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Giallo - thriller - noir

IL PESO DEL SILENZIO

a cura di Nicoletta Scano

Un successo immediato negli Stati Uniti per la prima opera dell’autrice dell’Iowa, che è stata per 20 settimane consecutive saldamente posizionata nelle classifiche del New York Times ed è già in gara per l’Edgar Award (assegnato dall’organizzazione Mystery Writers of America nei generi giallo, horror e thriller).

In Italia, il romanzo è stato pubblicato dal marchio Leggereditore, nato nell’aprile di quest’anno per Fanucci editore, interamente dedicato all’universo della lettura e scrittura femminile, ma esteso a diversi generi, dal romantico al thriller.

Personalmente sono alquanto scettica di fronte a queste scelte di “genere”, perché (purtroppo!) molto spesso, pensando al “femminile” si immaginano libri con copertine rosa e trame simili alle telenovele sudamericane; eppure rimango colpita da questo romanzo, e osservo che se tutte le opere pubblicate in questa collana avranno una tale profondità, ben venga la dedica alle donne.

La storia è narrata e sfaccettata attraverso sette diversi punti di vista e nonostante questo risulta assolutamente chiara e scorrevole. L’autrice è davvero capace di mantenere alta la tensione, ma senza deludere nel finale, che pur cedendo (ma vi troverete a pensare “E menomale!”) in piccola parte a un possibile lieto fine, non è scontato e resta davvero incerto fino alle ultime pagine.

Il valore aggiunto dell’opera, però, è secondo me la capacità dell’autrice di scandagliare l’animo tormentato e delicato dei personaggi, scavando senza paura nelle angosce e nelle miserie della vita dei protagonisti, senza dar nulla per scontato, non risparmiando nulla allo sguardo del lettore.

Attraverso al vicenda e il racconto delle vite delle persone coinvolte, si esplorano universi stratificati di esperienze e dolore, di amore per i propri cari, di coraggio di fronte ai colpi della vita; eppure, nessuna di queste persone può definirsi un eroe nel senso proprio del termine. Anzi. Quasi tutti hanno una buona dose di meschinità, eccetto forse le due piccole protagoniste, Calli e Petra. Ma loro sono bambine e splendono di innocenza: in loro la contaminazione che le circonda non ha ancora intaccato nulla. E proprio per questo fa tremare di paura e orrore il sospetto che le due bimbe possano uscire dalla vicenda meno innocenti, più opache.

Un bellissimo thriller, che si legge davvero in un fiato, velato di compassione per la miseria umana e le crudeltà dell’esistenza, che farà riflettere e, forse, perdonare.

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