Letteratura femminile

Una madre lo sa

De Gregorio Concita

Descrizione: La storia di Brooke Shields, una delle donne più belle del mondo, che partorisce a 38 anni la piccola Rowan e non smette di piangere dal primo istante in cui gliela mettono in braccio e scivola in una tremenda depressione da cui si riprenderà solo molti mesi dopo, e quella di Valentina Vezzali, il "cobra", che dopo appena diciotto giorni dalla nascita del figlio Pietro riprende gli incontri di scherma e le bastano tre mesi di allenamento per vincere i campionati del mondo. La storia delle madri di Plaza de Mayo, a cui la dittatura argentina ha rubato i figli, capaci di un amore assoluto per le proprie creature scomparse, perché l'amore materno perfetto è solo quello per chi non c'è più, e quella di Mercè Anglada, ostetrica di 44 anni, che per aver dedicato l'intera vita a far nascere i figli degli altri non si è mai sposata e non ne ha mai avuti di propri. Storie di madri e di maternità, storie di amore e di paura, storie di gioia e di terribili depressioni. Concita De Gregorio compie un viaggio, attraverso venti racconti di maternità, in una realtà circondata da moltissimi luoghi comuni, per cercare di dare voce a una realtà silenziosa: la fatica di essere madri in un mondo in cui per le madri non c'è posto.

Categoria: Letteratura femminile

Editore: Mondadori

Collana:

Anno: 2006

ISBN: 978-8804574705

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Un libro trovato per caso, di quelli che, poi, leggendolo non ti aspetti.

O forse sì perché Concita De Gregorio sa raccontare e lo fa bene, con la presenza di una brava giornalista e le parole che sanno descrivere le donne e quello che si portano dentro.

Protagoniste di questi frammenti di storie sono loro, le madri. Ci trovi di tutto in queste pagine, tranne i luoghi comuni.

Ci trovi “donne senza esitazioni, madri senza errore” come quelle di Plaza de Mayo; incontri madri che sanno perdonare un figlio ingrato e quelle che proprio non ce la fanno; ti imbatti in figli desiderati e non voluti; ti fermi ad ascoltare ninne nanne che fanno paura e storie che vorresti riascoltare ancora una volta, sempre. Ci sono volti di madri e figlie note e necrologi mancati di bambine dimenticate, ma bellissime. Si parla di amore, di quello assoluto e perfetto ma anche di malattia, quella che si insinua nel corpo e nella mente di donne lasciate sole.

Garcia Lorca dice di aver capito che la ninna nanna viene inventata da quelle povere donne i cui bimbi costituiscono un peso, una croce onerosa che a volte faticano a reggere […] C’è un elemento di rancore verso il bambino che, benché amato, arriva quando non doveva o semplicemente arriva e perciò occupa tutto il tempo, tutta la forza che c’è.

E’ un libro che fa paura e commuove. Un colpo allo stomaco e un altro al cuore. Sa anche far sorridere e ridere a crepapelle con la testa in giù come solo Pippi Calzelunghe sa fare. Ci sono tutte le donne: supermamme con il Suv “che blocca il passaggio dell’autobus ogni giorno” e quelle colpevolizzanti; ci sono bimbi con due madri e bimbi divisi in case separate, una per il padre e una per la madre. Poi, sì, ci sono anche loro: i padri. Quelli che ci provano, quelli che non ci provano affatto e quelli in prestito.

Si parla anche di quel momento, del partorire che in fondo è un po’ come morire e di quello che rimane dopo, a parte il bambino.

Perché le donne sono come i film di Almodovar: sanno tenere insieme l’orrore e la felicità, il candore e la perversione, sanno parlare coi morti, sanno farsi carico dei delitti altrui e compierne intanto di propri, sanno crescere i figli nati dalla violenza, sanno portare il peso di un errore, sanno dare un posto a quello che altrimenti posto non avrebbe e sanno trovarci la bellezza dentro, sempre.

C’è posto per tutti, in questo libro, per sedersi a leggere o ad ascoltare.

Una mamma è come un albero che si rassegna nella sua vita a perdere fiori, foglie e frutti durante il susseguirsi delle stagioni tanto sa che prima o poi li riavrà con sé. Un figlio è un figlio per sempre.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Concita

Gregorio

De

Libri dallo stesso autore

Intervista a De Gregorio Concita


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza... Età di lettura: da 12 anni.

Divergent

Roth Veronica

Sono passati tre anni da quando Harry Hole è andato via. Via da Oslo, via dalla Centrale di polizia, via dalla donna che ha amato e ferito troppo, e troppe volte. Ma dai suoi fantasmi no, da quelli non è riuscito a fuggire: l'hanno inseguito a Hong Kong e ora lo reclamano, e Harry non può non rispondere, non può non tornare. Oleg, il figlio di Rakel, il ragazzo che lui ha cresciuto come fosse anche figlio suo, è in carcere. Accusa: l'omicidio di Gusto Hanssen, il suo migliore amico. Movente: secondo gli investigatori, un regolamento di conti nel mondo della droga. Ma Harry non ci crede. Oleg, il suo Oleg, il bambino che lo teneva per mano e lo chiamava papà, può essere diventato un tossicodipendente, ma non un assassino. E a lui non resta che correre a casa, correre contro il tempo, in cerca di una verità diversa da quella già decretata. Una verità che si nasconde tanto nelle maglie dei sentimenti piú profondi che legano le persone, quanto nei quartieri dello spaccio, con l'ombra misteriosa di un nemico inafferrabile che lo vuole morto.

Lo spettro

Nesbø Jo

Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilemte tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasione del suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino, e il mondo misterioso cui di diritto appartiene. Un mondo dove regna la magia; un universo popolato da gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gusto di cavolini di Bruxelles, ritratti che scappano. Età di lettura: da 8 anni.

HARRY POTTER

Rowling J. K.

Una raccolta di poesie per addentrarsi nel roveto dell'esistenza contemporanea, laddove le certezze sono barbagli, riflessi impalpabili e ingannatori ai quali non è più possibile credere. La metafora della vita come viaggio, pur solida nella propria tradizione plurimillenaria, scricchiola qui sotto il peso del nonsenso odierno. Partire, restare, ostinarsi nel cammino sono forse cose vane; persino l'amore è defraudato dell'assoluto, è un soffione raggiunto dal vento e privato dei semi, una ruota impazzita che si incaglia tra i sassi e che non sa fermarsi. Ivanoe Privitera porta alle estreme conseguenze la lirica del secolo appena trascorso, rivelandosi attento osservatore dei nostri giorni e raffinato cantore del sentimento. Ed ecco che la muraglia di montaliana memoria si fa profilo seghettato di montagne che restituisce avaro l'eco di un vuoto esistenziale incolmabile, il passato è uno spettro di cui si perdono i contorni, il futuro un intrico di frasche che serra i polsi e nel quale ci ostiniamo a cercare il germoglio nuovo e fruttifero: anche il tempo, ormai crocifisso alla propria relatività, è pura illusione. Ma qualcosa è ancora possibile salvare: l'abbraccio di un fratello, la voglia del ritorno e l'ostinata guerra di ognuno di noi contro la solitudine; addirittura la morte, sempre uguale a se stessa, placida e rassicurante nella propria assolutezza.

L’istante violento

Privitera Ivanoe