Narrativa

Il museo delle penultime cose di Massimiliano Boni

Boni Massimiliano

Descrizione: In un futuro non troppo lontano, tutti i sopravvissuti alle deportazioni nazifasciste sono ormai scomparsi e l'Italia è scossa da un rigurgito antisemita. In un clima ostile, Pacifico Lattes, giovane studioso del museo della Shoah di Roma, prepara un'importante mostra sugli ultimi superstiti ai campi di concentramento. Il suo minuzioso lavoro di archiviazione e conservazione però, svolto per anni dietro a una scrivania, sembra improvvisamente crollare di fronte alla notizia della possibile esistenza di un sopravvissuto ancora in vita: tra le mura di una casa di riposo di Tor Sapienza, infatti, ce Attilio Amati, novantottenne aspro e taciturno custode di un segreto all'apparenza inconcepibile. Dall'incontro tra Attilio e Pacifico, dapprima scettico nei confronti di un vecchio il cui nome non compare sulle liste dei deportati, inizia una ricerca difficile e ostinata, un confronto serrato che porterà entrambi a riconoscersi nella dolorosa esperienza dell'altro. Un gioco inestricabile di scambi e silenzi che nasconde una drammatica «scelta di Sophie», un terribile segreto legato alla travagliata esperienza del lager.

Categoria: Narrativa

Editore: 66THAND2ND

Collana: Bazar

Anno: 2017

ISBN: 9788898970797

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

Il terzo romanzo di Massimiliano Boni, Il museo delle penultime cose, è un viaggio trasversale dove passato, presente e futuro convergono in una dimensione dove il tempo non conta e dove il filo conduttore è la memoria. Ricordare e comportarsi di conseguenza: su questo i personaggi costruiscono un intreccio di eventi e sensazioni profonde, viscerali e sconvolgenti che non possono lasciare indifferenti.

Al centro della vicenda un museo, quello della Shoà nella Roma del 2030, con un percorso che è un discendere a ritroso nel dramma dei campi di concentramento attraverso immagini e storie di chi c’è stato e che è diventato testimonianza da tenere viva.

All’interno della quiete patinata della storia tradizionale irrompe ad un certo punto il vecchio Attilio, un probabile sopravvissuto ancora vivo, che nasconde un segreto che lui stesso non riesce a confessare. Ecco allora che con lui e con il rapporto che costruisce con Pacifico emerge un aspetto nuovo di quei fatti, nasce uno struggimento tutto umano per quelle atrocità, uno strazio vero sulla pelle di chi ha subito quegli episodi, anche se solo passati di striscio e da cui, in qualche modo, si crede ormai salvo. Ma questa è solo una illusione perché proprio le vicende del protagonista, Pacifico, dimostrano che in realtà non ci si salva comunque, perché è come se quel destino rimanesse appiccicato addosso in modo indelebile per via dei pregiudizi degli altri e anche della propria paura di dimenticare.

Il romanzo di Massimiliano Boni procede con un ritmo incalzante e trascina quasi con prepotenza. Il lettore è costretto a entrare nel vivo delle vicende vissute dai personaggi grazie a uno stile narrativo efficace che accompagna fino alla conclusione sorprendente. Alla fine ognuno ha la possibilità di scegliere una soluzione o l’oblio e questa potrebbe essere la chiave di volta per affrontare il futuro.

Sorge però spontanea una curiosità sul titolo, perché il museo è delle penultime cose? Il riferimento a qualcosa di non ultimo sottolinea forse il possibile avvento di una novità, che potrebbe essere Attilio, un tassello inaspettato della storia in generale e della vicenda del romanzo in particolare. Forse nel museo c’è ancora spazio simbolico e reale per qualcosa di diverso, un misto di memoria e crescita, che possa riconciliare la storia del passato con quello che verrà. E potrebbe dipendere da tutti noi, da chi ha vissuto in qualche modo quelle vicende e da chi le ha solo sentite raccontare.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Massimiliano

Boni

Libri dallo stesso autore

Intervista a Boni Massimiliano


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Mezzanotte. Nell'ascensore di un albergo una donna si alza la gonna per controllare le autoreggenti. Sta salendo al quinto piano. Ad attenderla, nella stanza 58, c'è un uomo che ha conosciuto un anno e mezzo prima. I due non si sono più visti da allora; per sei mesi non si sono nemmeno cercati, poi hanno cominciato a scriversi, per e-mail. La stanza è immersa nella penombra, così come hanno concordato. La donna entra. Si guardano, si spogliano. Lui le chiede di sdraiarsi sul letto. Lei cerca di trascinarlo con sé, lo desidera da troppo tempo. È questo l'inizio di un travolgente gioco al rialzo lungo sette notti di passione e disciplina della volontà, esplorazione reciproca del corpo e della mente. Sette notti in cui una donna e il suo amante si seducono e si scoprono, in una vertiginosa ascesa verso il culmine del piacere, verso una pienezza mai paga di se stessa.

