Narrativa

Noi che ci vogliamo così bene

Serrano Marcela

Descrizione: Quattro amiche di lunga data decidono di fare una vacanza insieme. Lontano dai mariti, dai figli, dal lavoro, circondate dal paesaggio del Cile del Sud, si raccontano, senza inibizioni, le proprie personali esperienze.

Categoria: Narrativa

Editore: Feltrinelli

Collana: I Narratori

Anno: 1996

ISBN: 9788807015014

Recensito da Erica Angelini

Le Vostre recensioni

Ho ricevuto questo libro come premio di un concorso vinto con il sito “i-libri” e, poiché credo che donare un libro sia uno dei regali migliori, che consente al lettore di ricevere tante emozioni in cambio, ho cercato di leggerlo con il cuore. Non ho faticato in questo, perché lo scorrere delle pagine ti obbliga a metterti in ascolto delle storie che l’autrice vuol raccontarci.

Ambientato nel Cile degli anni ’70 e ’80, “Noi che ci vogliamo così bene” narra le storie di quattro donne – Ana, Maria, Isabel e Sara – che nel 1990 decidono di prendersi una pausa dalla loro vita di tutti i giorni (fatta di famiglie, figli, mariti e lavoro) e concedersi una vacanza nella casa sul lago di Maria: una fuga per dedicarsi a se stesse e per raccontarsi.

Sarà  proprio in questo periodo che, tra passeggiate e momenti di riposo, si lasceranno andare a confessioni tra sole donne, che faranno diventare quella casa sul lago un vero e proprio contenitore di emozioni. Così, si susseguono un’infinità di aneddoti di vita, privata e pubblica, di un universo accomunato dall’amore e dal dolore che caratterizza le scene della quotidianità in un Cile devastato dalla guerra e dalle rigide convenzioni sociali, oppresso dalla violenta dittatura di Pinochet.

L’autrice è molto abile a descrivere e far entrare il lettore nell’universo femminile. Ognuna delle protagoniste ha una sua identità precisa: Sara, delusa dagli uomini ma alla perenne ricerca dell’amore della vita; Isabel, che si è annullata per il marito e si è impegnata tutto il tempo a tirare su una famiglia modello; Maria, anticonformista che diventa estremista politica e sceglie di vivere la propria vita senza legami stabili e, infine, Ana che ha razionalmente deciso di vivere la propria vita senza passioni, vivendo al riparo dai dolori.

Seguendo il filo logico dei ricordi che le legano, Ana – voce narrante del racconto – inizia a raccontarci le vite di tutte loro, partendo dall’infanzia e dagli eventi famigliari – che hanno formato il carattere e influenzato poi in età adulta le loro scelte.

Il libro, a tratti un po’ confuso, racconta un paese in fuga verso se stesso in cui le donne ne seguono l’esempio.

E’ scritto con uno stile riflessivo, lento, ma non certamente pesante.

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