Narrativa

Marie aspetta Marie

Bourdouxhe Madeleine

Descrizione: Chi ha letto "La donna di Gilles" sa che non c'è un'altra scrittrice capace come Madeleine Bourdouxhe di raccontare gli sbigottimenti e le lusinghe dell'amore: senza sbavature né svenevolezze, ma con un'intensità e un'evidenza che hanno qualcosa di lancinante. In questo secondo romanzo della Bourdouxhe (che Jonathan Coe ha definito «una delle più belle scoperte letterarie degli ultimi anni») non siamo più nella grigia e fuligginosa periferia di Liegi, bensì nella "douceur de vivre" della Parigi della fine degli anni Trenta; e se Elisa, la struggente protagonista della Donna di Gilles, viveva nell'attesa, nel dono di sé, nella devozione assoluta per un marito di cui tutto sapeva accogliere e perdonare, Marie (che pure ama profondamente il suo, di marito) scopre la violenza della passione quando, su una spiaggia della Costa Azzurra, incrocia lo sguardo di un ragazzo di vent'anni dalle spalle sottili, i fianchi stretti e le lunghe gambe abbronzate. Un pomeriggio si incontrano, come per caso, su un sentiero che costeggia il mare e, su un pezzetto di carta che lei non getterà, lui scrive un numero di telefono. Che Marie chiamerà, tornata a Parigi, dalla cabina telefonica di un caffè. In una breve Nota all'edizione Gallimard della Donna di Gilles, Madeleine Bourdouxhe aveva scritto: «L'annientamento nell'amore: un po' la storia di tutte le donne», ma qui la prospettiva è cambiata, e il suo sguardo segue con vibrante complicità il percorso di una donna che affronta, con un'audacia che quasi la stupisce, «l'intransigenza del desiderio»...

Categoria: Narrativa

Editore: Adelphi

Collana: Fabula

Anno: 2018

ISBN: 9788845932458

Recensito da Gabriele Lanzi

Le Vostre recensioni

Piacevole scoperta questo romanzo, Marie aspetta Marie della scrittrice belga Madeleine Bourdouxhe, apparso nel 1943 e riscoperto recentemente da Adelphi. Agli occhi di un lettore della nostra epoca colpisce la straordinaria attualità di una vicenda concepita durante il periodo bellico in cui la protagonista Marie, donna quarantenne ancora affascinante immersa nella routine quotidiana del matrimonio con il marito Jean, vive un’intensa quanto inaspettata storia d’amore con un ragazzo molto più giovane di lei, incontrato durante una vacanza.

La Bourdouxhe in maniera estremamente pudica e raffinata riesce a trasmettere al lettore tutte le sensazioni che scaturiscono da Marie travolta da questa passione extra coniugale. Si percepisce il suo desiderio di ritornare a vivere quelle emozioni sopite negli anni, la ricerca di “… una realtà da indovinare, da afferrare, da fare propria…il fascino e la vertigine di un mondo nuovo”. Obiettivo della scrittrice non è certo quello di suscitare scandalo narrando la relazione tra una donna sposata e matura con un ragazzo ventenne, bensì quello di esaltare la personalità di Marie, che assurge a emblema di  emancipazione femminile, del suo diritto a vivere una vita attiva, senza essere soffocata dal marito Jean oppure dalla sorella Claude aspirante suicida. Infatti, proprio quando Marie si rivolge alla sorella, salvata per il rotto della cuffia dal tentativo di suicidio, si delinea il tema portante del libro che la Bourdouxhe svela attraverso le sue parole: “La vita non è una storia che si racconta. Tutt’al più, potrebbe essere una storia che si rappresenta… bisogna darsi, impegnarsi, allora si riceverà in cambio”. La scelta della protagonista non è irresponsabile, in quanto lei stessa giunge alla conclusione di continuare a provare affetto per il marito, che sarebbe disposta a seguire in capo al mondo. Marie si rende semplicemente conto che “si sente giovane, sana, forte. Un sangue troppo ricco, impetuoso, le pulsa nelle tempie” e la conduce inesorabilmente tra le strade di una Parigi che sembra quasi accompagnare il suo stato febbrile, le sue inquietudini sentimentali, i suoi pensieri amorosi rivolti al giovane amante nel quale ritrova frammenti di una giovinezza trascorsa ma non ancora sfiorita.

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Madeleine

Bourdouxhe

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Intervista a Bourdouxhe Madeleine


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Il mare che si allontana, scintillante nella calura. La fiumara da risalire, gonfia di pietre luminose, i ruderi dei mulini, il bosco di lecci chiazzato del giallo delle ginestre e infine lo scroscio sempre più intenso: è così che Francesco e i suoi amici scoprono un'oasi di pace presso la cascata refrigerante del Giglietto, sopra il paese di Spillace, in Calabria. Il luglio è afoso, e i bagni nel laghetto, seguiti dai saporitissimi pranzi, sono il diversivo ideale per la piccola comitiva di ragazzi e ragazze nemmeno diciottenni, affamati di vita e di emozioni. Ma quel luogo incantevole cela un mistero: in uno dei mulini abbandonati Francesco e Marta - la bellissima compaesana che vive a Firenze e scende al mare per le vacanze - incrociano gli occhi atterriti e insieme fieri di un vagabondo, che si comporta come un uomo braccato, cerca di allontanarli ed è addirittura armato. Ma la curiosità buona dei due ragazzi, gli sguardi leali scambiati nell'ombra, hanno la meglio: e presto l'uomo misterioso rivela qualcosa di sé, della ferita che lo ha condotto a nascondersi... Luglio, agosto, giorni in cui la vampa dell'estate si accompagna ai sapori dei fichi maturi, delle olive in salamoia, del pane preparato in casa con un rito affascinante, sul far del mattino. Giorni in cui nemmeno la calura spegne il desiderio d'amore, che vibra tra i ragazzi e accende gli animi come peperoncino vivo sulle labbra. E poi settembre, l'estate che si va spegnendo, il ritorno alla scuola e alla vita usata, la maggiore età che si avvicina: e con essa la consapevolezza che l'incanto non è nulla senza il coraggio, senza l'impegno che ogni vita adulta richiede. Con freschezza e passione, Carmine Abate dà vita a un intenso romanzo di formazione che si svolge nel tempo di pochi mesi e insieme racconta il senso racchiuso in una vita intera. L'uomo "selvatico" del Giglietto sarà per i protagonisti il testimone più alto della dignità, del rifiuto della prepotenza, della solidarietà che rendono grande ogni esistenza, e restituiscono a ogni luogo la sua bellezza. Valori che si incarnano nel gesto antico e attuale di baciare il pane, per celebrarne il dono e il mistero.

IL BACIO DEL PANE

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Coetzee John Maxwell