Giallo - thriller - noir

L’uomo del porto

Cassar Scalia Cristina

Descrizione: Catania. Nella grotta di un fiume sotterraneo usata come saletta da un locale molto noto viene ritrovato il cadavere di un uomo: lo hanno accoltellato. Una brutta faccenda su cui dovrà fare luce il vicequestore Vanina Guarrasi che, come se non bastasse, da qualche settimana è pure sotto scorta. «La migliore scrittrice di storie di poliziotte in circolazione» – Severino Colombo, Corriere della Sera «Cristina Cassar Scalia conduce il lettore negli angoli più bui di Catania, lo spinge a vedere oltre le apparenze, a inseguire i fantasmi della città che si agitano tra la vecchia pescheria, i quartieri popolari e quelli benestanti. E nello stesso tempo riavvolge il passato di Vanina e la spinge a confrontarsi con i suoi incubi.» - Stefania Parmeggiani, Robinson Vincenzo La Barbera, professore di filosofia presso il liceo classico, era un tipo solitario, che usava come casa una vecchia barca a vela ormeggiata nel porto ed era amatissimo dagli studenti. Niente debiti, né legami con la malavita. Eppure qualcuno lo ha ucciso, lasciando il suo corpo nel letto dell'Amenano, un corso d'acqua che secoli fa un'eruzione dell'Etna ha ricoperto di lava e che ora scorre sotto il centro storico della città. Vanina Guarrasi – la cui esistenza si è complicata, casomai ce ne fosse bisogno, per via di una minaccia di morte giunta dalla mafia palermitana – prende in mano l'indagine. Di indizi, nemmeno l'ombra. Il mistero è assai complesso, e forse ha le sue radici nel passato ribelle della vittima. Per risolverlo, però, Vanina potrà contare ancora una volta sull'aiuto dell'impareggiabile commissario in pensione Biagio Patanè.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi. Stile libero big

Anno: 2021

ISBN: 9788806247447

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

L’uomo del porto di Cristina Cassar Scalia

I gestori del pub I sotterranei di Catania (“La saletta con la grotta vera e propria, quella nella quale scorreva l’Amenano”) scoprono con orrore che nel loro locale si è consumato un omicidio.

Si occupa dell’indagine il vicequestore Vanina Guarrasi, donna originale e tenace, sotto scorta perché minacciata dalla mafia (“Un proiettile le avevano fatto trovare, a casa!”).

Una volta identificata la vittima (“Era il professore La Barbera… Era fissato con le questioni sociali…”), Vanina indaga sulla sua vita con il contributo di una girandola di personaggi, tra i quali spicca un commissario in pensione.

La biografia dell’insegnante di filosofia di liceo (“Il domicilio attuale risulta essere un mezzo nautico, ormeggiato al porto di Catania”) riserva non poche sorprese: “Ricapitolando: questo La Barbera non aveva pressoché famiglia, se non una compagna, viveva in una barca a vela, insegnava filosofia e nel tempo libero si occupava di redimere i tossicodipendenti. Be’, per logica quest’ultimo mi pare l’ambito in cui è più probabile che sia maturato l’omicidio”.

Per l’impegno di La Barbera verso i giovani drogati, elemento di disturbo per lo spaccio, inizialmente si pensa a un delitto di mafia (“i due nipotuzzi di Natale Zinna”). Poi questa matrice viene esclusa (“Se volevano ammazzarlo potevano farlo tranquillamente là dove l’hanno pestato due giorni prima, piuttosto che andarsi a infrattare con lui in una grotta, con un’unica via d’scita”) e si scava nel passato del professore, che vanta un’esperienza giovanile in una comune ove si consumava eroina: lì erano scomparsi misteriosamente tre giovani e i sospetti a questo punto si concentrano su alcuni reduci della comune.

Le ispezioni della barca-abitazione (“Un Grand Soleil 39… cantieri del Pardo… una bellissima barca”) e la perspicacia di Vanina (“con le sue intuizioni cine-guidate”) condurranno alla soluzione del caso con l’immancabile sorpresa finale sull’identità del colpevole e sul movente.

Bruno Elpis

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Si può sfuggire allo scorrere del tempo, come scrive l'autore di LA SCIENZA DI VIVERE PER SEMPRE? Esiste una connessione profonda tra la presenza di uno strano essere a Dartmoor, una nave in bottiglia, il tracciato di un ricamo all'uncinetto che rappresenta il mondo intero e le fate di Cottingley? Tra una recensione da consegnare e un libro da scrivere, Meg Carpenter non se la passava né troppo bene né troppo male. Aveva un ragazzo che era il classico inetto, certo. Arrivare alla fine del mese non era proprio una passeggiata, certo. E i libri erano tutta la sua vita, si potrebbe dire. Almeno fino a quando, tra le pagine di un testo di pseudoscienza, Meg non ha cominciato a guardare il suo tragico universo con occhi diversi. Tra psicologia e tarocchi, enigmi buddisti e teoremi di fisica, antiche cosmologie e leggende fatate, Meg si è messa alla ricerca delle risposte definitive a tutte le domande sul senso della vita e su come le relazioni nascano, crescano e poi, miseramente, muoiano. Mescolando filosofia e humour, ironia e colpi di genio, con IL NOSTRO TRAGICO UNIVERSO Scarlett Thomas ci regala un altro giro di giostra nella migliore letteratura: quella che fa sognare e riflettere senza soluzione di continuità.

IL NOSTRO TRAGICO UNIVERSO

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Billy Abbott, nato nel 1942, è cresciuto in una cittadina del Vermont senza aver conosciuto il padre, in una famiglia di uomini eccentrici e donne puritane. Si rende conto di essere attratto dalle "persone sbagliate" ragazzi efebici, donne mascoline, travestiti e transgender - e a occuparsi della sua educazione letteraria e sessuale è Miss Frost, la bibliotecaria. Negli anni successivi Billy attraverserà l'oceano, vedrà morire amici e amanti nell'ecatombe dell'Aids, diventerà scrittore, ritroverà suo padre. I grandi temi tipici dei libri di Irving - la ricerca di un padre mai conosciuto per svelare il mistero che lo avvolge, la profonda verità delle passioni che ci abitano, la necessità di non incasellare le persone in uno schema - danno vita a una toccante epopea sul terrore di essere diversi, e sulla felice impossibilità di essere altro da sé.

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Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2016.

Fusco Roberto