Narrativa

Nessuno si salva da solo

Mazzantini Margaret

Descrizione: Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. Delia e Gaetano sono ancora giovani - più di trenta, meno di quaranta, un'età in cui si può ricominciare. La loro carne è ancora calda e inquieta. Sognano la pace ma sono tentati dall'altro e dall'altrove. Ma dove hanno sbagliato? Il fatto è che non lo sanno. La passione dell'inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Cresciuti in un'epoca in cui tutto sembra già essere stato detto, si scambiano parole che non riescono a dare voce alle loro solitudini, alle loro urgenze, perché nate nelle acque confuse di un analfabetismo affettivo. Eppure parole capaci di bagliori improvvisi, che sanno toccare il nucleo ustionante dei ricordi, mettere in scena sul palcoscenico quieto di una sera d'estate il dramma senza tempo dell'amore e del disamore. Margaret Mazzantini ci consegna un romanzo che è l'autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa. Una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Scrittori Italiani e Stranieri

Anno: 2011

ISBN: 9788804608653

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto. [..]. Perché poi ti resta addosso troppo male. Invece non succede: si arriva fino in fondo, si scola tutta la merda, anche quella che non vi spetta […] No, non bisognerebbe arrivare dove sono arrivati loro. Ai primi sintomi bisogna andarsene, lasciare il campo. Tanto non va meglio, va peggio e peggio…“.

Delia e Gaetano la merda l’hanno conosciuta. Quella dei giorni senza un senso, senza uno scopo se  non quello di ferirsi fino a vedersi sanguinare. Quella delle parole di vetri rotti che non ti aspetti dalla persona che, un giorno, hai amato così tanto da credere che non sarebbe mai finita.

Il loro amore l’hanno sentito uscire dalle cose, la passione l’hanno bevuta tutta senza perdere una goccia. Poi un giorno la vita si è mangiata tutto, anche l’amore, “come una risacca brutta”.

Delia e Gaetano non hanno più nulla da salvare del loro matrimonio. I loro bambini, “le braccia molli del loro disastro“, sono cuccioli dimenticati che osservano – già grandi – il delirio di quei due individui fragili e indifesi persi alla deriva di uno spietato disamore.

L’ultima cena viene servita ai protagonisti del nuovo romanzo di Margaret Mazzantini al tavolo di un ristorante. E il lettore – seduto allo stesso tavolo – prende parte alla tragedia.

Tu, Gaetano, ci provi a capire quando è stato che tutto è cambiato: ora è troppo difficile andare avanti. Non ce la fai a fare a meno di lei, fuori da quella casa che hai imparato a odiare ma che, ora, ti manca. Tanto valeva non incontrarla, Delia, lei con il suo sguardo che “ti guarda e non ti lascia“, una donna di cui potevi sentire “la sostanza della sua persona profonda, potevi sentire il rumore come del mare nelle grotte“. Poi un giorno lei ha smesso di farti sentire “l’eroe di una sceneggiata temeraria” e l’hai tradita. Le avevi promesso che non l’avresti mai fatto: è successo e, come molti, hai iniziato a vivacchiare nella menzogna. Ora però, a questo tavolo, sei un mendicante: elemosini un suo sguardo, una parola, una carezza.

Tu, Delia, non vuoi capire. Ti basta disprezzarlo quest’uomo che non abbassa la tavoletta e che  non ti perdoni di avere amato. Non era per te. Però ci hai visto l’incantesimo perché tutto quello che volevi era illuderti: vi siete amati ovunque senza curarvi degli altri, perché eravate speciali, insieme, migliori della “gente”. Ora, invece, non reggete neppure il confronto con quell’anziana coppia seduta all’altro tavolo. Loro almeno ci hanno provato. E ora come lo racconti ai tuoi figli che non c’è più niente da salvare? Cosmo e Nico, i vostri figli, hanno già capito e questo ti fa male.

Si guardano Delia e Gaetano ma non si vedono più. Sconfitti dalla vita e dalla loro solitudine: delusi, incattiviti, sopraffatti dal rancore ed incapaci di amare di nuovo.

A innamorarsi non ci pensa. L’amore è morto.[…] Sono caduti dalla roccia più alta lui e Delia, e sotto l’acqua era poca. […] Certo è stato un bel salto. Cazzo come ci credevano, di trovarsi sotto un oceano sterminato, tutto per loro“.

Margaret Mazzantini ci trascina alla deriva con i suoi protagonisti. Il lettore fatica a risalire in superficie, travolto dalle onde della rassegnazione disperante di Gaetano e Delia, impotenti di fronte alla fine della loro storia. Le parole dell’autrice non lasciano dubbi: non si sa come inizi né come finisca, l’amore, ma certamente si è corresponsabili del logoramento, della mutilazione, del progressivo inaridimento. Non ci sono antidoti al veleno del disamore, ma una cosa è certa: non si può pensare di venirne fuori con la facilità con cui ci si è entrati. Forse si può tentare di salvare qualcosa ma, in ogni caso, nessuno si salva da solo.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Margaret

Mazzantini

Libri dallo stesso autore

Intervista a Mazzantini Margaret


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate? Zygmunt Bauman, uno dei più grandi pensatori viventi, già nel 1989, con Modernità e olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich sovvertendo l’opinione comune che si fosse trattato un «incidente» della Storia e dimostrando che invece la «società dei giardinieri» della modernità aveva raggiunto con l’olocausto il suo risultato più esemplare. In questo libro Bauman compie un ulteriore decisivo passo avanti nell’identificazione del «male» ai giorni nostri.

Le sorgenti del male

Bauman Zygmunt

Uno strumento pratico, che permette a insegnanti, educatori e genitori di gestire con efficacia i litigi tra bambini della scuola dell’infanzia e primaria. Il programma proposto è una novità assoluta nel campo della pedagogia internazionale. Si basa sul metodo maieutico, che riconosce il conflitto come un elemento ineliminabile delle relazioni, e come una straordinaria occasione di apprendimento sostanziale ed efficace. I bambini sono decolpevolizzati e questo consente loro di attivare risorse e competenze che migliorano le dinamiche di interazione tra loro e si trasformano in capacità relazionali e sociali. Dopo la presentazione dei riferimenti teorici e della modalità operativa del metodo maieutico, gli autori presentano numerosi esempi di litigio infantile sui quali il metodo è stato sprimentato con successo.

Litigare con metodo

Di Chio Caterina

Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.

Il processo

Kafka Franz

Joseph Mengele è il famigerato medico di Auschwitz autore di terribili esperimenti pseudo-scientifici sui bambini, forse il più feroce criminale nazista. Alla caduta di Hitler (che gli aveva affidato il compito di scoprire il meccanismo genetico che portava alla nascita dei gemelli), riuscì a far perdere le sue tracce. Jorge Camarasa, il giornalista argentino che ha indagato a lungo sui criminali nazisti in fuga, prima dagli alleati e poi braccati dal Mossad, ha scoperto le diverse identità assunte da Mengele in Argentina e in Brasile, fino alla morte avvenuta nel 1979. L’aspetto forse più agghiacciante è che molto probabilmente il dottor Mengele continuò a lungo i suoi esperimenti. In particolare a Candido Godoi, in Brasile, la «città dei gemelli», dove vivono un centinaio di coppie di gemelli omozigoti, biondi e con gli occhi azzurri. Una misteriosa anomalia genetica che forse oggi ha una terribile spiegazione.

Mengele

Camarasa Jorge