Fumetti

Maestri del fumetto

Barbieri Daniele

Descrizione: Chi sono i protagonisti di questa epopea dell'immaginario se non i grandi maestri e le loro opere? Hugo Pratt, Moebius, Will Eisner, Enrique Breccia, Frank Miller, Andrea Pazienza, Josè Muñoz… e tanti altri grandi autori. Questo volume narra storie di vita e professionali di quarantuno maestri del fumetto occidentale, raccontati in un volume che arricchisce la nostra esperienza del fumetto indagando le ragioni e lo stile dei grandi autori. Perché capire più cose di quello che leggiamo è sempre anche un modo per goderne di più. Scritta con un linguaggio accessibile a tutti, la stimolante panoramica storico-critica attraversa la storia e i generi della nona arte. Il volume è organizzato per aree linguistiche: Inglese (britannici e statunitensi), francese (belgi e francesi), spagnola (argentini) e italiana.

Categoria: Fumetti

Editore: Tunué

Collana:

Anno: 2012

ISBN:

Trama

Le Vostre recensioni

Nuova uscita della collana Lapilli, diretta da Marco Pellitteri per l’editrice Tunuè. Questa volta non si tratta di un’opera inedita ma della ripubblicazione, riveduta e corretta, di quarantuno introduzioni che Daniele Barbieri, uno dei più eminenti studiosi italiani del fumetto, aveva scritto per la serie I Maestri del fumetto, pubblicata da Mondadori come supplemento a Il Sole-24Ore e a Panorama. Il libro comprende alcune tavole delle opere trattate e anche un paio di saggi inediti, dedicati a Crepax e alla coppia Gaiman/McKean oltre a quelli dedicati a Mignola, Bunker, Crumb, Kubert, Bilal, Kurtzman, Breccia, Gimenéz, Giraud, Castelli e Pazienza, solo per citarne alcuni in ordine rigorosamente sparso e casuale.

Il volume è diviso in quattro sezioni corrispondenti a quattro idiomi: inglese, francese, spagnolo e italiano ed è dedicato ad approfondire l’opera degli autori piuttosto che dei semplici disegnatori. Una piccola pecca, ammessa nell’introduzione, è la mancanza di una sezione nipponica e di qualche autrice femminile. Nonostante queste limitazioni, dovute probabilmente alla natura dell’operazione commerciale, Maestri del fumetto si rivela un agile vademecum che per chi sia già appassionato di questo media o per chi intenda avvicinarsi alle storie illustrate. Non è un caso che lo stesso Barbieri lo definisca come un’integrazione alla sua Breve storia della letteratura a fumetti.

Il libro non si limita, però, a essere una storia del fumetto e neanche aspira ad esserla, la prosa dell’autore è coinvolgente quanto un romanzo e svela i retroscena culturali dei singoli autori e le influenze che li intrecciano in quella ghirlanda che è definita la Nona Arte. Scopriamo quindi che uno dei grandi rivoluzionari statunitensi delle storie illustrate, Frank Miller, deve il suo particolare tratto alle influenze della scuola francese, italiana, argentina e giapponese o che la rivista spagnola Creepy, debba essere una vera chicca da intenditore. Altri invece saranno ancor più fortunati e, oltre ad approfondire la loro conoscenza, potranno riprovare le ebbrezze che li colpivano quando da bambini, ancora ignari del tesoro che avevano tra le mani, in un’età in cui si è vittima di grandi suggestioni, sfogliavano gli Alter Linus dei genitori e si perdevano in quelle stupefacenti vignette.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Daniele

Barbieri

Libri dallo stesso autore

Intervista a Barbieri Daniele


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Tutto ruota attorno a una latteria, che la giovane Belinda vuole aprire nel centro di un delizioso paesino medievale. Certo, il paesino più che delizioso sembra sonnolento, a causa di una giunta comunale poco attiva; certo, nel negozio che Belinda sta ristrutturando si dice aleggi la presenza di un fantasma. Ma la ragazza vuol cambiar vita a tutti i costi, per superare il divorzio dei suoi, per riprendersi da una delusione amorosa, per rompere con tanti legami. La circonda una folla di personaggi divertenti e scombinati, sinceri e misteriosi... come la vita.

