Saggi

Meraviglioso

Torromeo Dario

Descrizione: In questo lavoro l'Autore racconta gli anni Ottanta, una stagione magica per la boxe. Un decennio segnato dalle imprese di Marvin Hagler. Protagonista di mitiche sfide con Thomas Hearns, Roberto Duran, John Mugabi, Ray Leonard. Erano gli anni in cui un italiano, il pugliese Vito Antuofermo, riusciva a conquistare il titolo dei medi e Mike Tyson diventava il più giovane campione del mondo nella storia dei massimi. Torromeo ho visto tre indimenticabili riprese tra Hagler ed Hearns, assistito al tragico balletto di Trevor Berbick, messo ko da Mike Tyson. Era a bordo ring quando Hagler ha sofferto contro Juan Domingo Roldan, ma poi l´ha distrutto come solo lui sapeva fare. La battaglia di Marvin contro John Mugabi l´ha guardata davanti alla tv. In quei giorni era a Sanremo prima, e a Montecarlo poi, per raccontare il vittorioso assalto di Patrizio Oliva al mondiale dei superleggeri. Ospite di Roberto Duran nella sua casa di Miami, ho passeggiato nell´inferno di Brownsville, a Brooklyn, dove Mike Tyson è nato. Ha viaggiato con Ray Boom Boom Mancini dopo la tragedia della morte di Duk Koo Kim. Ha parlato con Thomas Hearns nello scenario di una Detroit in piena crisi economica. L'Autore racconto i magici anni Ottanta. La linea guida è la rincorsa di Marvin Hagler e Sugar Ray Leonard verso la grande sfida. Un match, datato 6 aprile 1987, che ha saputo conservare intatto negli anni un alone di mistero. Il libro svela vicende e segreti di quel periodo indimenticabile, quando la boxe era una cosa seria.

Categoria: Saggi

Editore: Absolutely Free

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788897057314

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Meraviglioso. Gli piaceva. Aveva chiesto a tutti di chiamarlo così. Agli annunciatori di ring, ai telecronisti, agli amici, agli altri giornalisti. Poi, quando l’opinionista di un grande network, nella presentazione di un match, si era rifiutato di farlo, lui era andato dal giudice. Prima di entrare in tribunale il suo nome era Marvin Nathaniel Hagler, all’uscita era diventato Marvelous (una sola “l”, mi raccomando) Marvin Hagler. Non ci sarebbero più stati equivoci o omissioni”.

Marvin Hagler, peso medio, è stato protagonista di incontri mitici: Thomas “il cobra” Hearns, Roberto “mani di pietra” Duran, John “la bestia” Mugabi, fino alla grande sfida con Sugar Ray Leonard, il 6 aprile 1987.

Vi racconto quel periodo indimenticabile, i magici anni Ottanta. Una stagione in cui la boxe era una cosa dannatamente seria”, scrive Torromeo che, a bordo ring, ha assistito a tutte le sfide più importanti, e un appassionato di boxe non si lascerà certo sfuggire questo libro che parla dei più grandi pugili di sempre. Comunque, anche un profano (come me) può trovarlo affascinante, perché l’autore, al di là della testimonianza diretta e dell’occhio dell’osservatore esperto, offre ai lettori un’immagine inusuale dei pugili, svelando qualcosa dell’uomo che si nasconde dietro e dentro ogni campione. In  più, Torromeo è riuscito ad incuriosirmi (non sapevo chi avesse vinto tra Hagler e Leonard, lo confesso) e varie foto arricchiscono ed alleggeriscono il testo.

A chiusura di questo libro che racconta (un po’ riferendo, un po’ romanzando) un periodo d’oro per la boxe, potete poi trovare un’interessante appendice tecnica e una classifica dei dieci medi di sempre.

Mi ero avvicinato a Sugar Ray, in quei pochi minuti che concedeva ai giornalisti subito dopo la fine di un allenamento, ripetendogli per la centesima volta la stessa domanda.

