Teatro

Il mercante di Venezia

Shakespeare William

Descrizione:

Categoria: Teatro

Editore: Newton Compton

Collana:

Anno:

ISBN:

Recensito da Ivana Bagnardi

Le Vostre recensioni

IL MERCANTE DI VENEZIA – di William Shakespeare
con Silvio Orlando
e la Popular Shakespeare Kompany
(in ordine alfabetico) Andrea Di Casa, Fabrizio Contri, Milvia Marigliano, Simone Luglio, Elena Gigliotti, Nicola Pannelli, Fulvio Pepe, Sergio Romano, Barbara Ronchi, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati
regia Valerio Binasco

Trama

ll mercante di Venezia è una commedia in cinque atti, in versi e in prosa. Il nobile veneziano Bassanio chiede all’amico Antonio, ricco mercante di Venezia, 3000 ducati per corteggiare degnamente la ricca Porzia. Antonio si fa prestare il denaro dall’usuraio ebreo Shylock che pretende come obbligazione, se la somma non sarà pagata il giorno fissato, il diritto di prendere una libbra di carne sul corpo di Antonio. Bassanio accompagnato dall’amico Graziano, ottiene la mano di Porzia superando una prova stabilita dal padre di lei. Graziano sposa Nerissa ancella di Porzia. Intanto Gessica, figlia di Shylock è fuggita con il cristiano Lorenzo, sottraendo denaro al padre, che la disereda. Arriva la notizia che le navi di Antonio hanno fatto naufragio e che non ha pagato il debito alla sua scadenza. Shylock pretende la libbra di carne. Porzia travestita da avvocato perora la causa di Antonio davanti al doge, dimostrando che Shylock ha diritto alla carne ma senza che sia versata una sola goccia di sangue, se non vuole essere giustiziato per attentato alla vita di un veneziano. Il doge grazia Shylock ma confisca i suoi beni, che sono divisi tra Antonio e lo stato veneziano. Antonio rinuncia alla sua parte a condizione che Shylock si faccia cristiano e leghi i suoi beni a Lorenzo e Jessica. Le navi di Antonio compaiono in porto senza danni. 

Opera composta tra il 1596 e il 1598 da William Shakespeare, Il mercante di Venezia è ancora oggi uno degli spettacoli teatrali più moderni e contemporanei messi in scena.

La scelta del regista Valerio Binasco di affidare la parte dell’ebreo Shylock  a un grande attore di teatro e di cinema come Silvio Orlando rispecchia la tendenza a mettere in risalto la figura memorabile dell’ebreo (interpretata in passato da grandi attori come Henry Irving, Ernesto Rossi, Memo Banassi, Paolo Stoppa) a discapito del vero protagonista della storia, ovvero Antonio, il mercante di Venezia. Tale scelta, dettata certamente anche dal bisogno  di avere un personaggio conosciuto dal grande pubblico che possa fungere da specchietto per le allodole, non contribuisce però a sbilanciare gli equilibri degli altri personaggi, i quali sanno imprimere con abilità e originalità la propria forza all’interno di uno spettacolo magistralmente coordinato.
Antonio, il mercante di Venezia, si presenta come un uomo triste, ma non debole. Ha dalla sua una cupezza un po’ scanzonata, resa roca dal vino e dall’amore per l’amico Bassanio. Sottile e ambigua è la linea che separa l’amicizia dall’amore ed è proprio lo spettro dell’omosessualità a caratterizzare le scorribande degli amici di Bassanio, perennemente spinti dal bisogno di dimostrare la propria mascolinità, tra vino e scherzi goliardici.
Divertenti e originali i personaggi femminili, Porzia e Nerissa, che offrono pennellate di colore all’intero spettacolo e decisamente interessante la scelta registica di lasciar loro le sembianze femminili nella scena del tribunale, seppur occultate da buffi vestiti e occhialoni neri.
Altrettanto interessante è la scelta di condire d’ironia la scena d’amore tra Lorenzo e Jessica, parte a mio parere più debole di tutta l’opera, permettendo così ai due personaggi, che per quasi l’intera storia risultano essere un po’ insipidi, di ri-caratterizzarsi.
Perla indiscussa di tutto lo spettacolo è Lanicillotto, che, come dice parte della critica, brilla di luce propria sul palco.
Ed eccoci a Shylock, interpretato da uno straordinario Silvio Orlando, il quale, nonostante l’applauso dato sulla fiducia alla sua prima uscita sul palco, fatica inizialmente a convincere lo spettatore, forse a causa dell’accento un po’ forzato, che ci propone un Silvio Orlando diverso da quello che tutti noi ricordiamo. Il personaggio, però, non tarda a decollare per raggiungere la perfezione nella scena del tribunale, dove la mimica, la voce e l’espressività infondono al personaggio e all’intera scena un pathos crescente. La voce roca e sostenuta del Mercante diventa dimessa e monotona, quasi una litanìa, che ben si accompagna alla cantilena esasperante dell’ebreo che chiede “solo giustizia” con sempre maggiore fervore, fino al momento in cui Porzia, sotto mentite spoglie, riesce a beffare la giustizia e a trovare una via  di salvezza per il povero Antonio. Ed ecco che le voci cambiano: ora è Graziano a dare il ritmo alla scena, umiliando e insultando l’ebreo, il quale pare farsi sempre più piccolo e gobbo sotto le minacciose pagliacciate del giovane amico di Bassanio, ed è in questo preciso istante che la sua condizione di “diverso” diventa palpabile e densa di emozioni discordanti.
Così commenta il regista la misera fine dell’ebreo:
“La terribile, umiliante, meschina sconfitta di Shylock, giusta o non giusta che sia, mi mette a disagio. Annuncio fin d’ora che starò dalla sua parte. Del resto, il bene e il male si spostano di continuo nel corso della pièce. Dipende dalle circostante. Questa è una verità moderna e inattaccabile. La verità di una favola che rivela che non c’è nessuna verità.”
L’opera, già di per sé corale nella sua essenza testuale, ci svela, attraverso espedienti originali e divertenti, come l’utilizzo dei dialetti italiani nella caratterizzazione dei personaggi, l’esigenza registica di restituire ad ogni personaggio la propria valenza all’interno dell’opera, seppur consapevole che, come nella vita, ognuno di loro esiste compiutamente per la presenza degli altri e che tutti fanno parte di una più vasta immagine che tutti li comprende.

La presenza di temi moderni come lo sfruttamento dello “straniero” nella società, l’accenno all’amore omosessuale e la ricerca di una nuova identità e libertà femminile, rendono quest’opera attualissima e generatrice di sempre nuovi spunti di riflessione.

Lo spettacolo Il mercante di Venezia, messo in scena dal regista Valerio Binasco con la Popular Shakespeare Kompany e con la partecipazione dell’attore Silvio Orlando nel ruolo di Shylock, dopo il grande successo di pubblico riscontrato a Milano e Genova, è stato a Taranto il 3 e 4 Dicembre, il 5 a Brindisi, il 6 e 7 a Bari e dal 10 al 22 sarà al Teatro Carignano di Torino.

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