Saggi

Mantieni il bacio

Recalcati Massimo

Descrizione:

Categoria: Saggi

Editore: Feltrinelli

Collana: Varia

Anno: 2019

ISBN: 9788807492488

Recensito da Elpis Bruno

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In Mantieni il bacio Massimo Recalcati ripropone le lezioni brevi sull’amore, tratte dal programma televisivo Lessico amoroso e intitolate: La promessa, Il desiderio, I figli, Tradimento e perdono, La violenza, Separazioni, L’amore che dura.

Riprendendo Roland Barthes, più volte citato nell’opera, Recalcati tenta di rispondere al quesito “Ma perché durare sarebbe meglio di bruciare?

La risposta non è semplice (“L’amore vuole durare, vuole l’eterno, vuole il per sempre. Questa è la promessa degli amanti”), tanto più se si esaminano le declinazioni dell’amore tra desiderio sessuale, eros e feticismo (“Se il corpo diviene un libro… non c’è sopraffazione, non c’è predazione… La lettura del libro è il contrario di un’appropriazione rapace, di una frammentazione del corpo”).

Interessante è l’analisi delle ripercussioni che la nascita di un figlio (“Il bambino è identificato con il fallo immaginario della coppia”) può avere sul rapporto di coppia (“Molto frequentemente… la nascita di un figlio comporta una sorta di sequestro libidico”) e sulle dinamiche interpersonali (“Una sorta di incestuosità fantasmatica si rinnova – un padre e una madre non possono essere oggetti di desiderio a causa dell’interdizione dell’incesto -”).

Nella scrittura di Recalcati, la psicanalisi è sempre in agguato e diviene strumento fondamentale per interpretare il ruolo dei sessi: “ Il godimento dell’uomo è egemonizzato dalla monarchia del fallo; è un godimento evidente, esteriore, delimitato dall’orgasmo e dalla detumescenza successiva dell’organo. Il suo ingranaggio è di tipo idraulico. Il godimento femminile… non è evidente, non è colonizzato dal fallo… per disperdersi su tutta la superficie del corpo. Questo godimento è anarchico, smisurato, senza limite…”oceanico”. Di fronte al senza fondo di questo godimento ogni uomo vive un sentimento di inadeguatezza e di impotenza”. 

Bruno Elpis

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