Narrativa

L’uomo che metteva in ordine il mondo

Backman Fredrik

Descrizione: Ovi ha 59 anni. Guida una Saab. La gente lo chiama "un vicino amaro come una medicina". Solo perché non si aggira con un sorriso stampato sulle labbra? Non esattamente. Ovi ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ovi va a fare la sua ispezione poliziesca nel quartiere, affinché le regole siano rispettate. Ma il mondo è talmente indisciplinato e privo di senso che Ovi decide di farla finita. Ha preparato tutto nei minimi dettagli: chiuso l'acqua e la luce, pagato le bollette, sistemato lo sgabello... Ma... anche in Svezia accadono gli imprevisti che mandano a monte i piani. In questo caso è l'arrivo di nuova famiglia di vicini che piomba accanto a Ovi e subito fa impazzire tutta la sua vita regolata. Tra imprevisti e disagi, Ovi non solo riuscirà a farsi inaspettatamente degli amici, ma anche a capire che questa vita imperfetta, caotica, ingiusta non è poi così male.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana:

Anno: 2014

ISBN: 9788804640677

Recensito da Elpis Bruno

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“L’uomo che metteva in ordine il mondo” ha un’identità ben precisa.
Nome: Ove
Età: 59 anni
Stato civile: vedovo (“Sono sei mesi che è morta. E Ove gira ancora per casa due volte al giorno per tastare i radiatori e controllare che lei non abbia alzato il riscaldamento di nascosto”).
Inasprito dalla vita, ha un carattere burbero, litigioso e scontroso (“La moglie di Ove spesso si lamenta che Ove litiga sempre per tutto”). Riserva la massima attenzione al rispetto delle regole e non è disposto a perdonare chi sgarra: chi parcheggia l’auto fuori dagli spazi, chi non conferisce i rifiuti rispettando le norme per la raccolta differenziata, chi non sa governare i propri animali….

Eppure, nonostante la precisione patologica e maniacale, Ove ha un’umanità che emerge pagina dopo pagina, inframezzata alla narrazione degli eventi del presente. E se il presente è impietoso ritratto di manie, assenza di motivazione alla vita (“Sa bene che non si lasciano tracce di sangue, quando ci si impicca”) e alienazione, la storia di Ove ci parla di un ragazzo orfano, costretto troppo presto ad affrontare la crudeltà del prossimo, i pregiudizi, le ingiustizie; ci parla di un ragazzo che conosce una donna straordinaria e di lei s’innamora con un sentimento che durerà tutta la vita.

Le pagine nelle quali Ove architetta il suo suicidio scorrono tristi, quelle nelle quali Ove viene rappresentato come caricatura piena di fobie lasciano un senso d’inquietudine nel timore d’identificarsi in quel ritratto. Poi, nella vita dell’uomo solo, compare una famiglia che semina scompiglio: l’imbranato biondo, la straniera incinta (la persiana Parvaneh), le due figliolette (che Ove chiama “sette anni” e “tre anni”). Saranno loro a procrastinare il progetto suicida di Ove (“C’è tempo per togliersi la vita anche domani”) e a fargli conoscere il fascino della vita imperfetta e caotica.

Un po’ satira malinconica, un po’ fiaba, un po’ cronaca dei nostri giorni, “L’uomo che metteva in ordine il mondo” riproduce su carta una storia nata nella vivace dialettica di un blog, tra ritagli di quotidianità nei quali, facilmente, ciascuno di noi può imbattersi. Fredrik Backman, giornalista svedese, ha così trasformato le pagine del suo blog in un romanzo di successo tradotto in trentadue paesi…

Bruno Elpis

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