Giallo - thriller - noir

Il monaco

Lewis Matthew Gregory

Descrizione: Storia della seduzione del monaco Ambrosio ad opera della sensuale Matilde, che lo inizia ai segreti delle arti demoniache.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Mondadori

Collana: Oscar grandi classici

Anno: 1995

ISBN: 9788804394877

Recensito da Stefania De Paolis

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“In quel momento Ambrosio si dolse della propria temerarietà. L’arcana solennità dell’incantesimo gli aveva fatto presagire qualcosa di straordinario, terribile. Ora attendeva sbigottito la comparsa dello spirito che s’era fatto annunciare da tuono e terremoto. Stravolto si guardò intorno, aspettandosi una spaventosa apparizione la cui vista l’avrebbe fatto uscire di senno. Un brivido gli scosse il corpo: incapace di reggersi, crollò su un ginocchio. “Viene!” esclamò Matilda gioiosa”.

Scritto nel 1796 e accolto con scandalizzato entusiasmo al tempo della sua pubblicazione, Il Monacodi Lewis ha subito nel tempo fortune alterne: prima esaltato, poi censurato, poi ancora ignorato nell’Ottocento e riscoperto nel Novecento.

Indubbiamente quest’opera è tra gli esempi più notevoli ed estremi del romanzo gotico inglese.

Non solo sono presenti tutti gli elementi caratteristici del genere (castelli infestati, abbazie, fantasmi, presenze demoniache, incesto e violenza), ma quello che davvero colpisce ne Il Monaco è la sua carica dirompente e distruttiva, i dettagli crudi e macabri, le minuziose descrizioni di orrendi castighi, stupri, omicidi, decomposizioni.

La storia ruota attorno al monaco Ambrosio, priore del convento dei Cappuccini, grande predicatore, uomo incorruttibile e in odore di santità. Ma quanto vale davvero la virtù se non è mai messa alla prova?

“[…] il vizio, per chi non lo conosce, è rovinoso più che mai quando s’annida dietro la maschera della virtù”.

Infatti Lewis ci mostra Ambrosio e il suo precipitare, con estrema facilità, nella corruzione.

Ambrosio non solo pecca, ma lo fa in modo grave, esemplare, completamente stravolto e ottenebrato da quelle passioni che un tempo egli stesso aveva condannato in nome di una sua presunta superiorità morale.

“[…] e se l’amore fosse una colpa, perché Dio l’avrebbe fatto così dolce, così irresistibile? Perciò, Ambrosio mio, scaccia quelle ombre dalla fronte! Datti liberamente a quei piaceri senza cui la vita è un dono insulso!”.

Assolutamente da leggere.

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