Saggi

L’ultima pagina

Schimperna Susanna

Descrizione: Da Vladimir Majakovskij a David Foster Wallace, da Cesare Pavese a Virginia Woolf: le storie di venticinque scrittrici e scrittori che hanno posto fine alla loro vita. Persone molto diverse tra loro anche rispetto al tema della morte. C’è chi aveva perseguito razionalmente l’atto finale del suicidio passando il tempo a teorizzarlo; chi sembra non aver resistito a una serie di disgrazie terribili; chi portava in sé un dolore emotivo che temeva inguaribile. Elemento comune, una insopportabile sofferenza che troppo spesso e irrispettosamente è stata etichettata come “depressione”. Raccontare queste esistenze è un atto di riconoscenza per gli scritti che ci sono stati lasciati, e insieme un atto di riparazione per l’ipocrisia di una società che ritenendo il suicidio un gesto inaccettabile continua a operare intorno ad esso ogni sorta di manipolazione, dall’occultamento alla sottovalutazione, quando non arriva addirittura all’ostracismo riguardo alle opere e alle figure dei suicidi.

Categoria: Saggi

Editore: IacobellieditoreCollana

Collana: Frammenti di memoria

Anno: 2020

ISBN: 9788862526531

Recensito da Simone Pozzati

Le Vostre recensioni

L’ultima pagina - Il nuovo libro di Susanna Schimperna

L’ultima pagina (Iacobelli) è il nuovo libro di Susanna Schimperna, nel titolo il suggerimento e la suggestione del contenuto. Venticinque storie di scrittori che hanno deciso di togliersi la vita. Anche se su alcuni può aleggiare qualche lecito dubbio.

Il testo, pur parlando di morte, è un libro pieno di vita: infatti, scoprendo questi personaggi, vien voglia di conoscerli o quantomeno di leggerne le opere.

Una tematica certamente tabù quella affrontata, ma che permette una riflessione profonda sul senso stesso di un gesto tanto tragico quanto alle volte liberatorio. In questa dimensione e nelle pagine della Schimperna il suicidio può essere visto anche come atto di libera scelta. Un adempimento a un progetto di vita, un’azione meditata, altre volte improvvisa, un gesto di generosità, ribellione o vendetta. Le ragioni possono apparire vaghe e variegate. Ma spesso sembrano coincidere con la ricerca di un altrove, qualunque esso sia e, per quanto ignoto appaia, esso risulta certamente  più appetibile rispetto a una realtà e un’esistenza divenuta insostenibile.

Qui non vi è nessuna apologia, questo scritto e la sua lettura ci aiutano a non dare un giudizio definitivo, a sospenderlo. Dunque il suicidio in quest’ottica viene a inserirsi in uno stretto rapporto con il libero arbitrio. La Schimperna, durante  la presentazione del libro tenutasi all’Insieme Festival di Roma, ha infatti sottolineato questo aspetto: “Nemmeno mettere al mondo un figlio è un atto totalmente libero perchè implica l’accordo con un’altra persona.” Forse – aggiunge Susanna – la masturbazione è un altro atto totalmente libero che possiamo scegliere di compiere utilizzando solo ed esclusivamente il nostro corpo, anche se nella nostra cultura questa cosa viene vista come “cosa da sfigato”. Certo che tra petite mort e morti di grandi del passato si potrebbe aprire un’altra ampia digressione sul rapporto tra realtà soggettiva e realtà oggettiva. Su quanto poi effettivamente ci sia o non ci sia un influsso dell’alterità, anche negli atti che possiamo compiere senza coinvolgere apparentemente l’altro. Viene infatti da domandarsi se si poteva, attraverso la nostra influenza sul prossimo, deragliare l’arrivo di quella scelta che ci appare così estrema. E se di definito vi è la morte, forse qui decadono il nostro senso di onnipotenza e la presunzione umana.

In ultima battuta, con il rischio di sembrare ripetitivo, vi invito a leggere questo libro perchè all’interno vi è tanta vita.  Val la pena di arrivare fino a “l’ultima pagina”.

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