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Giallo - thriller - noir

IL RICATTO

a cura di Diego Manzetti

Non è il solito libro di Grisham; o magari in parte lo è, almeno sotto alcuni punti di vista.

La storia questa volta non si svolge, come nella maggior parte dei casi, nel sud degli Stati Uniti, seppur principalmente a New York City. Un giovane e brillante neo laureato di Yale, deciso a passare i primi anni della sua carriera prestando consulenza legale in favore della comunità, viene indotto ad accettare un lavoro in uno dei più grandi studi al mondo.

Questa prima parte presenta caratteristiche molto simili ad altri libri di Grisham.

Un giovane pieno di ideali che dopo una brillante carriera accademica si scontra con la dura realtà della professione legale, caratterizzata da quel cinismo ed avidità che aveva sempre sognato di combattere dopo essere uscito dall’università. Anche qui, come in altri libri, sembra essere evidente la bassa considerazione dell’autore per gli avvocati (seppur lui stesso un ex avvocato penalista) e per la professione forense così come concepita negli Stati Uniti.

Torniamo alla trama del libro.

Ho detto che Kyle (questo è il nome del protagonista) viene costretto ad accettare un misero lavoro da 200.000 dollari l’anno presso uno studio di New York City. Quando dico costretto, però, intendo dire ricattato. Alcuni personaggi, che inizialmente si spacciano per agenti governativi, infatti, gli mostrano un video registrato durante una delle tante serate pazze vissute negli anni del college; una serata dalla quale tuttavia era scaturita una denuncia per stupro nei suoi confronti, così come nei confronti di altri tre suoi amici (i veri artefici della violenza).

Per evitare che venga diffuso quel video, che tra le altre conseguenze, avrebbe certamente risvegliato il desiderio di rivalsa della vittima (che aveva visto il caso archiviato), Kyle deve accettare un lavoro da associato presso una top law firm di New York, al fine di avere accesso ad informazioni privilegiate relative ad un caso giudiziario di enorme rilievo, per poi trasmettere queste informazioni ai suoi ricattatori.

Non vado avanti nel narrarvi la trama. Posso dirvi che il libro è abbastanza appassionante, e mostra una prospettiva diversa della professione legale. Una prospettiva che va oltre il mero processo, ma descrive (direi in modo abbastanza veritiero) la quotidianità di un giovane associato di uno studio internazionale. Il tutto però a contorno di una storia che, piuttosto che essere il classico legal thriller alla Grisham, si avvicina maggiormente ad una spy story.

Per gli amanti dello scrittore, si tratta decisamente di un libro che vi consiglio di leggere.

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