Consigliati

Moby Dick

Melville Herman

Descrizione: Moby Dick non è soltanto il mirabile romanzo che tutti sanno: è un libro totale, dove la Balena («the Whale») sta appunto per il tutto («the Whole»). Così è una cronaca di avventure marine e un trattato esoterico, un epos dell’orrore e della meraviglia, un libro arioso e un’enciclopedia. In Italia, quest’opera inesauribile ha avuto la sorte di essere tradotta per la prima volta da uno dei nostri più importanti scrittori: Cesare Pavese. E si tratta di una traduzione che ebbe una notevole influenza su Pavese stesso e tutta la cultura italiana dei suoi anni.

Categoria: Consigliati

Editore: Adelphi

Collana: Gli Adelphi

Anno: 1994

ISBN: 9788845910951

Recensito da Silvia Borghi

Le Vostre recensioni

“Chiamami Ismaele”: inizia così, con uno degli incipit più famosi della letteratura mondiale, questo tomo del 1800.

Ismaele è uno dei marinai imbarcati sul Pequod, la nave dell’altrettanto famoso capitano Achab, che salpa alla ricerca della balena bianca. Moby Dick non è solo una preda di caccia di una baleniera, non è solo una delle balene più grandi e feroci che ha già privato di una gamba il capitano. Moby Dick è soprattutto un’ossessione di Achab, una malattia ormai, nella quale egli fa gravitare tutti i suoi uomini.

Herman Melville scrive uno dei classici più famosi della letteratura intrattenendoci con circa seicento pagine, nelle quali (incipit escluso) la vicenda principale occupa a malapena le ultime trenta… Nel mezzo, Ismaele ci fa diventare esperti di caccia alla balena, ce ne racconta ogni parte di pelle e di ossa, ne descrive il carattere e l’espressione. E in ogni capitolo, quando stai per dire: “Adesso salto ché mi sono annoiato e leggo cosa succede dopo”, ecco arrivare la pillola di saggezza. In ogni epiodio la balena ci porta a capire noi stessi; il mondo acquatico del capodoglio ci aiuta a comprendere il mondo terreno degli uomini.

E’ un classico, appunto; non si può leggere voracemente come i libri di nuova generazione, non ci si possono aspettare continui stravolgimenti di trama o colpi di scena importanti. In fin dei conti, le ossessioni nascono lente e inesorabili, crescono subdole dentro la mente, e leggendo questo romanzo Melville ci fa navigare tra parole e descrizioni, spiegazioni e filosofie che altro non sono che l’ossessione di Achab, la quale culminerà in una folgore finale e si dissolverà, come tutte le manie, in un abisso di morte inutile.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Herman

Melville

Libri dallo stesso autore

Intervista a Melville Herman

Al centro della narrazione sta la "Provvidenza", la barca più illustre della letteratura italiana, la più vecchia delle barche da pesca del villaggio. La vicenda ruota intorno alla sventura dei Malavoglia, innescata proprio dal naufragio della "Provvidenza" carica di lupini presi a credito. Si snoda così una trama straordinariamente complessa che non abbandona mai lo svolgersi doloroso del dramma; una serie di rovesci, colpo su colpo contro i Malavoglia, ogni volta che a forza di rassegnazione e coraggio riescono a rialzarsi dal colpo precedente.

I Malavoglia

Verga Giovanni

Che cosa può spingere un vecchio fantasma aristocratico sull'orlo della depressione? Il povero Sir Simon di Canterville, che in preda a uno scatto d'ira uccise la moglie, è condannato a un eterno vagare per il castello, con l'unica gioia rimastagli di far scappare dalla paura ogni nuovo inquilino. Ma non ci sono catene scricchiolanti e ululati sinistri che tengano, quando ad abitare il castello arrivano il ministro americano Hiram B. Otis e famiglia. Contro il loro scetticismo, le burle dei gemelli e il pragmatismo della signora Otis che lava le pozze di sangue con lo smacchiatore, il povero fantasma finisce nel ridicolo, fino a desiderare di morire di nuovo.

Il fantasma di Canterville

Wilde Oscar

"Nessuno lo vedrà mai più, Stella, di questo puoi stare sicura. Ho un cugino che ha un allevamento di maiali vicino a Parma. Quelli mangiano di tutto." L'investigatrice privata Stella Spada ha superato il limite. La parte oscura della sua personalità sta prendendo il sopravvento, e questo non lo può permettere. Deve cambiare finché è ancora in tempo, ma tutto ha un prezzo. Non può continuare a lasciarsi coinvolgere dai casi su cui investiga fino a diventare lei stessa parte del crimine che persegue. Quanto è diversa la Stella che esce da questa nuova avventura?

I vasi di Ariosto

Lusetti Lorena

Villa Borghese - un enorme parco nel centro di Roma, grande più della Città del Vaticano e poco meno del principato di Monaco - è un luogo meraviglioso. Ci sono musei, teatri, la Casa del Cinema, ludoteche, chiese. E poi le mille piante, i corsi d'acqua e le tante specie animali ospitate al Bioparco. Un'isola di verde incantevole. Affascinante, colta, misteriosa. Il sindaco, malato d'amore per la Villa, muovendo mari e monti riesce a far aprire un commissariato al suo interno. Per la gestione del nuovo ufficio, i vertici della polizia decidono di radunare un gruppo di soggetti che altrove non hanno certo brillato. Come i magnifici sette, ma al contrario. A guidarli viene chiamato Giovanni Buonvino, ispettore superiore che, quindici anni prima, è stato condannato alle retrovie da un bruciante errore. «Occhio ai palloni Super Santos» ironizzano i colleghi, «possono contenere esplosivo.» Pochi giorni dopo l'inaugurazione del commissariato, però, il pacifico tran tran viene interrotto dalla scoperta di un cadavere orrendamente straziato. Da quel momento a Villa Borghese - insanguinata da una lunga scia di morte - nulla sarà più lo stesso.

Assassinio a Villa Borghese

Veltroni Walter