Classici

Le anime morte

Gogol' Nikolaj Vasil'evič

Descrizione: La storia di Cicikov, geniale artista del raggiro, antieroe plebeo che insegue il pallido miraggio degli ideali borghesi: il suo viaggio alla ricerca di "anime morte" per ottenere aiuti finanziari dallo Stato è, come ha scritto Michail Bachtin, "un'allegra marcia carnevalesca nell'inferno", in cui tutti i valori sono capovolti in un avvolgente e paradossale realismo negativo: il benessere, la famiglia, la rispettabilità, ciò cui Cicikov aspira di più si tingono di grottesco, e la sua storia e quella dei personaggi da lui incontrati si rivelano come altrettante tappe di un epos mancato, di una gigantesca parodia omerica che anticipa le avventure di altri illustri antieroi del romanzo moderno.

Categoria: Classici

Editore: Einaudi

Collana: Tascabili Classici

Anno: 2007

ISBN: 9788806189396

Recensito da Serena Vissani

Le Vostre recensioni

Le anime morte, nonostante sia un’opera incompleta, resta ugualmente un capolavoro della letteratura mondiale ed un grande esempio di comicità letteraria.

Siamo nella Russia post-napoleonica, tra gli anni ’20 e ’30, e qui, un personaggio arguto ma a volte eccessivo, Pavel Ivanovic Cicikov, fa la sua misteriosa comparsa nella città di N., dove immediatamente prende a frequentare tutta la società bene. Non c’è burocrate, aristocratico o borghese che non sia ammaliato dal fascino, dall’eleganza, dal garbo del nuovo arrivato. Tutto sembra procedere nel migliore dei modi, ma nessuno dei vari ospiti si chiede chi mai sia questo personaggio, che ruolo svolga nella società e perché mai sia capitato proprio in città. Questioni che giustamente il lettore si sta già ponendo da qualche pagina, quando, superato il primo capitolo, nel secondo comincia a chiedersi quale sia la missione dell’eroe di questo romanzo (ma sarebbe meglio dire poema, come lo stesso Gogol’ definisce la sua opera). Presto comunque l’autore ci consente di conoscere lo scopo di questo personaggio: Cicikov gira tra i proprietari terrieri per acquistare anime morte, ovvero servitori della gleba deceduti, che comunque gravano sulle tasse dei rispettivi padroni fino al momento del successivo censimento di anime.

Tali censimenti infatti si ripetevano dopo un arco di tempo considerevole, sicché i padroni erano comunque tenuti a pagare le tasse per coloro che burocraticamente risultavano ancora vivi.

Ma ecco che appare Cicikov, avvolto da una luce salvifica, pronto a farsi carico di quelle anime pur di alleggerire il peso economico che grava sulle spalle dei barin. Soltanto a circa metà dell’opera si scopre per quale motivo il protagonista sia immerso in questa attività “commerciale”; poi però la seconda parte presenta delle lacune.

Le pagine scorrono e sembrano dissolversi tra le mani del lettore, che inizialmente può spaventarsi per la mole del libro (come del resto accade spesso con i grandi della letteratura russa).

Le descrizioni della campagna raggiungono indubbiamente picchi di liricità, ma non sono paragonabili alle pagine in cui viene raccontata la società russa, tutte impregnate di un profondo senso comico. Gogol’ riesce infatti a descrivere in maniera eccezionalmente divertente anche quei momenti che potrebbero risultare più noiosi e per questo il suo poema e i suoi racconti vengono presi ad esempio da Vladimir Jakovlevič Propp nel saggio Il comico e il riso.

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"Se c'è una parola che mi pervade l'animo quando penso a O, questa è pudore. Sarebbe troppo arduo motivarla. E quel vento che corre incessante, che attraversa tutte le stanze. Così soffia anche in O uno spirito, non saprei dir quale, sempre puro e violento, senza tregua, senza ombre. Uno spirito decisivo, che nulla può turbare, né i sospiri né gli onori, né l'estasi né la nausea. L'Histoire d'O, dall'inizio alla fine, procede come un'azione travolgente. Evoca un discorso più che una mera effusione; una lettera più che un diario intimo. Ma a chi è indirizzata la lettera? E chi vuole persuadere il discorso? A chi domandarlo? Non so neppure chi lei sia." (Jean Paulhan)

HISTOIRE D’O

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L’odore della plastica bruciata

Menzani Giovanni B.

Scritta nel 1966 e messa in scena per la prima volta nel 1977 a Roma, cioè a due anni dalla scomparsa del suo autore, Affabulazione narra la storia di una rivolta tra padre e figlio che diventa una dolente metafora del mancato dialogo tra due generazioni.

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Pasolini Pier Paolo