Narrativa

MIRIAM E LA GEOMETRIA

Grosso Luisa

Descrizione: Un romanzo costruito di racconti concentrici, un puzzle le cui tessere sono sguardi diversi sulla stessa storia. Una donna ancora giovane, con una figlia bambina e una adolescente, una donna ancora bella e baciata dalla grazia di una eccezionale sensibilità creativa, si ritrova prigioniera della stessa prigione che si è chiusa attorno al corpo di suo marito, Pietro, anche lui giovane ancora bello, ancora forte, ridotto dalle conseguenze di un incidente a vegetare muto e inconsapevole, paralizzato e totalmente dipendente, senza potere vivere, senza poter morire. Si chiama Miriam, la donna. Corteggiata, amata. A quattro anni dalla tragedia si trova in bilico fra la voglia di ribellarsi al dolore e il bisogno di sacrificargli tutte le sue possibilità, tutto il suo possibile futuro, come a un Dio Minore da placare. Certa che non riceverà niente in cambio. Attorno a Miriam e alle sue oscillazioni “gli altri”: ciascuno a suo modo colpito e modificato, colpito e atterrito, colpito e affondato. Da lei, Miriam, da lui, Pietro. Gli altri: la bambina, la ragazza, l’uomo ancora giovane, l’uomo più vecchio. tutti a confrontarsi con se stessi e con Miriam, con Miriam e con Pietro, come ci si confronta, consapevoli o no, continuamente, con la morte e con l’amore.

Categoria: Narrativa

Editore: Et al.

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788864630656

Recensito da Stefania De Paolis

Le Vostre recensioni

Negli ultimi tempi mi capita sempre più spesso di essere piacevolmente sorpresa delle piccole o neonate case editrici:quasi tutte le volte mi stupiscono l’alta qualità e l’attenzione dedicata soprattutto agli autori esordienti.

Edito dalla giovane Et al. Edizioni, non fa eccezione Miriam e la geometria, di Luisa Grosso. Un romanzo d’esordio, anche se si stenta a crederlo per la maturità tecnica e stilistica, la difficoltà dei temi trattati (la vita,la morte,l’amore,il sacrificio), la sconcertante naturalezza con cui vengono affrontati.

E’ un romanzo con una struttura geometrica: 12 racconti che si sviluppano in 4 situazioni diverse e 4 luoghi diversi: il Salento, Bologna, Londra e un viaggio dalle Langhe in Portogallo. Ciascuno con una diversa voce narrante(tranne Miriam che torna 4 volte, in ognuno dei luoghi), ciascuno con una sua compiutezza. Ma tutti insieme raccontano una sola storia, quella di Miriam, una donna ancora giovane, bella ed estremamente vitale, con 2 figlie e un marito ridotto allo stato vegetale a causa di un tragico incidente.

E’ il racconto di un’estate, quella in cui tutto cambia, quella in cui Miriam si trova a dover affrontare i suoi demoni e a fare delle scelte. Quasi un romanzo di formazione alla scoperta dell’amore, verso se stessi prima che verso gli altri, il tutto retto da una scrittura leggera ma potente e priva di retorica. Un libro intenso che spinge a riflettere.

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IL CIRCOLO DEL LIBRO

Luigi Martinotti lavora in un fast food. Frigge patatine, ma in realtà la sua vocazione, vivissima malgrado l'interruzione degli studi universitari, è quella dello storico. Su un tavolo della Biblioteca comunale consuma tutte le ore di libertà, ricostruendo e interpretando eventi del passato. Ci sono momenti in cui riesce addirittura a distinguere, quasi fosse una visione, l'incontro fra Attila e papa Leone. È riuscito anche a elaborare una teoria storica, secondo la quale i mutamenti della società sono il prodotto di una terribile "insofferenza dell'insicurezza", che spinge gli uomini, cambiando continuamente, a inchiodare il mondo in un presente immobile e rassicurante. Anche la quiete apparente di Luigi Martinetti obbedisce a questa legge. La sua sensibilità, sospesa tra aspirazioni intellettuali e esposizione al fallimento, si lascia contaminare dall'imprevedibilità dei rapporti umani, ivi comprese l'intensa relazione sessuale con Antonella, cameriera del fast food, e l'inspiegabile tenerezza per il figlio di lei. Solo l'amico Giuseppe estroso insegnante affetto da una malattia genetica che lo getta in ricorrenti crisi depressive - riesce a tenere accesa la sua vocazione e a comunicargli una sorta di profonda serenità. Quando il fallimento come storico è definitivo, la sua mente vacilla.

LA VOCAZIONE

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