Giallo - thriller - noir

Noli me tangere

Camilleri Andrea

Descrizione: Laura è giovane, bella e molto amata. Ha sposato un famoso scrittore che la venera, lei stessa scrive, va a teatro, è un’esperta storica dell’arte. E’ capace di concedersi emozioni intense con altri uomini, senza farsi travolgere dal senso di colpa. E’ generosa di sé e delle proprie ricchezze. Ma, in certi momenti, su di lei cala un cono d’ombra. “Ho il ghibli” dice, secondo l’immagine evocata da uno dei suoi amanti: perché davvero è come se si alzasse nel suo cuore il temibile vento del deserto, che la prostra e la costringe a giorni di reclusione durante i quali nessuno deve azzardarsi a toccarla. Poi torna la bonaccia, e Laura è di nuovo la donna volubile ma anche luminosa che tutti ammirano. Fino a che, una notte, Laura scompare. Incontrando chi l’ha conosciuta, presto il commissario Maurizi – incaricato delle indagini sulla sua sparizione – capirà che di Laura, come di una divinità antica, ognuno ricorda un volto diverso. Al primo sguardo sembra una donna facile, che non vuole perdere una sola occasione. E invece le tracce che portano a lei sono quelle invisibili lasciate dalle domande che si è posta senza tregua, dalla tensione bruciante nascosta in ogni suo gesto. Proprio come nel movimento dei corpi al centro dell’affresco del Beato Angelico che Laura stessa aveva saputo interpretare con una intuizione straordinaria, quello dedicato alle parole che Gesù dice a Maria Maddalena dopo essere risorto: Noli me tangere, Non toccarmi…

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Mondadori

Collana: Scrittori italiani

Anno: 2016

ISBN: 9788804661870

Recensito da Elpis Bruno

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Noli me tangere è la scena che ritrae Gesù risorto e la Maddalena (“A Pisa c’è un affresco di Ghetto di Jacopo; a Milano, proprio al Castello Sforzesco, è conservato quello del Bramantino; a Padova c’è un meraviglioso Giotto nella Cappella degli Scrovegni; a Murano ce n’è un altro del Salviati e infine al Prado c’è il Correggio… alla National Gallery c’è il Noli me tangere di Tiziano”), ed è il nomignolo che venne affibbiato a Laura, la protagonista di questo romanzo di Andrea Camilleri, quando all’Università si laureò con una tesi sull’opera omonima del Beato Angelico (“Noli me tangere è il nome di un affresco dell’Angelico in San Marco”).

Il romanzo ha la forma del diario che, dal 5/6/2010 al 5/7/2010  con qualche flash back e qualche pagina senza data, racconta la misteriosa sparizione di Laura e la conseguente indagine condotta dal commissario Maurizi, ingaggiato dal marito  (“Quando ci siamo sposati Laura aveva trentun anni e io sessantacinque”), uno scrittore di successo, molto innamorato della moglie (“Se la signora gli avesse detto de magnasse un bacherozzo, quello se lo magnava senza manco mettece er sale”).

(Tiziano)

Dalle indagini emerge il profilo di una donna complicata: soggetta a crisi frequenti, che lei chiamava “il ghibli” (“Ascoltava se stessa, i suoi pensieri, il suo corpo”), scrittrice lei stessa (“Un vero colpo di fulmine. Come successe al povero Carducci con Annie Vivanti…”), strana sia nel rapporto con i numerosi amanti sia nella concezione del  denaro (“E’ una dilapidatrice”), variamente giudicata da chi la conosceva (“A me… è parsa sempre una donna superficiale, volubile, incapace di grandi sentimenti, dal sesso un po’ troppo facile…”).

(Giotto)

Sulla sparizione aleggia un sospetto (“Un ingegnoso espediente pubblicitario per il lancio del romanzo d’esordio”), ma poi i fatti evolvono (“Ha chiuso il conto con la sua banca… Quasi centocinquantamila euro”) anche in modo drammatico (“E’ precipitata da un ponte piuttosto alto di una strada secondaria che porta a Pisa”), nonostante gli avvistamenti si susseguano (“Pisa, Padova e Murano”).

L’interpretazione dell’opera artistica (“Ma si sono già toccati!”), una poesia di Dino Campana (“Nel gran nulla”) e un libro (“Un lavoro teatrale di Eliot, Cocktail Party”) sono gli indizi che conducono all’interpretazione finale di una personalità tormentata e di un’impegnativa scelta di vita…

Bruno Elpis

(Beato Angelico)

Ecco qui il sito personale dell’autore.

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"Nonostante qualche critica iniziale e un certo scetticismo, alimentato dalla stessa autrice in lettere private, La virtù di Checchina è uno dei testi più riusciti di Matilde Serao, un racconto borghese gradevole e coinvolgente, in cui l'innata simpatia della sua protagonista, i suoi ostentati timori, i vorrei ma non posso che ne animano di continuo le azioni e le esitazioni, riescono a creare una naturale empatia con il lettore che pur lasciandosi scappare magari più d'un sorriso dinanzi all'esibita ingenuità della donna, non può che divertirsi a sospirare e cospirare con lei, nella ricercata realizzazione di desideri tanto comuni quanto umani." (dalla prefazione di Aldo Putignano).

La virtù di Checchina

Serao Matilde

Scritto tra Capri e Sorrento nel 1938, Il colpo di grazia evoca un episodio di guerra civile avvenuto in Curlandia all'epoca dei putsch tedeschi contro il regime bolscevico, intorno al 1919-21. E' una vicenda autentica, riferita all'autrice da un intimo amico del protagonista maschile. Romanzo di sottile, sconcertante ambiguità, Il colpo di grazia chiama il lettore a collaborare per sottrarre gli avvenimenti narrati da Eric von Lhomond, e specialmente l'immagine che egli propone di sé, a una deformazione che s'inscrive interamente nei rapporti complicati dell'amore e dell'odio. Eric è un aristocratico che patisce la sconfitta della Germania come il crollo del mondo materiale e ideologico in cui si è formato: non gli resta che difendere il castello in cui vive con un amico, Conrad de Reval, e la sorella di questi, Sophie. Il dramma che si svolge fra i tre personaggi, e che si concluderà con un evento tragico dovuto alla ferocia delle guerre partigiane, ricalca l'aneddoto della donna che si offre e dell'uomo che si nega per attaccamento all'amico. Ma il tema centrale del libro è la solidarietà di destino tra esseri sottoposti alle stesse privazioni e agli stessi pericoli, un'intimità e somiglianza più forti dei conflitti della passione carnale o della fedeltà politiche, più forti persino dei rancori del desiderio frustrato o della vanità ferita.

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