Classici

Il nome della rosa

Eco Umberto

Descrizione: "Il libro più intelligente - ma anche il più divertente - di questi ultimi anni." Lars Gustafsson, Der Spiegel "Il libro è così ricco che permette tutti i livelli di lettura... Eco, ancora bravo!" Robert Maggiori, Liberation "Brio e ironia. Eco è andato a scuola dai migliori modelli." Richard Ellmann, The New York Review of Books "Precisamente il genere di libro che, se fossi un milionario, comanderei su misura." Punch "Quando Baskerville e Adso entrarono nella stanza murata allo scoccare della mezzanotte e all'ultima parola del capitolo, ho sentito, anche se è fuori moda, un caratteristico sobbalzo al cuore." Nicholas Shrimpton, The Sunday Times "E' riuscito a scrivere un libro che si legge tutto d'un fiato, accattivante, comico, inatteso..." Mario Fusco, Le Monde "E' un tipo di libro che ci trasforma, che sostituisce la nostra realtà con la sua... ci presenta un mondo nuovo nella tradizione di Rabelais, Cervantes, Sterne, Melville, Dostoevskij, lo stesso Joyce e Garcfa Marquez." Kenneth Atchity, Los Angeles Times "Mi rallegro e tutto il mondo delle lettere si rallegrerà con me, che si possa diventare best seller contro i pronostici cibernetici, e che un'opera di letteratura genuina possa soppiantare il ciarpame... L'alta qualità e il successo non si escludono a vicenda." Anthony Burgess, The Observer

Categoria: Classici

Editore: Bompiani

Collana: I grandi tascabili

Anno: 2000

ISBN: 9788845246340

Recensito da Valeria Martino

Le Vostre recensioni

Il nome della rosa, di U.Eco ( 1980 ): cos’altro potrei aggiungere? È uno di quei rari casi in cui il titolo è già una recensione. E mi perdonerete anzitempo se ciò che dirò potrà risultare già detto o scritto, ma è quasi impossibile condensare in poche righe un omaggio alla genialità e all’abilità narrativa di Eco.

La trama è generalmente nota: nel novembre del 1327, il novizio benedettino Adso da Melk accompagna in un’abbazia del Nord Italia il suo maestro, frate francescano Guglielmo di Baskerville, incaricato di indagare sulla morte di un monaco benedettino e di fare da mediatore tra la delegazione papale e quella francescana che, in quei giorni, si sarebbero incontrate nella stessa abbazia. Dalla mattina seguente una serie di apparentemente inspiegabili delitti accompagnerà il lettore alle pagine finali del romanzo e, con esse, ad una scoperta incredibile….

È un libro che non lascia scampo: o lo si ama dalle prime pagine e lo si legge in un soffio o si lo si chiude per non riaprirlo più. Io sarei decisamente per la prima delle opzioni. Ad una condizione: leggere per il piacere di leggere, liberare la mente da pregiudizi e nozioni poco utili, lasciarsi travolgere dalle parole, perché il libro diventa “pesante” solo se si cerca quello che non c’è.

In questo stato di libertà morale, che diventa quasi ipnosi, l’effetto collaterale è un amore insaziabile per i libri e la lettura, il sapere in sé inteso come conoscenza, il piacere della curiositas direbbero i Latini : < i libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte ad un libro non dobbiamo chiederci cosa dica ma cosa vuole dire >.

Lettura consigliata? Assolutamente sì, < nell’attesa di perdermi nell’abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando alla luce inconversevole delle intelligenze angeliche…>.

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