Giallo - thriller - noir

NEKROS

Ciaccio Ugo

Descrizione: Napoli, Eremo dei Camaldoli; Vinicio Lamia, editore fallito e morfinomane, scopre l'archetipo di tutti i libri sacri, Nekros. "É il più sconosciuto dei testi poiché contiene la chiave di tutti gli altri; è alla portata di chiunque ma nessuno sa dove sia". Pubblicarlo sarà pericoloso: niente inchiostro né carta, solo sangue e pelle umana. Un vecchio avventuriero gesuita, una vedova avvenente e un amico ben armato, lo seguiranno per aiutarlo; o per impedirgli di rivoluzionare ogni principio teologico.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Bietti

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788882482350

Recensito da Diego Manzetti

Le Vostre recensioni

«Esiste un testo che si può trovare ovunque, eppure è il più occulto e sconosciuto di tutti, poiché contiene la chiave di tutti gli altri; è alla portata di chiunque ma nessuno ha idea di dove sia e si perderebbe inutilmente un tempo infinito a cercarlo ove non è, qualora se ne supponesse l’esistenza».

Si tratta del Necronomicon, uno pseudobiblium, ovvero “un testo inesistente citato in libri reali”.

Di questo volume si ha traccia in molti libri nel corso dei secoli, ma nessuno sa dove si trovi. E’ un libro dei morti di origini antichissime che si dice essere rilegato in pelle umana.

Supponete che qualcuno sia riuscito a trovare questo libro misterioso: in molti sarebbero disposti a tutto pur di averlo, anche ad uccidere.

Apollo Carli, amante di libri rari e restauratore per la Biblioteca Nazionale di Napoli, contatta Vinicio Làmia, proprietario della Lamiarum edizioni, per proporgli la pubblicazione di un manoscritto. Prima ancora che Vinicio potesse incontrarlo, però, Carli viene misteriosamente ucciso.

Il caso non sembra dare adito a particolari sospetti. Probabilmente un omicidio avvenuto nel corso di un furto in appartamento, questo è quanto la polizia potrebbe pensare dell’accaduto. Al contrario, Vinicio Làmia si convince che l’omicidio sia in qualche modo connesso con il libro che Carli era andato a proporgli alcuni giorni addietro; non un suo manoscritto, ma un testo antico, almeno questo è quanto Carli aveva lasciato scritto in un messaggio lasciato alla casa editrice.

Ugo Ciaccio, autore di questo romanzo, riesce a costruire una trama avvincente basandosi sulla vera storia del Necronomicon (vera per modo di dire, ovviamente). Un ottimo esordio.

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Ugo

Ciaccio

Libri dallo stesso autore

Intervista a Ciaccio Ugo

«Straordinario, questo romanzo di Roth; è stupefacente, sferzante, uno dei capolavori narrativi piú insoliti che mi sia capitato di leggere... Una vera delizia». James Wood, «New Republic» Il teatro di Sabbath è una creazione comica di proporzioni epiche, e Mickey Sabbath ne è lo smisurato eroe. Un tempo burattinaio scandalosamente creativo, a sessantaquattro anni Sabbath conserva il suo sprezzante antagonismo e la sua sfrenata libidine. Ma dopo la morte della sua amante di vecchia data - uno spirito libero in fatto di erotismo, la cui audacia nell'adulterio supera perfino quella dello stesso Sabbath - egli s'imbarca in un viaggio turbolento nel proprio passato. Nudo e dolente, perseguitato dai fantasmi di coloro che piú l'hanno amato e odiato, ordirà una sequela di disastri farseschi che lo condurranno sull'orlo della follia e dell'estinzione.

Il teatro di Sabbath

Roth Philip

Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

Se questo è un uomo

Levi Primo

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un ragazzino che vede solo una metà del mondo, destinato a diventare un adulto che vive solo a metà. E se metà fosse meglio di tutto? Paolo Colagrande compie un prodigio, perché in queste pagine – dove Gianni Celati incontra Woody Allen – il godimento vivissimo di una scrittura straordinaria va a braccetto con un'allegria contagiosa. La «vita dispari» è quella che – ridendo di noi stessi – conduciamo tutti noi a qualsiasi età quando tentiamo di indovinare la parte mancante delle cose. Paolo Colagrande è nato a Piacenza nel 1960. Il suo ultimo romanzo è Senti le rane (nottetempo 2015, Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati). Paolo Colagrande è nato a Piacenza nel 1960. Ha pubblicato i romanzi: Fídeg (Alet 2007, Premio Campiello Opera Prima, finalista Premio Viareggio), Kammerspiel (Alet 2008), Dioblú (Rizzoli 2010), Senti le rane (nottetempo 2015, Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati). Quando Buttarelli scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere, per tentare di fare un po' di chiarezza o forse per aumentare la confusione, la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all'insegna del paradosso: la silenziosa guerra con la preside Maribèl, la passione per Eustrella, il fidanzamento simultaneo con otto – otto – compagne di scuola, gli strambi insegnamenti esistenziali impartitigli dal padre putativo, il matrimonio con Ciarma, l'infatuazione per una certa Berengaria. «Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato, e allora era piú prudente tornare indietro»...

La vita dispari

Colagrande Paolo

È l'estate del 1982. L'Italia ha appena vinto i mondiali di Spagna e Milano è deserta. Demo, Elia e Fabiano trovano una casa abbandonata sul naviglio Martesana e decidono di farne il loro Regno. Un posto segreto dove è possibile fumare, ascoltare i Led Zeppelin, sfogliare i giornaletti porno, scoprire il confine sottile tra complicità e gelosia, tra emulazione e rivalità. Un posto, anche, dove accogliere i nuovi amici, come Ric. Poi incontrano Valli, ed è un'apparizione. Lei è selvatica, ha gli occhi verdi, i capelli lunghi, un corpo esile chiuso in una salopette; vive in un camper con la madre e ogni giorno pesca nel canale. Senza volerlo la ragazza rompe il goffo equilibrio maschile del Regno, insinuando nel gruppo quella tensione erotica che è per tutti la grande scoperta e il grande dolore dell'adolescenza. Ma che qui genera un danno capace, in una sola notte, di cambiare il destino dei protagonisti. Mentre la pioggia si porta via l'ultima estate della loro giovinezza.

Il regno degli amici

Montanari Raul