paese isolato, retrivo e misero dominato da una dittatura fascista. Palesemente debitore della tradizione del grande romanzo russo da un lato e della coeva generazione dei neorealisti portoghesi dall'altro, "Lucernario" mostra evidenti le qualità destinate a caratterizzare il corpus del Saramago più noto: profondo scavo psicologico dei personaggi, grande respiro narrativo, capacità di catturare l'attenzione del lettore.

Categoria: Narrativa

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica

Anno: 2013

ISBN: 9788807882869

Recensito da Gabriele Lanzi

Le Vostre recensioni

Quest’opera conduce direttamente all’origine di Josè Saramago, agli albori della sua carriera di scrittore. Si tratta del suo primo romanzo, scritto nel 1953, il cui manoscritto è rimasto sepolto per anni e anni presso la casa editrice a cui era stato inviato, poi ritrovato casualmente e infine pubblicato postumo. Saramago non ricevette alcuna risposta all’epoca in cui lo scrisse e lo inviò, e questo silenzio lo ferì profondamente: secondo la logica dell’autore infatti nessun editore ha l’obbligo di pubblicare i manoscritti che riceve, ma esiste il dovere di dare una risposta.

Lucernario lascia intravedere alcune tematiche e riflessioni dello scrittore portoghese su aspetti quali l’amore, la famiglia, le responsabilità e i doveri che dovrebbe avere ogni uomo nei confronti della società. Quello che ancora non si scorge invece è l’inconfondibile stile riscontrabile nelle opere successive. Qui mancano i lunghissimi periodi separati da virgole e con pochissimi punti, quasi si trattasse di pensieri disordinati ribaltati su un foglio di carta. Mancano anche il consueto sarcasmo e le opinioni personali disseminate nel testo a intervallare la vicenda narrata. Lucernario è una “casa di vetro”, un condominio popolare nella Lisbona della metà del XX secolo, abitato da povera gente che deve quotidianamente affrontare le difficoltà della vita. Un sottile filo lega le storie descritte, alle quali il lettore assiste come se fosse personalmente invitato a entrare in questi appartamenti, dove si snodano le piccole-grandi tragedie rappresentate. Ogni famiglia di questo palazzo ha i propri problemi, ma la precarietà e le difficoltà economiche sembrano accomunarli tutti quanti. Ecco che per sbarcare il lunario c’è chi decide di affittare una camera, come nel caso del calzolaio Silvestre, che ospita l’inquilino Abel; oppure chi architetta di raccomandare la figlia a una vicina di casa affinché questa possa poi intercedere con il suo ricco amante per farla assumere presso la ditta dove costui lavora.

Denaro a parte, degne di nota sono alcune pagine nelle quali Saramago fa emergere alcuni concetti di assoluto rilievo per l’epoca in cui il libro fu concepito: la famiglia in particolare viene vista non più come il focolare domestico, il rifugio per antonomasia, bensì come “luogo” che cela inquietudini e aspetti scottanti come ad esempio l’adulterio compiuto sistematicamente da un marito bruto e violento nei confronti della moglie, la scoperta del piacere fisico che coinvolge due giovani sorelle, un matrimonio che si trascina stancamente solo per evitare traumi al giovane figlio. Su tutto emerge però l’importanza dell’amore, come unica soluzione per risolvere i problemi dell’umanità, per dare un futuro speranzoso alle nuove generazioni, come si constata nel dialogo serrato tra Silvestre, il calzolaio, che ritiene il suo inquilino Abel colpevole di vivere troppo passivamente ed egoisticamente, senza mettersi in gioco perché “Essere spettatori non serve. Presenziare equivale a essere morti”. Invece per Saramago quello che serve per costruire una società migliore è amare, considerato che l’odio non ha fatto altro che generare due Guerre Mondiali: “Se gli uomini si odieranno non si potrà fare nulla. Saremo tutti vittime degli odi. Ci uccideremo tutti nelle guerre…..E’ per questo che viviamo? Per fare figli e lanciarli nella fornace? Per costruire città e raderle al suolo?….E l’amore sarà la soluzione a tutto questo? – domandò Abel – Non lo so è l’unica cosa che ancora non si è sperimentata”.

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