Narrativa

NON CI SONO SOLO LE ARANCE

Winterson Jeanette

Descrizione: In una cittadina della provincia inglese, presso una famiglia bigotta che l'ha adottata, Jeanette vive la sua "diversità" che la spinge ad amare una coetanea senza alcuna malizia. Ma la gente si chiede: sfortunata vittima o creatura malvagia? Il primo romanzo della Winterson, al quale è stato assegnato il prestigioso premio letterario Whitebread Award.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Piccola Biblioteca Oscar

Anno: 1999

ISBN: 9788804466536

Trama

Le Vostre recensioni

La vicenda, una sorta di romanzo di formazione, percorre la storia della vita di una bambina,

Jaenette, omonima e alter ego dell’autrice, che viene adottata all’età di sette anni da una coppia di
evangelisti.
 
La ragazzina cresce e scopre l’amore, quello omosessuale, ed è costretta a viverlo come un peccato all’interno della comunità bigotta e fanaticamente religiosa frequentata dalla famiglia.
Il nucleo familiare viene delineato fin dalle prime righe. “Come quasi tutti ho vissuto a lungo con
mio padre e mia madre. A mio padre piaceva guardare la lotta, a mia madre piaceva farla.
 
Mentre ilpadre, che guarda in silenzio la TV, ha un ruolo pressoché nullo, la madre, soldato di Cristo, è una presenza ingombrante, ossessiva e paranoica.
Per evitare che la bambina venga “condotta alla perdizione”, viene mandata a scuola, il “Vivaio”, solo in un secondo momento, dopo che “un grosso plico di carta marrone piombò improvvisamentenella cassetta della posta”, e fino ad allora è la madre ad impartirle lezioni.
 
La donna vuole fare della figlia “assegnatale dal Signore” una missionaria, scambia la sua sordità per estasi mistica, pretende di “curare” la sua omosessualità con un esorcismo e pensa di poter ovviare a tutti i problemi di una Jaenette adolescente offrendole delle arance.
Il rapporto con la madre è prevedibilmente conflittuale ma, nonostante tutto, s’instaura tra le due una sorta di complicità e solidarietà femminile che porterà la protagonista a raccontarci di lei, fino alla fine della storia, con tenerezza e senza rancore.
 
Nel testo leggiamo spesso frasi del tipo “Non c’è nulla come le arance” o “E’ l’unica frutta buona” ma, lo vediamo già dal titolo, le arance, simbolo di omologazione, non sono l’unico frutto possibile.
La comunità non riuscirà a “purificare” Jaenette, si ribadisce più volte nel corso della storia che ci sono più modi di amare, non solo quello eterosessuale, e più modi di rapportarsi alla divinità, non unicamente la subordinazione cieca alle parole del pastore Spratt.
 
Ci sono tante forme di passione e di affetto; ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere i loro nomi. […] L’amore romantico è stato stemperato in un’infinità di romanzi rosa e ha venduto milioni di copie. Da qualche parte esiste ancora l’originale, scritto su tavole di pietra.” Traspare un’idea di fiducia nell’amore assoluto che certamente esiste ma che non è palpabile e raggiungibile.
 
Il romanzo è suddiviso in otto parti, di cui le prime cinque portano il nome dei libri della Legge, che ci danno un input di quello che sarà il contenuto del capitolo. La narrazione è intervallata da fiabe che sono parallele alla vicenda, vi si agganciano tematicamente ed è possibile ricavarne, alla vecchia maniera, una morale.
 
La storia è narrata in forma davvero originale, anche se in un linguaggio semplice, e segue i dettami della letteratura postmoderna ma, credo, in base alla mia esperienza personale di lettrice, che non permetta appieno l’identificazione con il personaggio principale.

Punto di forza (o più grande neo, punti di vista) è che nonostante la profondità del tema trattato, risulta un libro leggero, anche da sfogliare in treno o alla fermata dell’autobus.

 

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Jeanette

Winterson

Libri dallo stesso autore

Intervista a Winterson Jeanette


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

È convinto di picchiare forte, ma viene steso in due secondi nel cortile della scuola; non va in moto; fa lo sbruffone ma con le ragazze è totalmente imbranato: ecco il sedicenne protagonista di questo libro. Periferia di Torino; mentre gli anni Ottanta volgono al termine, il nostro colleziona lividi esterni e soprattutto interni, eppure continua ostinato a lanciare il suo guanto di sfida alla vita. Del resto bisogna tener duro: non è facile vedersela con suo padre – “Il Capo” – un quasi alcolista che passa tutto il tempo stravaccato sull’amaca, ad affibbiare punizioni da telefilm americano. Ed è snervante vivere accanto alla “Foca Monaca”, la sorella triste e timorata di Dio. Quanto alla madre, è scappata col tizio della stazione di servizio, e ormai si può star certi che «starà passando il tempo a farsi fare il pieno dal benzinaio». Non piange mai, il protagonista di questa storia. Piuttosto stringe i pugni, sbuffa e s’affanna, ripetendo a se stesso di essere il più in gamba, anche se la vita gliele dà ogni giorno di santa ragione; anche se le prende perfino da Chiara, la ragazza di cui s’innamora: bella, sveglia, inaccessibile a sfigati come lui, eppure catturata suo malgrado da questo buffo adolescente scapigliato e spaccone, tenero e brancaleonesco, che s’insinua a forza nella sua vita scatenando irresistibili schermaglie. Il Muro di Berlino che crolla e un divertente gioco di riferimenti pop e telefilmici fanno da sfondo a questo romanzo, un Jack Frusciante da periferia che strappa il sorriso a ogni pagina, illuminato da una scrittura esilarante ma a tratti dolente, insieme cinica e romantica come il suo protagonista, che s’inserisce a buon titolo nella nobile tradizione dei perdenti di talento, come Il giovane Holden o i personaggi di John Fante.

MIA SORELLA E’ UNA FOCA MONACA

Frascella Christian

Queste sono solo alcune delle domande a cui il saggio risponde. Sul lavoro: «Ci sono prospettive di reinserimento nel mondo del lavoro ?» Sui giovani: «Quando potranno liberarsi dalla maledizione di essersi laureati nella fase peggiore dell' economia?» Sulla ripresa dell'economia: «Per uscire dalla depressione occorre un rilancio della spesa pubblica?»

Fuori da questa crisi, adesso!

Krugman Paul

Ferrara. È una notte afosa di inizio agosto...

Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico.

Mazzoni Lorenzo

L'ambiente è quello della buona borghesia romana sul finire degli anni Venti. La relazione tra Leo e Mariagrazia è ormai stanca; i due giovani figli di lei, Michele e Carla, assistono con disagio alle manifestazioni di questa crisi. Leo diventa l'amante di Carla e Michele sente confusamente, ma senza vera indignazione, di dover intervenire. Cerca di provocare Leo, compie anche un goffo tentativo di ucciderlo, ma poi si rassegna, cede a Lisa (una ex amante di Leo), invaghitasi di lui. Anche Mariagrazia si rassegna all'inevitabile e Carla sposerà Leo.

Gli indifferenti

Moravia Alberto