Teatro

Medea

Euripide

Descrizione:

Categoria: Teatro

Editore:

Collana:

Anno:

ISBN:

Trama

Le Vostre recensioni

Compiango poi il tuo dolore, madre sventurata,
che ucciderai i tuoi figli
per il letto nuziale
che il tuo sposo ha empiamente lasciato
per vivere con un’altra donna.

Medea appartiene alla tradizione mitologica che ha radici nell’epopea degli Argonauti, mito antecedente a Omero. Euripide, nel 431 a. C., recupera questo personaggio tragico e lo riveste di nuovi significati, descrivendo una donna con sfumature fino ad allora sconosciute al teatro greco.

Trama

La vicenda si svolge a Corinto, dove Medea vive con il marito Giasone e i suoi due figli. Medea ha origini straniere, proviene dalla lontana terra di Colchide, ma grazie all’aiuto offerto a Giasone per recuperare il Vello d’Oro, ha avuto la possibilità di vivere per quasi dieci anni in terra di Grecia. La sua esistenza è però tragicamente sconvolta dall’abbandono da parte di Giasone, il quale accetta di prendere in moglie Glauce, figlia del Re di Corinto, Creonte.

La vicenda vera e propria si apre con la descrizione della disperazione di Medea, donna ferita e tradita dal suo amato, verso il quale nutre odio e desiderio di vendetta.

Fingendosi rassegnata ad andarsene da Corinto, offre in dono alla figlia di Creonte un mantello pieno di veleno. La giovane donna, ignara del tranello, indossa il mantello e muore in pochi minuti tra strazianti dolori. Il padre Creonte cerca di soccorrerla, ma il contatto con il mantello risulta fatale anche per lui.

La vicenda ha come esito una tragedia ancora più grande: Medea, non soddisfatta della propria vendetta, decide di uccidere anche i due figli, affinché Giasone possa restare completamente solo e conduce via con sè i cadaveri dei fanciulli verso la reggia di Egeo ad Atene.

Medea

Medea rappresenta uno dei personaggi femminili più importanti della storia del teatro classico, poiché espressione di forza, coraggio, passione e fragilità.
In lei sono presenti due anime in eterno conflitto: la donna, ferita dall’abbandono del proprio sposo, e la madre, desiderosa di risparmiare ai propri figli il dolore di quella perdita.
Il desiderio di vendetta, tuttavia, ha la meglio sulla pietà, e il bisogno di punire colui verso il quale ha compiuto atti tragici solo per amore diventa più forte dell’amore verso i figli.
La tragedia, seppur risalente al V secolo prima di Cristo, affronta temi molto attuali. Medea rappresenta una donna padrona del proprio destino, capace di sacrificare la propria vita in nome dell’amore, ma nello stesso tempo dotata di intelligenza e astuzia, che utilizza come armi di vendetta nel momento in cui quell’amore viene tradito miseramente.
Medea, inoltre, è vittima della paura dell’estraneo, poiché è straniera in terra straniera e alla fine si ritrova ad interpetare esattamente il ruolo negativo che le viene pregiudizialmente affidato.
Dopo quasi 2500 anni la tragedia di Euripide è capace di condurre lo spettatore verso luoghi inesplorati dell’animo umano, costringendolo a riflettere sulla complessità del dolore come causa scatenante di gesti moralmente inaccettabili, ma umanamente comprensibili. Medea uccide i propri figli, si macchia della colpa più grande che ci si possa immaginare, tuttavia lo spettatore, o meglio ancora la spettatrice, si ritrova a provare pietà per lei, pur sempre vittima di un uomo traditore e superficiale, capace di abbandonare la propria sposa non per una passione nuova, ma in vista di un potere tutto terreno.