LA SETTIMA NOTTE

Reyes Alina

Cresciuto nello studio legale del padre nella cittadina di York, in Pennsylvania, Kyle McAvoy è un giovane con un roseo futuro davanti. Intelligente e di bell'aspetto, è anche direttore dello "Yale Law Journal", la rivista della scuola di legge. Ma nel suo passato c'è un segreto che lui avrebbe voluto dimenticare, e quando alcuni loschi personaggi lo avvicinano annunciandogli di avere le prove del suo coinvolgimento in uno stupro di gruppo negli anni del college, Kyle avverte la sgradevole sensazione di non essere più l'unico padrone del suo destino. Gli uomini che lo hanno contattato affermano di essere agenti dell'FBI e danno prova di conoscere molte cose che riguardano la sua vita. A poco a poco, però, il colloquio assume contorni ambigui, soprattutto quando entra in scena il sedicente detective Bennie Wright, che, minacciandolo di rendere pubblico un video compromettente, lo costringe a piegarsi alla sua volontà. Ben presto i giochi saranno a carte scoperte. I ricattatori, in realtà, agiscono per conto di un misterioso committente interessato a una causa che vede due prestigiose società darsi battaglia per il possesso dei progetti di un avveniristico bombardiere commissionato dal Pentagono. Kyle, semplicemente, dovrà fare ciò che sogna ogni giovane avvocato: accettare l'offerta di lavorare a New York nel più prestigioso studio legale del mondo, che gli ha offerto un impiego strapagato. Questo gli consentirà di passare ai suoi ricattatori preziose informazioni riguardo al contenzioso in atto. Trovandosi costretto a commettere un crimine per nasconderne un altro, Kyle si rende conto che la sua carriera e la sua libertà sono in pericolo. Ribellarsi al diabolico meccanismo che rischia di stritolarlo significherà ridare un senso al suo codice etico e mettersi una volta per tutte alla ricerca della verità, anche su se stesso.

IL RICATTO

Grisham John

Le tre minestre che danno il titolo a questo libro rappresentano in realtà tre ministre, come Vitali ribattezza segretamente le zie che hanno accompagnato la sua infanzia: Cristina, ministro degli Interni, è preposta alle faccende domestiche e alla cucina; Colomba, ministro dell'Agricoltura, si occupa dell'orto e delle attività agricole di famiglia; Paola infine, ministro degli Esteri, è impegnata professionalmente fuori casa e cura le relazioni con vicini e parenti. Le zie circondano il ragazzino di un affetto "rustico ma profumato", dettato dal buon senso ma ancora pregno di superstizioni, retaggio di una cultura popolare di altri tempi. Siamo infatti in un'Italia di provincia, negli anni Sessanta, dove ancora si parla il dialetto e "la saggezza si esprime in assiomi che non ammettono repliche". Dal racconto autobiografico di Andrea Vitali emerge uno spaccato di vita vissuta e di costume di grande suggestione, delicatamente nostalgico e al contempo ironico. Un autentico tuffo nel passato al quale contribuisce anche il ricettario della tradizione locale che affonda le radici nel territorio, tra le sponde del lago di Como e le valli retrostanti.

Le tre minestre

Vitali Andrea

"Tanto per cominciare, Zooey era un giovanotto piccolo, dal corpo estremamente esile. Da dietro (soprattutto dove gli si vedevano le vertebre) sarebbe quasi potuto passare per uno di quegli sparuti bambini di citta che ogni estate vengono spediti alle colonie a ingrassarsi e prendere il sole. Visto in primo piano, di faccia o di profilo, era straordinariamente, spettacolosamente bello. La sorella maggiore mi ha pregato di dire che assomigliava all'"esploratore mohicano ebreo-irlandese dagli occhi azzurri che mori tra le vostre braccia al tavolo della roulette di Montecarlo".A salvare in extremis quel volto dall'eccessiva bellezza, se non addirittura dallo splendore, era un orecchio che sporgeva leggermente piu dell'altro. Per conto mio, comunque, non condivido affatto ne l'uno ne l'altro di questi punti di vista. Ammetto che il volto di Zooey fosse un volto bellissimo, quasi perfetto. Come tale, naturalmente, era passibile di quella stessa varieta di giudizi scorrevoli, imperterriti e spesso capziosi cui e soggetta ogni autentica opera d'arte. Penso resti solo da aggiungere che una qualunque delle cento minacce giornaliere - un incidente d'auto, un raffreddore di testa, una bugia prima di colazione - avrebbe potuto deturpare o imbruttire la sua generosa bellezza nel giro di un giorno o di un minuto. Ma quello ch'era deteriorabile, quello che qualcuno ha categoricamente definito una gioia di tipo imperituro, era un autentico esprit impresso su tutto il viso, specie negli occhi, dove attirava l'attenzione come una maschera di Arlecchino, e a volte disorientava".

FRANNY E ZOOEY

Salinger Jerome D.