Narrativa

Madrigale senza suono

Tarabbia Andrea

Descrizione: Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ipnotico di questo romanzo gotico e sensuale. Come può, è la domanda scandalosa sottesa, il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito? Per vendicare l’onore e il tradimento, il principe di Venosa uccide Maria D’Avalos, dopo averla sposata con qualche pettegolezzo e al tempo stesso con clamore. Fin qui la Storia. Il resto è la nostalgia che ne deriva, la solitudine del principe: è lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e trascina il lettore in un labirinto. Questa storia - è ciò che il lettore scopre sbalordito - ci parla dritti in faccia, scollina i secoli e arriva fino al nostro oggi, si spinge fino a lambire i confini noti eppure sempre imprendibili tra delitto e genio. Con un gioco colto e irresistibile, tra manoscritti ritrovati e chioe di Igor Stravinskij- che nel Novecento riscoprì e rilanciò il genio di Gesualdo - Andrea Tarabbia, scrittore tra i migliori della sua generazione, costruisce un romanzo importante, destinato a restare. L’edificio che attraverso Madrigale senza suono Tarabbia innalza è una cattedrale gotica da cui scaturisce la potenza misteriosa della musica. È impossibile, per il lettore, non spingere il portale. E, una volta entrato, non restarne intrappolato.

Categoria: Narrativa

Editore: Bollati Boringhieri

Collana: Varianti

Anno: 2019

ISBN: 9788833931326

Recensito da Ornella Donna

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Madrigale senza suono

Madrigale senza suono di Andrea Tarabbia ha vinto il Premio Campiello 2019. Certamente è un libro dotto, di grande fascino, scritto con una prosa sofisticata e ricercata che non si può non apprezzare. Tuttavia ho trovato la sua lettura a tratti noiosa e di poco gusto. È un romanzo-saggio non proprio destinato a tutti. Narra la storia di Gesualdo da Venosa, principe, che uccide Maria D’Avalos, dopo averla sposata con grande scandalo, soprattutto dovuto alla condotta un po’ leggera di quest’ultima, da molti considerata alla stregua di una sgualdrina. Perché lo ha fatto? Obbligato dalle convenzioni, quali e perché? Da qui inizia un gioco di specchi che mette in evidenza anche Igor Stravinskij, che scoprì nel ‘900 proprio il genio e il talento di Gesualdo.

Gli ingredienti del romanzo che attraggono il lettore sono racchiusi in questa frase: “La musica più pura, il più efferato dei delitti, in un gioco di specchi potente e sottilissimo.”.

Parimenti viene condotto uno studio perspicace sul Bene e sul Male, sulla condizione morale, costruito come tante matrioske inserite una nell’altra, tutte da scoprire e da svelare intimamente.

Il testo è denso, a volte nero e amaro come gli animi umani, e colpisce ma non attira il lettore comune. Insomma, è un romanzo per pochi…

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