Medea desidera l’amore.
Giasone desidera il potere.
Quale desiderio può portare più distruzione?
Allo spettatore l’ardua sentenza.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Euripide

Libri dallo stesso autore

Intervista a Euripide


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Tutto ha inizio quando la protagonista regala ad un mendicante un diario al posto della solita moneta. E qui si apre l'universo di una ragazza che potrebbe essere definita una "giovane Werther del XXI secolo", ma molto innamorata della vita al punto da volerla afferrare nella sua pienezza. "L'uomo ha infinitamente bisogno dell'uomo". Questo è il messaggio forte che Meri ci vuole dare, ed è il messaggio che tutti dovrebbero avere bene in mente, senza finire per dividere ciò che va unito.

IL MENDICANTE DI PENSIERI

Nigro Meri

Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito. E il primo pensiero di Jonah ogni mattina è quello di escogitare nuovi metodi per raggiungere lo scopo nella maniera più veloce ed efficace possibile. La sua è una storia di autodistruzione per amore. Dita, gomiti, femori, costole: il conto è minuziosamente riportato. E' un'impresa metodica. Una scarica di adrenalina, poi il dolore, intenso, nauseante. Un libro crudo e provocatorio, che descrive con realismo una forma estrema di autolesionismo. La storia di un ragazzo raccontata da una sedicenne: è sorprendente come la giovane scrittrice sia stata in grado di ricostruire le dinamiche psicologiche di un adolescente. Titolo originale: ''Break'' (2009).

BREAK. OSSA ROTTE

Moskowitz Hannah

"Circolo chiuso" è il seguito de "La banda dei brocchi" e si snoda lungo un arco ce va dagli anni settanta del primo romanzo ai giorni nostri. Ma, mentre "La banda dei brocchi" è il romanzo dell'innocenza, "Circolo chiuso" è il suo opposto: è il romanzo dell'esperienza. Non più ragazzi, molti dei personaggi devono lottare contro la tristezza, le responsabilità e le ragioni dell'età adulta. Claire Newman, reduce da un matrimonio fallito e da un lungo soggiorno in Italia segnato da un amore difficile, decide di tornare in Inghilterra, nella sua vecchia città di Birmingham. Pensa sia venuto il momento, dopo più di vent'anni, di scoprire cosa sia successo a sua sorella Miriam, scomparsa all'improvviso e misteriosamente nel 1978. Tra i tanti personaggi del passato che rivede, c'è anche Paul Trotter, già membro del Partito conservatore che, pur essendo diventato parlamentare laburista, vota a favore della guerra contro l'Iraq, sebbene sia convinto che ciò sia un errore. Paul è sposato ma è follemente invaghito di Malvina, la sua responsabile per l'immagine. Le sue incertezze morali rispecchiano i conflitti di un paese che vive gli stessi dubbi. Attorno a questi e ad altri personaggi, vecchie conoscenze di chi ha letto "La banda dei brocchi", ruotano eventi privati e pubblici che formano un impasto unico: assistiamo all'ascesa di Tony Blair, alla svolta del Partito Laburista, al dramma del lavoro costretto nella morsa della globalizzazione, alle conseguenze dell'11 settembre fino alla guerra in Iraq. Insomma, la pienezza cui Jonathan Coe ci ha abituati si dispiega in questo romanzo: anzi, sebbene "Circolo chiuso" sia in sé compiuto, preso insieme a "La banda dei brocchi" (anni settanta) e a "La famiglia Winshaw" (anni ottanta), rappresenta la conclusione di un grande affresco dell'Inghilterra degli ultimi trent'anni.

Circolo chiuso

Coe Jonathan

Nove donne più una. Nove donne sono convocate dalla psicoterapeuta che hanno in comune per raccontare la loro storia e le ragioni per le quali sono andate in terapia. Sono donne diversissime fra loro: dall’attrice ormai anziana che da giovane ha fatto la vita spensierata della cicala e ora si trova a dover affrontare una difficile solitudine, a quella con un passato problematico che ha saputo, con anni di lavoro su stessa, riconquistarsi una normalità apparentemente banale e insignificante. Sono diversissime per origini, professioni, età, estrazione sociale, in tutto, ma in questi coraggiosi monologhi, tra le righe, scopriamo che per quanto diverse le loro esperienze si richiamano, e che la vera protagonista del romanzo è la femminilità.

Dieci donne

Serrano Marcela