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Letteratura americana

IL LIBRO DELLE ANIME

a cura di Diego Manzetti

Seconda opera di Glenn Cooper, segue il bestseller “La biblioteca dei morti“, del quale è il seguito.

Una casa d’aste inglese ha in catalogo un libro molto speciale; il volume contiene un elenco di nomi, accanto a ciascuno dei quali è indicata una data di nascita o di morte. Il libro non ha un titolo ma semplicemente l’indicazione dell’anno di riferimento, il 1527. Chi ha letto il primo romanzo dell’autore comprenderà immediatamente che il testo in asta appartiene alla biblioteca dei morti, una collezione di oltre 700.000 volumi contenenti elenchi di nascite e morti, realizzati nel giro di vari secoli da misteriosi scrivani dai capelli rossi e dagli occhi verdi, e segretamente custoditi dal governo americano nella famosa base denominata Area 51. Si tratta, in realtà, dell’unico libro mancante della biblioteca, sottratto da Felix, l’abate di Vectis, dove gli elenchi sono stati scritti fino al XIII secolo.

La presenza sul mercato del libro non passa inosservata. Sia il governo americano, che un’associazione chiamata “Club 2027″, composta da ex dipendenti dell’Arte 51 alla ricerca della verità sulla natura della biblioteca, vengono a conoscenza del fatto. Se il segretario della marina si avvale del comandante dei sorveglianti, Frazier, il Club 2027 si rivolge a Will Piper, ex agente FBI, venuto a conoscenza della biblioteca nel corso dell’ultima indagine affidatagli (cfr. La biblioteca dei morti), nel corso della quale è anche venuto in possesso di una copia del database creato dal governo americano utilizzando gli elenchi contenuti nei volumi, ed utilizzato come garanzia della sua incolumità e di quella della sua famiglia.

La scoperta del libro apre la porta a nuove ed inaspettate verità, che Will Piper dovrà scoprire nel corso di un’affascinante caccia al tesoro presso una tenuta nobiliare in Inghilterra, e che coinvolge personaggi del calibro di William Shakespear, Giovanni Calvino e Nostradamus. Interessante l’intreccio creato dall’autore ed il continuo alternarsi della narrazione, come già nella sua prima opera, tra diverse epoche. Un romanzo che conferma il giudizio positivo del precedente, e che cattura il lettore con continui colpi di scena. Seppur il finale sia meno sorprendente rispetto al primo, ma questo forse è inevitabile, la soluzione scelta dell’autore è positiva e non delude.

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