«Ray, non hai paura?»

Lui mi aveva risposto a muso duro. «Se avessi paura, farei il ballerino non il pugile (…)».

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Dario

Torromeo

Libri dallo stesso autore

Intervista a Torromeo Dario

Sono le Idi di marzo del 44 a.C. quando Gaio Ottavio, diciottenne gracile e malaticcio ma intelligente e ambizioso quanto basta, viene a sapere che suo zio, Giulio Cesare, è stato assassinato. Ottavio è l'erede designato, ma la sua scalata al potere sarà tutt'altro che lineare. John Williams ci racconta il principato di Ottaviano Augusto, i fasti e le ambizioni dell'Antica Roma attraverso un magistrale intreccio di lettere, atti, fatti storici e invenzioni letterarie. Molti sono i protagonisti e grande spazio è dedicato ai loro profili interiori, ai loro dissidi e alle loro debolezze: la libertà di Orazio, la saggezza di Marco Agrippa, la sensibilità di Mecenate, ma soprattutto l'inquietudine di Giulia, che accanto al padre è uno dei personaggi più importanti del romanzo.

Augustus

Williams John

Gli anni Ottanta: la musica, i libri, le droghe, il sesso, l'amore, l'amicizia, la malattia, gli addii. "Avevano pochi mezzi, viaggiavano molto, se non altro con la fantasia, e consideravano la letteratura il proprio mondo, oltre che la principale ragion d'essere. E poiché avevano questo e quasi tutto in comune, si amarono come ci si ama da ragazzi, senza remore morali né pietà." Mario Fortunato, Pier Vittorio Tondelli, Filippo Betto. Gli anni Ottanta: la musica, i libri, le droghe, il sesso, l'amore, l'amicizia, la malattia, gli addii. "Compresi allora una cosa molto semplice e dolorosa: di tutti e tre, ero rimasto solo io, per compiere quel famoso passo verso il territorio sconosciuto del nostro passato. Pier e Filippo non c'erano più, dovevo accettarlo."

Noi tre

Fortunato Mario

Si può sparire nel nulla a undici anni? Si può far pagare a un bambino per le colpe degli adulti? No che non si può, pensa il commissario Sergio Striggio al suo primo incarico a Bolzano. Ha chiesto lui di essere mandato in una sede abbastanza lontana da Bologna – ma non troppo, perché nella sua città natale vive ancora l’anziano padre, da poco rimasto vedovo per la seconda volta. Per i due uomini è giunto il momento di riaprire un contenzioso antico: Pietro, che è stato a sua volta poliziotto, non perdona al figlio di averlo voluto imitare. Aveva per lui una prospettiva diversa, e ora tra loro si è insinuato il peso di tutte le cose che non sono mai riusciti a dirsi veramente. La ricerca del bambino scomparso per il commissario Striggio è qualcosa di più che lavoro: diventerà ben presto un viaggio dentro se stesso, in cui fare i conti con la sua identità. Perché al centro di ogni indagine c’è un punto oscuro, e nell’animo di ogni indagatore un luogo inesplorato.

Del dirsi addio

Fois Marcello

Una madre e una figlia. La figlia tiene un diario e la madre lo legge. Alla storia di anaffettività, di sentimenti negati o traditi della giovane Mia, Giulia risponde con la propria storia segnata da quell'"essere di legno" che sembra la malattia, il tormento di entrambe. È come se madre e figlia si scrutassero da lontano, o si spiassero, immobilizzate da una troppo severa autocoscienza. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna a riflettere sulla giovinezza ferita dall'egoismo e dalla prepotenza di una sorella falsamente perbenista, sul culto delle apparenze della madre e sul conforto che le viene da una giovane monaca peruviana, Sofia. Torna a rivivere i primi passi da medico, fra corsie e sale operatorie, il matrimonio con un primario, la lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. E il legno si ammorbidisce. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.

IO SONO DI LEGNO

Carcasi Giulia