Narrativa

Mi salvarono i colli del Galles

Premoli Elena

Descrizione: Il destino può riservare incontri che cambiano la vita. Così è stato per Caterina, una studentessa universitaria con il fiuto per il mistero e il vizio della curiosità nella sua nuova amicizia con Rose, un’anziana vestita come una bambola e che serba in sé un segreto rimasto tale troppo a lungo. In un appartamento milanese dove il tempo sembra essersi fermato, tra bicchieri di vodka, domande e riflessioni, Rose narrerà a Caterina della sua vita in Galles, dall’infanzia all’adolescenza rubata, fino all’età adulta, divisa tra l’amore per un enigmatico pittore spagnolo e l’affettuoso rapporto con un ragazzo geniale. Sul filo della rivelazione di una verità sconvolgente, Rose terrà Caterina e il lettore con il fiato sospeso in una narrazione precisa, colta, appassionante.

Categoria: Narrativa

Editore: Il Ciliegio

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788867710034

Recensito da Monk

Le Vostre recensioni

Danzano e gridano i gabbiani nel vento di quell’aspra terra: alito consolatore se ti spinge dalla schiena e aiuta il tuo passo, maledetto se ti sferza il volto e lo confonde dietro al volteggiare insolente dei capelli…”

Caterina, studentessa universitaria milanese, decide di partire per l’Erasmus per assecondare un’inquietudine giovanile che è anche un bisogno di scoperta e un impulso a mettersi alla prova.

La destinazione scelta è Bangor, in Galles. Osteggiata dal padre, trova lavoro come baby sitter per coprire autonomamente una parte delle spese.
Nel palazzo dove Caterina lavora vive Rose, un’anziana vestita e truccata come una bambola, tornata proprio da Bangor anni prima. La curiosità di Caterina farà breccia nella riservatezza di Rose che, in un pomeriggio che sembra durare decenni, le racconta la storia della sua vita: l’infanzia felice a Milano; l’adolescenza tra i colli del Galles, presto spezzata da una serie di eventi imposti da un destino che sembra ineluttabile; la prigionia a Londra presso un uomo tirannico e violento, la decisione di prendere in mano la propria vita e finalmente l’arrivo a Bangor, dove Rose trova la sua dimensione, un lavoro e amicizie vere, ma anche una relazione distruttiva, un’ossessione che segnerà il resto della sua esistenza.

A discapito del titolo, questa non è una storia di salvezza.Il racconto dell’anziana è come una finestra aperta sul dolore e la solitudine, l’amore e le grandi passioni, dalla quale la nostra protagonista osserva un mondo nuovo, a lei sconosciuto. E Caterina, che ama “solo le storie che terminano con una vittoria“, dovrà fare i conti con la debolezza e i fallimenti inevitabili che la vita può riservare anche a chi cerca di affrontarla con coraggio. Come in “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop“, celebre romanzo di Fannie Flagg, anche qui la storia è raccontata da un’anziana signora e offre una nuova prospettiva alla protagonista, creando un legame speciale tra le due; anche qui un terribile segreto, sepolto dagli anni, torna alla luce.

Momento finale di un crescendo volto alla sua rivelazione, il segreto di Rose non risulta però del tutto sorprendente, considerando quanto è stato sin lì svelato sul personaggio che compie l’inconfessabile azione. Ma questo non toglie gradevolezza alla lettura di un romanzo ben scritto, con un linguaggio ricercato, ricco di lievi descrizioni dei paesaggi e delle atmosfere del Galles: Elena Premoli è vincitrice di un premio per giovani poeti, e la poesia contamina piacevolmente questo suo lavoro.

In alcuni punti il libro non è esente da qualche forzatura, anche stilistica, nel tentativo di mantenere un tono alto, da romanzo “d’altri tempi”: spiccano elisioni poetiche e frasi sin troppo elaborate. La personalità dell’Autrice emerge in modo preponderante sul resto, attraverso Caterina, giovane donna decisamente solare e incontaminata (benché questa scelta sia comprensibilmente finalizzata alla creazione del contrasto con le ombre della sua controparte, Rose) e attraverso una minuziosa, puntuale descrizione di sensazioni ed emozioni che, se da un lato costituisce un esercizio tecnico pregevole dal punto di vista della scrittura in senso stretto, dall’altro lascia poca libertà al lettore, poco spazio per formare i propri pensieri, per vivere pienamente le proprie reazioni rispetto a ciò che accade sulla pagina.

C’è molta passione dietro a quest’opera prima. Sono innegabili il lavoro e l’umiltà con cui l’Autrice si è accostata a uno dei compiti più difficili al mondo: scrivere il primo romanzo e scriverlo bene, per questo Elena Premoli è una scrittrice che merita di avere il tempo di migliorare e di imparare a trasfondere le sue esperienze nei suoi scritti in modo più spontaneo, meno studiato, più libero. Le premesse ci sono tutte.

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