BORGO PROPIZIO

Limone Loredana

"È la storia di un uomo e di sua moglie, di come diventano genitori di un bellissimo bambino": questa - per usare le parole di Fante in una lettera alla madre - l'idea portante di "Full of life". Ma, come in tutti i romanzi del grande narratore americano, è molto difficile riassumere le invenzioni, l'ironia, le meraviglie della sua scrittura: si può solo goderne il divertimento e la forza che la ispirano. Pubblicato nel 1952 e qualche anno dopo adattato per il cinema (con tanto di nomination all'Oscar per la migliore sceneggiatura), è il libro più comico e autobiografico scritto da John Fante, il suo ultimo romanzo prima del lungo silenzio durato oltre venticinque anni. E dunque ecco John e sua moglie Joyce alle prese con l'arrivo del loro primo figlio, l'improvviso attacco di una schiera di voraci termiti alla loro casa di Los Angeles, il soccorso di papà Nick, il "più grande muratore della California", e ancora una serie interminabile di piccole disavventure e litigate, tra lacrime, sorrisi, crisi mistiche e formidabili bevute di vino.

Full of life

Fante John

Il ballo ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quella della quattordicenne Antoinette nei confronti della madre: non premeditata, e per questo ancora più terribile. In poche pagine folgoranti, con la sua scrittura scarna ed essenziale, Irène Némirovsky condensa, senza nulla celare della sua bruciante crudeltà, un dramma di amore respinto, di risentimento e di ambizione. Nel 1929, quando Némirovsky pubblica David Golder, il suo primo romanzo (a cui l’anno dopo seguirà Il ballo), la critica manifesta tutta la sua sbalordita ammirazione di fronte a questa giovane donna elegante e mondana, appartenente a una ricca famiglia di émigré russi di origine ebrea, che si rivela una brillante scrittrice. Per tutti gli anni Trenta Irène Némirovsky continuerà a pubblicare con immutato successo. Nel dopoguerra, tuttavia, sulla sua opera cala il silenzio. Solo a partire dall’autunno del 2004 la critica, ma soprattutto i lettori, hanno cominciato a restituire a Irène Némirovsky il posto che le spetta fra i più grandi, e i più amati, narratori del Novecento.

Il ballo

Némirovsky Irène

È sabato mattina e Rosie e Jonathan sono a letto in un momento di intimità, quando il telefono inizia a squillare senza tregua. Sul display compare un numero sconosciuto. Ancora non sanno che quella telefonata di per sé insignificante manderà all'aria tutta la loro vita. Più che quarantenni, Rosie e Jonathan sono gli unici fra i loro amici a non aver messo su famiglia e a vivere da eterni fidanzati in un quadrilocale che sembra arredato da due studenti. Impossibile immaginare che a pochi giorni da quel sabato Jonathan si inginocchierà davanti a Rosie chiedendole di sposarlo e seguirlo in California! La prima a storcere il naso di fronte all'improvvisa proposta è l'energica nonna Soapie: sognatrice, anticonformista, irriverente, Soapie ha sempre spronato Rosie a osare nella vita, a coltivare le sue passioni e seguire i suoi desideri. Per questo non capisce cosa spinga la nipote sull'altra sponda dell'oceano, dietro a un ragazzotto con la passione per le tazzine di porcellana. Ma il destino è sempre pronto a stuzzicarci e quando Rosie sarà messa di fronte a un'altra scelta cruciale, dovrà per forza decidere quale partita giocare. Perché la grande regola della vita è che non è mai troppo tardi per correggere il tiro e la felicità è sempre più vicina di quanto immaginiamo. Basta ricordarselo.

Non c’è niente che non va, almeno credo

Dawson Maddie