Narrativa

Io sono la neve

Laban Elizabeth

Descrizione: Tim, diciassette anni, albino, è un outsider, precipitato al prestigioso college di Irving per un solo semestre. Alla vigilia del suo arrivo a scuola conosce in aeroporto la bella Vanessa, ma l'incanto di quella notte si infrange contro il muro della realtà: Vanessa intesse una relazione clandestina con Tim ma non intende lasciare il suo Patrick. La tragedia si consuma durante la festa di fine anno: Tim, annebbiato dalle medicine che sta prendendo senza prescrizione, sale su una slitta trascinando con sé Vanessa, e finisce contro un albero. Lei entra in coma e lui perde la vista. È il materiale di partenza per quella che alla Irving diventerà una tradizione: il Tragedy Paper, la tesi di fine anno.

Categoria: Narrativa

Editore: Rizzoli

Collana: Narrativa Ragazzi

Anno: 2014

ISBN: 9788817072779

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Io sono la neve” di Elizabeth Laban si svolge alla Irving School, ove approda Tim Macbeth, un ragazzo albino che frequenterà il college per un semestre. Sulla scuola sembra incombere una maledizione (“La leggenda vuole che la ragazza abbia lanciato una maledizione sulla scuola, che ogni anno uno studente di quarta debba lasciare la scuola per un motivo imprevisto”).

La narrazione parte da una notte di neve d’ottobre e si conclude in un’altra notte di neve di marzo (“Star lì impalato in mezzo alla neve mi faceva sentire, sorprendentemente, parte del tutto invece che un’anomalia”): nella prima, Tim conosce la bella Vanessa, anche lei diretta al college. I due rimangono bloccati in aeroporto e passano insieme la notte in una camera d’albergo, dopo aver giocato sulla neve a costruire un igloo…
Nella notte finale, invece, si svolge il Grande Gioco: l’evento rappresenta il congedo di coloro che frequentano l’ultima classe. Patrick, il ragazzo-bullo di Vanessa, ha proposto la discesa in slitta dalla collina innevata: “Il Grande Gioco… sarà… una spedizione all’aperto”…

Il racconto si sviluppa mediante la tecnica del flash back: secondo la tradizione del college, ai ragazzi che frequentano l’ultimo anno viene assegnata una camera (“Gli unici che sapevano a chi andavano le stanze erano i neo diplomati”) ove trovano un “regalo” del precedente occupante (“E il tesoro che lo aspettava poteva essere qualunque cosa”); Duncan riceve i cd che Tim ha registrato (“Duncan sapeva chi aveva occupato quella stanza l’anno prima. Il ragazzo albino”). In essi sono esposti i fatti intervenuti nel semestre fatale…

Con semplicità ed efficacia, il romanzo tratta il tema della diversità (“Come sai, è piuttosto difficile non notarmi, e quando le persone mi vedono per la prima volta, si mettono a fissarmi”) e del bullismo;  l’ambiente conviviale della scuola (“Zitti e mosca”) per certi versi riecheggia “L’attimo fuggente”, soprattutto per la presenza di un docente – il professor Simon – impegnato a trasmettere agli studenti gli elementi culturali della tragedia: “Dall’ordine al caos e poi di nuovo all’ordine. Il professor Simon ve l’ha già spiegato?”. Dettando alcune regole:
“Definire la differenza, se credete ce ne sia una, tra un evento tragico e una tragedia.”
“Riflettere sulla differenza tra tragedia greca e tragedia in senso shakespeariano, se ce ne sono.”

I riti collettivi scandiscono i momenti di una storia drammatica, che galoppa verso un epilogo il cui presagio aleggia sin dalle prime pagine del libro.
Una storia coinvolgente, espressa in modo diretto, che ha i suoi picchi nell’atmosfera magica della neve.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Elizabeth

Laban

Libri dallo stesso autore

Intervista a Laban Elizabeth


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

È quasi mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall'esterno, iniziano a divorare ciò che trovano. Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c'è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato. Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall'amore più assoluto, quello che non conosce condizioni. Vincitore del premio DeA Planeta 2019.

Nel silenzio delle nostre parole

Sparaco Simona

Abitudine, omosessualità, dipendenza, violenza, corruzione, disoccupazione, religione: sette "dannazioni quotidiane". Uomini che si ricordano al mattino di un maglione dimenticato altrove la sera prima, un giovane Holden "non più giovane" che somiglia a Johnny Depp, un orecchino di perla che scivola tra i rimpianti di una spensieratezza perduta, un marito che non sa di essere violento, una ragazza morta ammazzata pronta a tutto per ritornare in vita, una donna prigioniera di un divano, Eluana Englaro. Sette racconti come sette nuovi peccati capitali: intervallati da brevi intermezzi luminosi in cui l'autore riporta i suoi pensieri, queste storie costruiscono parola dopo parola una stretta prigione claustrofobica, densa di pessimismo e ironia amara, fino all'ultimo racconto che dà il titolo alla raccolta, un "what if" grottesco e politicamente scorretto che chiude il cerchio e la cella del nostro bel paese.

IL PAESE BELLO

Sgambati Stefano

Un giallo-verità che l’autore racconta vent’anni dopo esserne venuto a conoscenza: questo è Il caso Piegari, coda imprevista di un vecchio libro che a suo tempo sollevò scandalo e indignazione, Mistero napoletano. Un omissis finalmente svelato? Proprio così, lungo soltanto sei brevi capitoli ma non meno drammatici e incalzanti di quelli relativi alla storia del suicidio di Francesca Spada. Raccontano la follia che colse il geniale fondatore del Gruppo Gramsci dopo la sua espulsione dal Partito comunista (1954) per volontà di Giorgio Amendola, accusato da Guido Piegari di essere l’ispiratore di un meridionalismo “perverso”. Una storia che sembra appartenere soltanto al passato e che in effetti si svolge in gran parte in un’Italia che non esiste più. Ma il presente, lo sappiamo, ha un cuore antico. Soprattutto in una città come Napoli dove il Gruppo Gramsci continua a sopravvivere, sia pure in forma traslata, attraverso l’Istituto italiano per gli studi filosofici fondato da Gerardo Marotta che fu, all’alba degli anni cinquanta, il braccio destro di Guido Piegari e magna pars del Gruppo stesso.

Il caso Piegari

Rea Ermanno

Le ombre azzurre

Mucciolo Patrizia